Antiriciclaggio per avvocati in Spagna: obblighi e segreto professionale

Gli avvocati sono soggetti obbligati in materia di antiriciclaggio quando intervengono in determinate operazioni. Ti aiutiamo a capire quando ti si applica la Legge 10/2010, a predisporre il tuo manuale e l’adeguata verifica, e a gestire il confine delicato del segreto professionale (art. 22).

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Segreto professionale
Art. 22
Operazioni soggette
Art. 2
Manuale e controllo interno
Art. 26
Norma di riferimento
Legge 10/2010

Quando scatta l’antiriciclaggio?

Non tutto ciò che fa un avvocato è soggetto alla normativa antiriciclaggio. La legge indica operazioni specifiche. Ecco alcune tra le più comuni.

Immobili

Compravendita di immobili

«Partecipare alla compravendita di beni immobili per conto del cliente attiva gli obblighi antiriciclaggio.»

Società

Costituzione e gestione di società

«Organizzare i conferimenti per costituire, gestire o amministrare società è una delle attività soggette.»

Fondi

Gestione di fondi e attivi

«Gestire fondi, titoli o altri attivi del cliente, o aprire conti, rientra nell’ambito di applicazione.»

Difesa

Consulenza e difesa

«Le informazioni ottenute nel valutare la posizione giuridica del cliente o nella sua difesa restano escluse (art. 22).»

Ignorare l’antiriciclaggio ha conseguenze

L’inosservanza degli obblighi antiriciclaggio può comportare un serio regime sanzionatorio. E il segreto professionale, pur proteggendo, non ti esonera da tutto.

Legge 10/2010 Soggetto obbligato

L’avvocato è soggetto obbligato quando interviene nelle operazioni elencate in modo tassativo dall’art. 2.

Art. 50 e segg. Regime sanzionatorio

Le infrazioni si graduano in lievi, gravi e molto gravi, con sanzioni di importo rilevante.

Niente manuale né controllo interno: la mancanza di procedure (art. 26) è tra le carenze più frequenti negli studi legali.

Adeguata verifica incompleta: non identificare il titolare effettivo o non documentare il rischio lascia il fascicolo incompleto.

Art. 24 Divieto di rivelazione

Non si può avvisare il cliente che un’operazione è stata segnalata o è in esame.

Segreto frainteso: l’art. 22 tutela la difesa e la consulenza giuridica, non qualunque servizio soggetto alla legge.

Il tuo studio rispetta la normativa antiriciclaggio?

Analizziamo le tue operazioni, impostiamo il tuo manuale e la tua adeguata verifica e ti consigliamo sul limite del segreto professionale.

Antiriciclaggio per avvocati: dubbi frequenti

Gli avvocati sono soggetti obbligati ai fini antiriciclaggio?

Sì, ma non sempre. L’avvocato è soggetto obbligato ai sensi della Legge 10/2010 quando interviene in determinate operazioni elencate in modo tassativo: compravendita di immobili o di entità commerciali, gestione di fondi o attivi, apertura di conti, o costituzione e gestione di società, tra le altre.

Cosa dice l’art. 22 sul segreto professionale?

L’art. 22 (esclusione) stabilisce che gli avvocati non sono soggetti a determinati obblighi rispetto alle informazioni che ottengono nel determinare la posizione giuridica del cliente o nel difenderlo in un procedimento. Il dovere di segreto professionale resta.

Quindi il segreto professionale mi esonera da tutto?

No. Il segreto tutela il rapporto fiduciario e il diritto di difesa, ma non è assoluto. Nelle operazioni soggette alla legge (non coperte dall’art. 22) si applicano l’adeguata verifica, il controllo interno e, se ci sono indizi, la segnalazione.

Quali obblighi concreti ho?

I principali: adeguata verifica (identificare il cliente e il titolare effettivo), manuale e controllo interno (art. 26), conservazione dei documenti (art. 25), segnalazione delle operazioni sospette e divieto di rivelazione al cliente (art. 24).

Mi serve un manuale antiriciclaggio nel mio studio?

Sì. Il manuale e le procedure di controllo interno sono tra gli obblighi centrali. Contenuto e livello di esigenza si modulano in base alle dimensioni dello studio e al tipo di operazioni, ma documentare il sistema è indispensabile.

Chi vigila sul rispetto della normativa?

Il SEPBLAC è l’autorità di vigilanza in materia di antiriciclaggio. Le segnalazioni di operazioni sospette vanno indirizzate al SEPBLAC, che può richiedere informazioni o ispezionare il sistema dello studio.

Cosa succede se segnalo in buona fede?

La segnalazione in buona fede alle autorità non costituisce violazione delle restrizioni alla divulgazione e non genera responsabilità per il soggetto obbligato (esonero da responsabilità previsto dalla legge).

Vale anche per gli studi piccoli?

