Licenza IMEL Spagna: istituto di moneta elettronica

Strutturiamo e difendiamo il tuo progetto di istituto di moneta elettronica davanti alla Banca di Spagna: analisi dell’inquadramento normativo, programma di attività, domanda di autorizzazione completa, tutela dei fondi (safeguarding), AML/CFT, governance societaria e compliance continuo.

Consulenza gratuita

Ti rispondiamo entro 24 ore

Capitale minimo
350.000 €
Termine legale per la decisione
3 mesi
Paesi con passaporto (SEE)
30 paesi
Norma di riferimento
Legge 21/2011

Una domanda diversa per ogni progetto fintech

Wallet, piattaforme di prepagato, fintech con emissione di moneta elettronica o operatori che vogliono una licenza propria: ogni progetto ha il suo inquadramento e le sue esigenze specifiche.

Autorizzazione

Inquadramento normativo come istituto di moneta elettronica

“Prima di aprire la domanda bisogna confermare se il tuo modello rientra davvero come IMEL e che tipo di emissione di moneta elettronica svolgi. Questa decisione condiziona tutto il resto.”

Banca di Spagna

Domanda di autorizzazione solida e coerente

“Una licenza IMEL non si ottiene con una documentazione ben fatta: serve coerenza tra business, governance, policy, tecnologia, terzi ed evidenze di emissione e rimborso.”

Operatività

Emissione, rimborso e tutela dei fondi

“La struttura operativa deve reggere nella pratica: fondi, circuito di emissione, rimborso, riconciliazioni, incidenti, assistenza clienti e controlli che superino una verifica.”

Compliance

AML/CFT e controllo continuo

“L’autorizzazione non è il traguardo. Un IMEL ha bisogno di AML/KYC operativo, controllo interno, reporting, formazione e monitoraggio costante fin dal primo giorno di emissione.”

Perché la licenza IMEL è fondamentale per il tuo progetto?

Operare senza licenza, presentare una domanda incoerente o improvvisare il compliance continuo può bloccare operatività, investimenti e rapporti bancari della tua fintech di moneta elettronica.

L’errore più frequente: lanciare un wallet o una soluzione di prepagato senza aver prima definito se l’attività richiede una licenza IMEL. Questa confusione emerge quando il prodotto è già costruito e il costo della correzione esplode.

La Banca di Spagna verifica la coerenza, non solo i documenti: se business, policy, governance, AML/KYC e outsourcing non combaciano, la domanda perde solidità e le richieste di informazioni si moltiplicano.

Tutela dei fondi e controllo interno non possono essere lasciati per ultimi: sono elementi centrali perché la licenza IMEL sia difendibile e l’istituto possa crescere in sicurezza nell’emissione di moneta elettronica.

Violazione molto grave Cessazione immediata

Emettere moneta elettronica o prestare servizi di pagamento senza autorizzazione preventiva può comportare il blocco immediato dell’attività.

Sanzioni pecuniarie Ingenti

Multe e responsabilità personale degli amministratori per emissione di moneta elettronica o prestazione di servizi finanziari senza licenza.

Rischio commerciale Blocco operativo

Banche e partner finanziari richiedono una licenza IMEL attiva prima di integrare una fintech nel proprio ecosistema: senza, gli accordi restano bloccati a tempo indeterminato.

Il tuo modello ha bisogno di una licenza IMEL?

Prima di aprire la domanda conviene verificare il perimetro regolamentare, mettere in ordine il business e controllare se la struttura regge i requisiti di autorizzazione, emissione, tutela dei fondi, AML/CFT e controllo continuo.

Licenza IMEL: dubbi frequenti

Che cos’è una licenza IMEL?

La licenza IMEL (nota anche come licenza EMI, dall’acronimo inglese) è l’autorizzazione per operare come istituto di moneta elettronica. Permette di emettere moneta elettronica — wallet, carte prepagate, saldi memorizzati — e di prestare determinati servizi di pagamento nel quadro normativo applicabile in Spagna.

