ANIFI e la riforma antiriciclaggio spagnola: cosa cambia e perché
L’antiriciclaggio in Spagna si è costruito per quindici anni su una ripartizione di ruoli oggi considerata esaurita: il SEPBLAC riceveva le informazioni e vigilava, le autorità di vigilanza settoriali guardavano il proprio ambito e il potere sanzionatorio spettava al Ministero. Il risultato era un sistema con buone informazioni e poca capacità di reazione. L’ANIFI nasce per chiudere questo cerchio.
Da dove nasce la riforma
Non è un’iniziativa isolata. A maggio 2024 l’Unione europea ha approvato un pacchetto completo: il Regolamento (UE) 2024/1624, che armonizza gli obblighi dei soggetti obbligati in una norma di applicazione diretta; la Direttiva (UE) 2024/1640, che fissa i meccanismi che ogni Stato membro deve istituire; e il Regolamento (UE) 2024/1620, che crea l’autorità europea. La Spagna deve recepire la direttiva e adeguare la propria architettura istituzionale, ed è esattamente la funzione del progetto preliminare approvato a luglio 2026.
Che cosa c’è davvero di nuovo
Concentrare le competenze, da solo, non cambierebbe granché. A cambiare il sistema è la capacità di intervento: la possibilità di sospendere una transazione specifica e di bloccare conti. Finora, un ente che individuava un’operazione sospetta la segnalava e, salvo casi tassativi, l’operazione seguiva il suo corso. Con un’autorità in grado di intervenire, la qualità e la rapidità del rilevamento interno smettono di essere una questione di conformità formale e diventano una questione operativa con conseguenze immediate.
L’errore di leggerla come un cambio di sigle
Buona parte del settore sta trattando la riforma come una sostituzione di nomi. Non lo è. Gli obblighi sostanziali vengono dal regolamento europeo e sono più esigenti di quelli attuali in materia di adeguata verifica della clientela, titolarità effettiva e controllo interno; il nuovo organismo è semplicemente quello che verificherà che siano rispettati, con più mezzi e con finanziamento proprio. Prepararsi al cambio di autorità di vigilanza senza rivedere la sostanza del sistema significa prepararsi per la cosa sbagliata.
Che cosa conviene fare con il testo ancora aperto
Il progetto preliminare è in audizione pubblica fino al 30 settembre 2026, il che apre due strade parallele. La prima è partecipare: per i settori che contestano il proprio perimetro, le proprie soglie o il proprio regime transitorio, è l’unica vera finestra per influire. La seconda è iniziare il lavoro che non dipende dal testo finale: aggiornare l’autovalutazione del rischio, verificare che il manuale descriva l’ente reale, documentare la formazione e provare che le procedure funzionano. Quel lavoro serve integralmente, comunque venga approvata la legge.
ANIFI
Autorità nazionale per l’integrità finanziaria
SEPBLAC
AMLR
AMLD6
AMLA
Regolamento (UE) 2024/1624
Soggetti obbligati
Autovalutazione del rischio
Titolarità effettiva
Blocco dei conti
Ispezione