Sì. La qualità di soggetto obbligato dipende dalle operazioni, non dalle dimensioni. Uno studio piccolo che interviene in operazioni soggette deve adempiere, anche se le misure vengono adattate in modo proporzionale alla sua struttura.

Come impostare l’antiriciclaggio del tuo studio passo dopo passo

Rispettare la normativa antiriciclaggio come avvocato non è burocrazia fine a sé stessa: significa sapere quali operazioni ti rendono soggetto, impostare un sistema proporzionato e avere chiaro dove finisce l’obbligo e dove inizia il segreto professionale.

Il punto di partenza

Individua cosa ti rende soggetto

Non tutto ciò che fa lo studio è soggetto. Il primo passo è mappare quali operazioni attivano la Legge 10/2010 e quali sono coperte dal segreto professionale.

Il sistema

Imposta un sistema proporzionato

Manuale, adeguata verifica e controllo interno adattati alle dimensioni dello studio e al rischio dei tuoi clienti. Né troppo, né troppo poco.

La prova

Documenta e conserva

Identificazione, analisi del rischio, decisioni e segnalazioni devono essere documentate e conservate per dimostrare la diligenza davanti al SEPBLAC.

L’antiriciclaggio di uno studio in 10 passi

  1. Mappa le operazioni dello studio e individua quali attivano la Legge 10/2010.
  2. Delimita quali informazioni sono coperte dal segreto professionale (art. 22).
  3. Fai un’analisi del rischio del tuo portafoglio di clienti e servizi.
  4. Redigi il manuale antiriciclaggio e le procedure di controllo interno (art. 26).
  5. Definisci l’adeguata verifica: identificazione del cliente e del titolare effettivo.
  6. Stabilisci quando applicare misure rafforzate in base al rischio.
  7. Progetta la procedura di rilevazione e analisi delle operazioni sospette.
  8. Definisci la segnalazione al SEPBLAC e il divieto di rivelazione al cliente.
  9. Organizza la conservazione dei documenti per il periodo previsto dalla legge.
  10. Forma il team e pianifica una revisione o un audit periodico.

Vuoi rivedere il tuo sistema attuale? Guarda l’audit AML/CFT o il quadro generale dell’antiriciclaggio.

L’antiriciclaggio dello studio in modalità operativa

Dall’incarico al fascicolo: come si mette in pratica

Rispettare la normativa antiriciclaggio in uno studio legale è un esercizio pratico: per ogni incarico bisogna verificare se rientra nell’ambito, identificare bene, valutare il rischio e documentare tutto. Questo pannello mette in ordine quel flusso.

Verifica se l’incarico è soggetto all’antiriciclaggio1) Soggetto?

Valutare l’incarico

Per ogni nuovo incarico stabiliamo se rientra nelle operazioni dell’art. 2 o se è coperto dal segreto professionale dell’art. 22.

  • Operazione soggetta
  • Segreto professionale
  • Confine chiaro
Identificazione del cliente e del titolare effettivo2) Verifica

Identificare e valutare

Identifichiamo il cliente e il titolare effettivo, valutiamo il rischio del fascicolo e decidiamo se si applicano misure ordinarie o rafforzate.

  • Cliente
  • Titolare effettivo
  • Rischio
Rilevazione e analisi delle operazioni sospette3) Indizi

Rilevare gli indizi

Analizziamo i segnali di allarme e decidiamo, se del caso, di segnalare al SEPBLAC, senza rivelare nulla al cliente.

  • Segnali di allarme
  • Analisi
  • Non rivelazione
Mappa decisionale in base al tipo di attivitàDecisione rapida

Soggetta o non soggetta?

Operazione dell’art. 2

Compravendita, società, fondi: soggetti all’antiriciclaggio.

Difesa / posizione giuridica

Informazioni coperte dall’art. 22: non soggette.

Dubbio

Analizza caso per caso e documenta il criterio applicato.

Playbook antiriciclaggio per avvocati

Soggetta o non soggetta, attività per attività

Attività
Soggetta all’antiriciclaggio?
Cosa conviene fare

Compravendita di immobili

Sì: operazione elencata in modo tassativo dall’art. 2.

Adeguata verifica completa e fascicolo.

Costituire o gestire società

Sì: organizzazione dei conferimenti e gestione societaria.

Identificare il titolare effettivo e conservare la documentazione.

Gestione di fondi o conti

Sì: gestione di fondi, titoli, attivi o conti.

Analisi del rischio e monitoraggio.

Difesa in un procedimento

No: coperta dall’art. 22 e dal segreto professionale.

Mantenere il segreto; documentare il criterio.

Determinare la posizione giuridica

No: informazioni ottenute per consigliare il cliente.

Non soggetta, salvo che venga usata come strumento per riciclare denaro.

Errori che lasciano il tuo studio esposto

Evitarli è ciò che separa un’osservanza reale da una puramente formale.