La chiave non è solo ottenere la licenza, ma riuscire a mantenere un istituto vigilabile fin dal primo giorno: emissione controllata, rimborso garantito, controlli eseguiti e compliance vivo.

Quando una società ha bisogno di una licenza IMEL?

Quando il modello prevede l’emissione di moneta elettronica, la gestione dei saldi degli utenti in una struttura propria o un prodotto finanziario che va oltre il semplice ruolo di fornitore tecnologico.

L’errore tipico è lanciare un wallet, un conto di pagamento o una soluzione di prepagato senza aver prima definito se l’attività rientra nella moneta elettronica o in un’altra figura. Questa confusione spesso fa saltare il progetto quando ci sono già prodotto, partner e investimenti impegnati.

Che differenza c’è tra IMEL, istituto di pagamento e banca?

Ogni figura ha un perimetro regolamentare diverso ed esigenze proprie in base al servizio che si vuole prestare:

  • L’istituto di pagamento (EP) presta servizi di pagamento senza emettere moneta elettronica: capitale minimo a partire da 20.000 €.
  • L’istituto di moneta elettronica (IMEL) può inoltre emettere moneta elettronica (wallet, carte prepagate, saldi memorizzati). Capitale minimo di 350.000 €.
  • La banca può raccogliere depositi dal pubblico, il che amplia enormemente il suo perimetro e i requisiti di capitale e di vigilanza.

Scegliere male la figura regolamentare all’inizio rallenta tutto il processo e può costringere a ristrutturare il modello di business.

Cosa verifica la Banca di Spagna nella domanda IMEL?

Verifica se la domanda è coerente, completa e difendibile: programma di attività, struttura societaria, amministratori, funzioni chiave, policy interne, sistema di controllo, circuito di emissione e rimborso, terzi, tecnologia e reale capacità di operare.

Il supervisore valuta se il business descritto può reggersi su persone, processi, contratti, controlli ed evidenze coerenti tra loro. La coerenza documentale conta quanto il contenuto giuridico.

Perché la tutela dei fondi e l’AML/CFT sono così importanti in un IMEL?

La tutela dei fondi e il blocco AML/CFT sono due elementi centrali in un istituto di moneta elettronica, non allegati secondari. Incidono sulla qualità della domanda, sul rapporto con i partner bancari e sulla solidità futura dell’istituto.

Obbligano a definire concretamente circuiti di emissione, rimborso, riconciliazioni, onboarding, monitoraggio, reporting, ruoli interni ed evidenze. Quando vengono improvvisati, il supervisore se ne accorge subito.

Quanto tempo serve per ottenere la licenza IMEL?

Il termine legale per la decisione è di 3 mesi dalla presentazione della domanda completa, anche se in pratica il processo può estendersi a 6–12 mesi a seconda della complessità del modello e della qualità della domanda.

Ciò che rende più costosa e più lunga una licenza IMEL di solito non è redigerla, ma correggerla: rifare gli allegati, chiarire le contraddizioni, rispondere alle richieste di informazioni o riprogettare parti del business che non erano state chiuse bene.

Posso operare mentre sto richiedendo la licenza IMEL?

In linea generale, no. L’emissione di moneta elettronica senza autorizzazione preventiva è una violazione molto grave.

Esistono esclusioni limitate dall’ambito della Legge 21/2011 (art. 1.3), come le carte utilizzabili solo nei locali dell’emittente o in una rete limitata di esercenti, che vanno analizzate caso per caso. L’alternativa abituale mentre si ottiene la licenza propria è operare sotto l’ombrello di un istituto già autorizzato, tramite un accordo di agenzia o di distribuzione regolamentata.

Cosa succede dopo aver ottenuto la licenza IMEL?

Inizia la fase più importante: operare come istituto vigilato con compliance continuo, controllo interno, monitoraggio degli incidenti, controllo dei terzi, formazione e reporting.

