Emettere una stablecoin nell’Unione europea: quadro normativo e realtà del progetto
Per anni, lanciare una stablecoin è stato un esercizio di ingegneria. Con il Regolamento (UE) 2023/1114 è diventato un esercizio di autorizzazione: la parte tecnica resta necessaria, ma non è più quella difficile. Oggi, nell’Unione europea, la domanda rilevante non è quale chain scegli né come progetti il meccanismo di stabilità, ma chi è autorizzato a emettere ciò che vuoi emettere.
Due tipologie, due regimi
MiCA non conosce il termine «stablecoin». Disciplina i token di moneta elettronica (quelli collegati a un’unica valuta ufficiale) e i token collegati ad attività (quelli che si appoggiano a un paniere, ad altri valori o a più attività). L’articolo 48.1 riserva l’emissione dei primi a enti creditizi e istituti di moneta elettronica autorizzati; l’articolo 16.1 sottopone i secondi a un’autorizzazione specifica. Questa biforcazione decide l’autorità di vigilanza, il capitale, la domanda e il calendario, ed è il motivo per cui la qualificazione del token deve essere il primo compito del progetto e non una revisione successiva.
Perché il modello di business è il problema difficile
MiCA vieta di riconoscere interessi al titolare per il solo fatto di detenere il token, ed estende il divieto a chi lo distribuisce. In questo modo scompare la leva commerciale più evidente e il modello deve reggersi sul rendimento della riserva, sulle commissioni di sottoscrizione e rimborso e sui servizi costruiti intorno al token. Poiché il rendimento della riserva dipende dal volume in circolazione, e il volume dipende dalla distribuzione, il vero rischio del progetto non è regolatorio: è commerciale. Esistono emittenti autorizzati con una licenza impeccabile e senza canale di distribuzione, e non sono un buon affare.
Due autorità, un errore costoso
In Spagna la vigilanza sugli emittenti di token collegati ad attività e di token di moneta elettronica spetta alla Banca di Spagna, che nella sua sede elettronica mette a disposizione le procedure di pre-notifica e di richiesta e raccomanda un contatto preliminare prima di avviare il procedimento formale. La CNMV si occupa dei prestatori di servizi per le cripto-attività e delle emissioni del Titolo II. Confondere i due ambiti costa mesi di interlocuzione persa, e succede più spesso di quanto si potrebbe pensare.
A che punto è oggi il mercato spagnolo
Il regime transitorio che consentiva ai prestatori di servizi già registrati di continuare a operare è terminato il 1° luglio 2026: la Spagna ha applicato alla fine l’intero periodo di diciotto mesi dell’articolo 143.3, e non i dodici che aveva annunciato in un primo momento. Per un emittente questo conta per una ragione indiretta ma decisiva: l’universo delle piattaforme che possono quotare e distribuire il suo token è ora un universo di enti autorizzati, con comitati rischi e requisiti propri di documentazione. Entrare in quel circuito è tanto determinante per il successo del progetto quanto ottenere la propria licenza.
Emettere stablecoin
Stablecoin MiCA
EMT
ART
Regolamento (UE) 2023/1114
Istituto di moneta elettronica
White paper
Riserva di attività
Rimborso alla pari
Token significativi
CASP
Banca di Spagna