  • Credere che nessun servizio dell’avvocato sia soggetto all’antiriciclaggio.
  • Usare il segreto professionale come scusa per non adempiere nelle operazioni soggette.
  • Non avere manuale né procedure di controllo interno.
  • Non identificare il titolare effettivo né documentare l’analisi del rischio.
  • Avvisare il cliente che un’operazione è in esame o viene segnalata.
Glossario operativo

Concetti chiave dell’antiriciclaggio per avvocati

Se il tuo studio è un soggetto obbligato, questi termini compaiono nel manuale, nei fascicoli e nel rapporto con il SEPBLAC. Capirli ti aiuta a rispettare gli obblighi senza sorprese.

Soggetto obbligatoArt. 2

Chi deve adempiere

Persona fisica o giuridica vincolata dalla Legge 10/2010 quando interviene nelle operazioni elencate in modo tassativo.

Dipende dall’operazione.
Art. 22Esclusione

Segreto professionale

Esclude da determinati obblighi le informazioni ottenute nel determinare la posizione giuridica del cliente o nel difenderlo.

Non è un jolly generale.
Adeguata verificaKYC

Conoscere il cliente

Identificazione formale del cliente e del titolare effettivo, e valutazione dello scopo del rapporto.

Base del fascicolo.
Titolare effettivoArt. 4

Chi c’è dietro

Persona fisica che, in ultima istanza, controlla il cliente o l’operazione o ne trae beneficio.

Va identificato.
Controllo internoArt. 26

Manuale e procedure

Insieme di politiche, manuale e procedure che lo studio deve avere per prevenire il riciclaggio di denaro.

Proporzionato allo studio.
SEPBLACVigilanza

Autorità antiriciclaggio

Servizio che riceve le segnalazioni di operazioni sospette e vigila sul rispetto della normativa.

Destinatario delle segnalazioni.
Segnalazione SOSReport

Operazione sospetta

Obbligo di segnalare al SEPBLAC le operazioni con indizi di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo.

Dopo l’analisi interna.
Art. 24Divieto

Non rivelazione

Divieto di avvisare il cliente o terzi che un’operazione è in esame o viene segnalata.

Il cosiddetto «tipping-off».
RD 304/2014Regolamento

Normativa di attuazione

Regolamento di attuazione della Legge 10/2010, che precisa molti degli obblighi applicabili.

Integra la legge.

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Raccontaci quali operazioni segue il tuo studio e ti diciamo quali obblighi antiriciclaggio ti riguardano e come impostare un sistema proporzionato.

Antiriciclaggio (AML) per avvocati in Spagna: obblighi e segreto professionale

Gli avvocati sono soggetti obbligati in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT) quando intervengono in determinate operazioni, ai sensi della Legge 10/2010 e del suo regolamento di attuazione, il RD 304/2014. Non è il tipo di professionista a determinare l’assoggettamento, ma la specifica operazione a cui si partecipa.

Quando un avvocato è soggetto obbligato

La legge indica operazioni elencate in modo tassativo come la compravendita di immobili o di entità commerciali, la gestione di fondi, titoli o altri attivi, l’apertura o gestione di conti, o l’organizzazione di conferimenti per costituire, gestire o amministrare società. Quando l’avvocato vi partecipa per conto del cliente, attiva gli obblighi antiriciclaggio.

Il limite del segreto professionale (art. 22)

L’articolo 22 della Legge 10/2010 stabilisce una regola di esclusione: gli avvocati non sono soggetti a determinati obblighi rispetto alle informazioni che ricevono o ottengono nel determinare la posizione giuridica del cliente o nel difenderlo in un procedimento (compresa la consulenza sull’avviare o evitare un procedimento), prima, durante o dopo. Il dovere di segreto professionale resta. Ora, quel segreto tutela il rapporto fiduciario e il diritto di difesa: non è un diritto assoluto né un lasciapassare per smettere di applicare l’antiriciclaggio a un’operazione che è invece soggetta.

Quali obblighi si applicano

Nelle operazioni soggette, lo studio deve applicare l’adeguata verifica (identificazione del cliente e del titolare effettivo), predisporre un manuale e misure di controllo interno (art. 26), conservare la documentazione (art. 25), segnalare le operazioni sospette al SEPBLAC e rispettare il divieto di rivelazione al cliente (art. 24). La segnalazione in buona fede è coperta da un esonero da responsabilità.

Vigilanza e conseguenze

L’autorità di vigilanza in materia di antiriciclaggio è il SEPBLAC. L’inosservanza può dar luogo a un regime sanzionatorio che gradua le infrazioni in lievi, gravi e molto gravi. Un sistema antiriciclaggio proporzionato e ben documentato è la migliore difesa dello studio in un’eventuale ispezione.

Legge 10/2010 RD 304/2014 Art. 2 soggetti obbligati Art. 22 segreto professionale Adeguata verifica Titolare effettivo SEPBLAC Controllo interno