  • Mantenimento dei controlli AML/KYC e monitoraggio attivo.
  • Conformità al DORA: gestione del rischio ICT, continuità, notifica degli incidenti.
  • Reporting periodico alla Banca di Spagna e gestione delle richieste di informazioni.
  • Revisione dei terzi critici, degli SLA e dell’outsourcing in corso.
  • Audit periodici e aggiornamento in caso di modifiche normative.

La licenza IMEL non è la fine del progetto: è il punto di partenza di un’operatività di moneta elettronica sotto vigilanza.

Licenza IMEL: passaporto europeo, IBAN, carte e differenze

Un IMEL può operare in tutta l’Unione europea?

Sì. Una volta autorizzato dalla Banca di Spagna, un IMEL può operare nei 30 paesi dello Spazio economico europeo tramite il passaporto europeo: basta una notifica di passporting, senza bisogno di una nuova autorizzazione locale in ogni paese.

Un IMEL può emettere IBAN e carte?

Sì. Un istituto di moneta elettronica può offrire conti con IBAN proprio, portafogli digitali, carte prepagate fisiche e virtuali e bonifici nazionali e internazionali, sempre entro il perimetro di servizi autorizzato.

Che differenza c’è tra un IMEL e una neobanca?

Una neobanca di solito opera con una propria licenza bancaria o appoggiandosi a un IMEL o a un istituto di pagamento. La differenza chiave è che un IMEL non raccoglie depositi dal pubblico né concede credito con i fondi dei propri clienti: quei fondi devono restare tutelati. La banca, invece, può raccogliere depositi e concedere prestiti.

Che cos’è il passaporto europeo di un IMEL?

È il meccanismo che permette a un IMEL autorizzato in Spagna di prestare servizi nel resto del SEE — in libera prestazione di servizi o tramite succursale — comunicandolo al supervisore, senza chiedere una nuova autorizzazione in ogni Stato. È uno dei grandi vantaggi di questa figura.

Esiste l’«IMEL di piccole dimensioni» o un regime di esenzione in Spagna?

No. La Direttiva 2009/110/CE lo prevede come opzione, ma la Spagna non l’ha recepito (né la Legge 21/2011 né il Real Decreto 778/2012 lo contemplano). In Spagna, emettere moneta elettronica richiede l’autorizzazione completa di IMEL (capitale minimo di 350.000 €) oppure agire come agente o distributore di un istituto autorizzato.

Come incidono MiCA e PSD3 su un IMEL?

MiCA è già in vigore: le sue norme sui token di moneta elettronica (EMT) si applicano da giugno 2024 e riguardano gli IMEL che li emettono, con requisiti aggiuntivi in materia di riserve e governance. In Spagna gli EMT sono vigilati dalla Banca di Spagna (la CNMV vigila sulle altre cripto-attività e sui prestatori CASP). Sulla PSD3 e sul nuovo Regolamento sui servizi di pagamento (PSR), il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo a fine 2025 e prevedono di unificare istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica in un’unica figura, con applicazione prevedibilmente intorno al 2027-2028. Conviene impostare il progetto tenendo conto di questo orizzonte.

Quanto costa una licenza IMEL? Prezzo e confronto tra le figure

Non esiste una tariffa unica: il costo dipende dal capitale regolamentare richiesto e dalla complessità della domanda. Ti aiutiamo a dimensionarlo prima di iniziare.

Albero decisionale: di quale licenza finanziaria hai bisogno — IMEL, EP, PISP/AISP o banca, con capitale minimo e autorità di vigilanza

Cosa determina il costo di una licenza IMEL

Il costo totale per avviare un istituto di moneta elettronica combina due blocchi: il capitale regolamentare richiesto dalla norma e il costo di strutturazione del progetto e della domanda.

Capitale minimo
350.000 € di capitale iniziale, più fondi propri proporzionali alla moneta elettronica in circolazione.
Complessità
Numero di servizi, volume previsto, uso di agenti o distributori e passaporto europeo.
Punto di partenza
Strutturare da zero non è come rivedere una domanda già avviata.
Costo ricorrente
Compliance continuo, AML/CFT, DORA, audit e reporting dopo l’autorizzazione dell’istituto.

