Neobroker e payment for order flow: il modello dopo il Regolamento (UE) 2024/791
I neobroker hanno costruito l’«investire gratis» su un ricavo invisibile: il payment for order flow (PFOF), il compenso che market maker e sedi di esecuzione pagavano per ricevere gli ordini dei clienti. Quel motore è stato spento per decisione del legislatore europeo: il Regolamento (UE) 2024/791, la revisione del MiFIR, ha vietato il PFOF e ha concesso un regime transitorio soltanto agli Stati membri che lo consentivano, con termine massimo al 30 giugno 2026. Scaduto quel termine, il modello è esaurito nell’UE e le app di investimento devono ricostruire tre pilastri contemporaneamente: ricavi, esecuzione e acquisizione clienti.
Perché è stato vietato e cosa significa «esaurito»
Il PFOF racchiude un conflitto strutturale: se il broker incassa dalla sede che esegue, il suo incentivo nell’instradare gli ordini non è più allineato con il miglior risultato del cliente. La risposta europea è stata il divieto nella revisione del MiFIR del 2024, con la valvola temporanea del regime transitorio nazionale fino, al massimo, al 30 giugno 2026. La conseguenza pratica oggi è binaria: nessun accordo in vigore può remunerare l’indirizzamento del flusso di ordini, qualunque nome abbia. Il primo compito di ogni piattaforma è forense: rivedere i contratti con le controparti e verificare che non sopravviva PFOF residuo sotto etichette creative.
Ricavi sostitutivi: espliciti e compatibili con la MiFID
Il mercato si sta spostando verso un mix riconoscibile: commissioni esplicite (per operazione o in abbonamento), prestito titoli sulle posizioni dei clienti —che richiede, tra le altre condizioni, il consenso espresso e un collegamento diretto con le regole di tutela degli attivi—, conti remunerati che monetizzano la liquidità con trasparenza, e servizi premium di dati e funzionalità. Nessuna di queste linee è problematica di per sé; tutte richiedono un’analisi preventiva di conflitti, incentivi e informativa sui costi. L’errore tipico è progettare il pricing in finanza e mostrarlo alla compliance la settimana del lancio.
Migliore esecuzione: meno report, più prove
Sparito il PFOF, la migliore esecuzione dell’art. 27 MiFID II resta l’obbligo centrale del broker che esegue gli ordini. La revisione del 2024 ha soppresso i report RTS 28, cosa che alcuni hanno letto come un allentamento: è il contrario. Cade l’adempimento formale di pubblicare tabelle che nessuno leggeva e resta l’esigenza di fondo: una policy di esecuzione reale, una selezione delle sedi giustificata dalla qualità e dati propri che dimostrino i risultati, rivisti periodicamente e con conseguenze. Per il neobroker che esegue bene, questa è un’opportunità commerciale: per la prima volta la qualità di esecuzione può essere l’argomento di vendita di fronte al «gratis» che non esiste più.
Gamification, marketing e cosa porterà la RIS
Il terzo fronte è l’acquisizione digitale. Le meccaniche che spingono a operare —festeggiamenti, classifiche di titoli caldi, notifiche di urgenza— sono sotto scrutinio europeo, e la Strategia per gli investimenti al dettaglio, ancora in negoziazione, punta direttamente alle tecniche digitali di influenza sull’investitore al dettaglio. In Spagna la pubblicità degli investimenti ha il suo quadro nella CNMV e le guide sui finfluencer di giugno 2026 delimitano il contenuto a pagamento. Il nostro consiglio alle piattaforme è trattare UX e marketing come parte del fascicolo regolamentare: verificarli, documentarli e saper spiegare ogni meccanica assumendo come criterio la tutela del cliente al dettaglio. L’assistenza completa la offriamo dall’area di regolamentazione fintech.
Regolamento (UE) 2024/791
PFOF
MiFIR
Migliore esecuzione
30 giugno 2026
Neobroker
Gamification