Coefficiente di leva finanziaria (leverage ratio): quadro normativo in Europa
Il coefficiente di leva finanziaria (leverage ratio) è una misura prudenziale introdotta dal Comitato di Basilea nell’ambito di Basilea III in risposta all’eccessiva leva finanziaria che ha contribuito alla crisi finanziaria del 2008. A differenza dei coefficienti patrimoniali basati sulle attività ponderate per il rischio, il leverage ratio è una misura semplice e non sensibile al rischio che funge da backstop, garantendo un livello minimo di capitale rispetto all’esposizione complessiva dell’ente.
Attuazione nell’UE: CRR e CRR II
Nell’Unione europea il leverage ratio è stato inizialmente inserito nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), che ne ha definito il calcolo all’articolo 429. Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), il leverage ratio è passato da misura di informativa a requisito obbligatorio di Pilastro 1, fissato a un minimo del 3% di capitale Tier 1 sulla misura dell’esposizione complessiva.
Buffer per gli enti G-SII
Gli enti identificati come a rilevanza sistemica globale (G-SII) devono rispettare un buffer aggiuntivo di leverage ratio pari al 50% del loro buffer di capitale G-SII. Il mancato rispetto attiva restrizioni automatiche alla distribuzione degli utili, in modo analogo al Maximum Distributable Amount (MDA) dei coefficienti patrimoniali.
Vigilanza e SREP
Il leverage ratio è un indicatore chiave nel processo di revisione prudenziale (SREP) della BCE e della Banca di Spagna. L’autorità di vigilanza può imporre requisiti di leverage ratio aggiuntivi di Pilastro 2 se ritiene che l’ente presenti un rischio di leva finanziaria eccessiva. La CRD V (Direttiva 2019/878) obbliga inoltre gli enti a includere il rischio di leva finanziaria nel proprio processo interno di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP).
Leverage RatioBasilea IIICRR / CRR IITier 1EBABCE / SSMG-SIISREP