Come impostiamo il preventivo

Prima di impegnare i compensi definiamo l’inquadramento normativo e la reale portata del progetto. Così eviti di pagare per un lavoro che non ti serve e hai una stima realistica di impegno e tempistiche.

  1. Diagnosi iniziale del modello e della figura più adatta.
  2. Proposta per fasi: inquadramento, domanda, tutela dei fondi/AML e compliance.
  3. Stima dei tempi adattata al tuo caso, non modelli generici.

Richiedi una stima per il tuo progetto →

Confronto tra IMEL, istituto di pagamento, banca e PISP/AISP
Figura IMEL · moneta elettronica Istituto di pagamento (EP) Banca PISP / AISP
Capitale minimo 350.000 € Da 20.000 € 18 milioni di euro (RD 84/2015) AISP: nessun capitale · PISP: 50.000 €
Emette moneta elettronica Sì No Sì (e altro) No
Raccoglie depositi dal pubblico No No Sì No
Gestisce fondi dei clienti Sì, con tutela dei fondi Sì, con tutela dei fondi Sì No
Autorità di vigilanza Banca di Spagna Banca di Spagna BCE / Banca di Spagna Banca di Spagna
Caso tipico Wallet, prepagato, saldi memorizzati Bonifici, pagamenti, rimesse Depositi, credito, attività bancaria Open banking: disporre pagamenti o aggregare conti

Cifre indicative a fini comparativi. Il capitale esatto e l’inquadramento normativo dipendono dai servizi concreti che l’istituto intende prestare; conviene verificarli caso per caso prima di avviare la domanda.

Capitale minimo per figura finanziaria: AISP, istituto di pagamento, PISP, IMEL e banca

Come creare un istituto di moneta elettronica: guida pratica

Una licenza IMEL non è solo una formalità: è un sistema che deve dimostrare coerenza tra modello di business, emissione, operatività, controlli ed evidenze. La chiave è costruire fin dall’inizio un istituto che regga una vigilanza reale.

Pratica

Cosa valuta davvero il supervisore

La Banca di Spagna non si limita a esaminare l’idea di business. Analizza se la struttura può sostenerla: amministratori idonei, funzioni chiave, policy coerenti, controlli applicabili ed evidenze di una reale capacità operativa nell’emissione di moneta elettronica.

Safeguarding

L’elemento più spesso improvvisato

Il circuito di emissione, il rimborso, le riconciliazioni, la segregazione dei conti e la gestione degli incidenti vanno progettati prima della domanda, non come appendice. Un errore qui blocca l’autorizzazione IMEL.

Compliance continuo

La licenza è l’inizio, non la fine

AML/KYC operativo, DORA, reporting, audit e gestione delle richieste del supervisore devono essere progettati per reggere nel tempo, non solo per superare la domanda iniziale dell’IMEL.

Checklist IMEL: preparazione in 10 passi

  1. Inquadramento normativo: confermare se il modello richiede la licenza IMEL e quali servizi specifici di moneta elettronica verranno prestati.
  2. Figura adeguata: analizzare se l’IMEL è la figura giusta rispetto a EP, PISP/AISP o ad altre autorizzazioni finanziarie.
  3. Struttura societaria: società, capitale minimo (350.000 €), soci, amministratori e idoneità dimostrabile.
  4. Programma di attività: descrizione coerente di business, clienti, canali, tecnologia, emissione e partner.
  5. Governance e funzioni chiave: organigramma, segregazione, responsabili di compliance, audit e rischi.
  6. Tutela dei fondi: definire circuito di emissione, rimborso, conti, riconciliazioni, gestione degli incidenti e tracciabilità.
  7. Blocco AML/CFT: valutazione dei rischi, KYC/onboarding, monitoraggio, escalation e formazione.
  8. Outsourcing e terzi critici: contratti, SLA, sicurezza, continuità e subappalto documentato.
  9. DORA: gestione del rischio ICT, politica di continuità, registro degli incidenti e fornitori critici.
  10. Compliance continuo: progettare fin dall’inizio reporting, audit e gestione delle richieste di informazioni dopo l’autorizzazione.

Se vuoi strutturare da zero la tua domanda IMEL o rivedere lo stato attuale del tuo progetto, consulta i nostri servizi di regolamentazione fintech o l’area specifica di compliance fintech.

Licenza IMEL in modalità operativa

Autorizzazione IMEL presso la Banca di Spagna: dall’idea alla domanda

Una licenza IMEL efficace non è un dossier: è un insieme di decisioni coerenti (inquadramento normativo, emissione e rimborso, AML/KYC, governance e outsourcing) che si dimostrano con la tracciabilità. Qui trovi un pannello visivo per capire come si traduce nella pratica.

Processo di autorizzazione di una licenza IMEL passo dopo passo: inquadramento, domanda, presentazione alla Banca di Spagna, decisione e compliance continuo
Inquadramento normativo istituto di moneta elettronica IMEL1) Inquadramento

Inquadramento normativo: prima definire, poi presentare la domanda

L’obiettivo non è “ottenere la licenza IMEL più in fretta”: è assicurarsi che il modello ne abbia bisogno, di quale tipo e con quale perimetro di emissione. Questa decisione condiziona tutta la domanda.

  • Analisi del servizio reale (wallet, prepagato, saldi)
  • Confronto IMEL vs EP vs PISP/AISP
  • Perimetro di emissione di moneta elettronica
Domanda Banca di Spagna licenza IMEL2) Domanda

Domanda di autorizzazione: coerenza tra tutti i documenti

Il supervisore verifica la coerenza. Programma di attività, policy, governance, tecnologia e outsourcing devono combaciare senza contraddizioni interne nel modello di moneta elettronica.

  • Programma di attività dettagliato
  • Policy interne e mappa dei rischi
  • Idoneità degli amministratori (fit and proper)
Tutela dei fondi emissione moneta elettronica IMEL3) Safeguarding

Tutela dei fondi: ciò che si improvvisa di più

Circuito di emissione e rimborso, conti segregati, riconciliazioni e incidenti. Quando viene progettata tardi, blocca l’autorizzazione o genera lacune strutturali dopo la licenza IMEL.

  • Circuito di emissione, rimborso e segregazione
  • Riconciliazioni e incidenti
  • Tracciabilità dei flussi di moneta elettronica
Mappa decisionale licenza IMEL figura regolamentareDecisione rapida

Mappa pratica: di quale figura ha bisogno il tuo progetto?

Wallet / prepagato

Licenza IMEL: emetti moneta elettronica (saldo memorizzato, carta prepagata). Capitale minimo 350.000 €.

Solo pagamenti

Licenza EP: bonifici, addebiti diretti, pagamenti con carta o rimesse senza emettere moneta elettronica.

Open banking

Registrazione PISP/AISP: disponi pagamenti o aggreghi conti bancari senza gestire fondi propri dei clienti.

Come funziona la tutela dei fondi di un IMEL: emissione di moneta elettronica, conti segregati e diritto al rimborso
Playbook IMEL

Licenza IMEL nella pratica

Blocco della domanda
Cosa ci si aspetta
Evidenza tipica

Inquadramento normativo

Analisi motivata del fatto che l’attività reale richiede una licenza IMEL e non un’altra figura (EP, PISP, attività non regolamentata).

Relazione di inquadramento, descrizione del servizio reale e confronto tra le figure regolamentari di moneta elettronica.

Programma di attività

Descrizione coerente di business, emissione, clienti, canali, tecnologia e partner, in grado di reggere la verifica del supervisore.

Relazione dettagliata, proiezioni, contratti con terzi e organigramma funzionale dell’IMEL.

Tutela dei fondi (safeguarding)

Circuito chiaro di emissione e rimborso della moneta elettronica, segregazione dei conti, riconciliazioni e incidenti gestiti.

Policy di tutela dei fondi, descrizione del circuito, contratti bancari e procedure di riconciliazione.

AML/CFT e KYC

Valutazione dei rischi, onboarding, monitoraggio e reporting proporzionati al profilo di rischio dell’IMEL.

Manuale AML/CFT, fascicoli KYC, registro degli alert ed evidenze della formazione del team.

Governance e controllo

Amministratori idonei, funzioni chiave, segregazione delle responsabilità e sistema di controllo interno dell’IMEL.

Verbali, nomine, politica sui conflitti di interesse, mappa dei rischi e piano annuale di audit.

Errori frequenti che ritardano o bloccano la licenza IMEL

Individuali prima di presentare la domanda, per evitare costose richieste di informazioni.

  • Partire dalla domanda senza aver chiuso l’inquadramento normativo tra IMEL, EP e altre figure.
  • Separare legale, prodotto, tecnologia e operations come se fossero mondi distinti.
  • Progettare la tutela dei fondi e l’AML/CFT come appendici della domanda invece che come elementi centrali.
  • Amministratori che non riescono a dimostrare idoneità e indipendenza davanti al supervisore.
  • Outsourcing senza contratti, SLA o un quadro di continuità documentato.
Glossario operativo

Concetti chiave: licenza di istituto di moneta elettronica

Se stai strutturando una licenza IMEL, questi termini compaiono nella domanda, nelle policy interne e nel rapporto con il supervisore. Capirli bene aiuta a costruire un progetto coerente.

EMIBasi

Istituto di moneta elettronica (IMEL)

Istituto autorizzato a emettere moneta elettronica (wallet, carte prepagate, saldi memorizzati) e a prestare i servizi di pagamento connessi. Capitale minimo di 350.000 €.

Disciplinato da: EMD2 / Legge 21/2011 / Real Decreto-ley 19/2018.
Moneta elettronicaNucleo dell’IMEL

E-Money — Valore memorizzato

Valore monetario memorizzato elettronicamente, emesso al ricevimento di fondi, accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dall’emittente e rimborsabile in qualsiasi momento al valore nominale.

Da non confondere con le cripto-attività né con i depositi bancari.
SafeguardingFondi dei clienti

Tutela dei fondi (safeguarding)

Obbligo di mantenere i fondi raccolti in cambio di moneta elettronica segregati e protetti in caso di insolvenza dell’istituto. Elemento centrale della domanda IMEL.

Evidenza: conti segregati + policy di tutela dei fondi.
RimborsoObbligo dell’IMEL

Diritto al rimborso

Diritto del titolare di moneta elettronica di chiedere in qualsiasi momento il rimborso al valore nominale dei fondi in circolazione. Deve essere garantito sul piano contrattuale e operativo.

Chiave: procedura chiara, tempi definiti e nessuna commissione abusiva.
PISP / AISPOpen banking

Disposizione di ordini di pagamento / Aggregazione

Figure PSD2 che consentono di operare nell’open banking: il PISP dispone ordini di pagamento dai conti di terzi e l’AISP aggrega informazioni bancarie, senza gestire fondi propri né emettere moneta elettronica.

Richiedono una registrazione specifica presso la Banca di Spagna.
DORAResilienza ICT

Digital Operational Resilience Act

Regolamento europeo applicabile da gennaio 2025 che impone un quadro di gestione del rischio ICT, continuità, notifica degli incidenti e vigilanza sui fornitori critici.

Si applica a tutti gli EP, IMEL ed ESI autorizzati nell’UE.
Programma di attivitàDomanda

Business plan regolamentare

Documento centrale della domanda: descrive i servizi da prestare, il modello di emissione, la struttura operativa, i clienti e i partner del futuro istituto di moneta elettronica.

Deve essere coerente con tutte le policy della domanda IMEL.
Funzioni chiaveGovernance

Key Function Holders

Responsabili di compliance, audit interno, rischi e AML/CFT che devono essere identificati, idonei e avere una reale capacità di esercitare la propria funzione nell’IMEL.

Evidenza: nomine, CV, policy di indipendenza.
Outsourcing criticoTerzi

Esternalizzazione di funzioni essenziali

I fornitori tecnologici o di servizi essenziali devono essere documentati: contratti, SLA, sicurezza, continuità e piano di uscita in caso di emergenze.

La Banca di Spagna richiede la tracciabilità dell’outsourcing critico dell’IMEL.

Guida: Licenza IMEL in Spagna, il tuo passaporto per il mercato europeo

Scarica la nostra guida con il quadro completo del processo: requisiti di ingresso, percorso verso l’autorizzazione, pilastri della domanda, confronto tra IMEL e IMEL di piccole dimensioni e impatto di MiCA e PSD3.

  • Requisiti di capitale, sostanza locale e governance
  • Tempi reali e fasi del processo davanti alla Banca di Spagna
  • IMEL completo vs IMEL di piccole dimensioni: quando scegliere l’uno o l’altro
  • Orizzonte regolamentare: fine del regime transitorio di MiCA (lug. 2026) e arrivo di PSD3/PSR
Scarica la guida (PDF)

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Quadro normativo degli istituti di moneta elettronica in Spagna: EMD2 e Legge 21/2011

Gli istituti di moneta elettronica in Spagna sono disciplinati principalmente dalla Legge 21/2011, del 26 luglio, sulla moneta elettronica, che recepisce la Direttiva 2009/110/CE (EMD2), e in via suppletiva dal Real Decreto-ley 19/2018 in materia di servizi di pagamento. La vigilanza e l’autorizzazione spettano alla Banca di Spagna, che valuta l’idoneità del progetto, la struttura di governance, la solidità della domanda e l’effettiva capacità operativa del futuro istituto.

Capitale minimo e fondi propri

Il capitale minimo richiesto per una licenza IMEL è di 350.000 €, significativamente superiore a quello di un istituto di pagamento. Inoltre, l’istituto deve mantenere fondi propri sufficienti in funzione del volume di moneta elettronica in circolazione. Questo requisito differenziale riflette il maggior rischio dell’emissione di moneta elettronica rispetto alla semplice intermediazione nei pagamenti.

Emissione, rimborso e tutela dei fondi

Uno degli obblighi più critici di un IMEL è garantire il diritto al rimborso dei titolari di moneta elettronica, al valore nominale e in qualsiasi momento. I fondi raccolti in cambio dell’emissione di moneta elettronica devono essere mantenuti in conti segregati presso enti creditizi o investiti in attività sicure e liquide. L’inosservanza di questo obbligo è oggetto di vigilanza diretta.

Esiste l’«IMEL di piccole dimensioni» in Spagna?

La Direttiva 2009/110/CE consente a ciascuno Stato di prevedere un regime di esenzione per gli emittenti con meno di 5 milioni di euro di moneta elettronica in circolazione in media, ma la Spagna non l’ha recepito: non lo contemplano né la Legge 21/2011 né il Real Decreto 778/2012. Per emettere moneta elettronica in Spagna serve l’autorizzazione completa di IMEL, con un capitale minimo di 350.000 €, oppure agire come agente o distributore di un istituto già autorizzato.

DORA e resilienza operativa digitale

Da gennaio 2025, il Regolamento DORA è di applicazione obbligatoria per tutti gli istituti di moneta elettronica autorizzati nell’UE. Richiede un quadro di gestione del rischio ICT, una politica di continuità operativa, la registrazione e notifica degli incidenti, test di resilienza digitale e la vigilanza sui fornitori tecnologici critici.

EMD2 Legge 21/2011 Banca di Spagna DORA AML/KYC Safeguarding PSD2

Fonti ufficiali

Normativa di riferimento, con link al testo ufficiale:

Normativa e link verificati a .