Nuovo regime sanzionatorio antiriciclaggio Spagna

Il pacchetto europeo alza in modo sostanziale il tetto sanzionatorio e il progetto preliminare di legge (anteproyecto) spagnolo concentra il potere di irrogare le sanzioni nello stesso organismo che ispeziona. Questa pagina spiega cosa viene sanzionato, con quale scala, quali circostanze aggravano o attenuano e, cosa che conta più di tutte, che cosa si può fare prima perché un rilievo non finisca in un procedimento sanzionatorio.

Valuta la tua esposizione

Ti rispondiamo entro 24 ore

Cosa cambia nel regime sanzionatorio

Conviene distinguere due piani. Il primo è quello sostanziale: quali condotte costituiscono una violazione e con quale tetto vengono sanzionate, stabilito dal pacchetto europeo. Il secondo è quello procedurale: chi istruisce e chi decide, ed è ciò che cambia con la riforma spagnola.

Il tetto europeo

La Direttiva (UE) 2024/1640 obbliga gli Stati membri a prevedere, per le violazioni gravi, reiterate o sistematiche, sanzioni pecuniarie massime di almeno 10 milioni di euro o il 10% del fatturato annuo per le persone giuridiche, applicando l’importo più elevato.

È un minimo che gli Stati devono garantire, non un limite: la norma nazionale può spingersi oltre.

Il cambiamento procedurale

Oggi il SEPBLAC propone e il Ministero decide. Il progetto preliminare di legge concentra entrambe le funzioni nell’ANIFI: lo stesso organismo istruisce e decide.

La conseguenza prevedibile non è una maggiore severità automatica, ma procedimenti più rapidi e criteri più omogenei tra i settori.

Scala di risposta a un inadempimento Dalla raccomandazione al procedimento sanzionatorio, con le misure non pecuniarie che accompagnano la multa. NON OGNI INADEMPIMENTO FINISCE IN MULTA RaccomandazioneDiffidaAmmonimento Sanzione Sanzione molto grave Miglioramento suggeritoCorrezione con termine Pubblico o privato Multa e misureMulta più alta e divieti RILIEVO ISOLATO CARENZA STRUTTURALE E REITERATA
Figura 1. La scala completa. L’idea che di solito ci si fa del regime sanzionatorio (o ti adegui o ti multano) non corrisponde alla pratica. La maggior parte dei rilievi si risolve nei primi tre gradini, e ciò che spinge verso destra non è la gravità di un caso isolato, ma l’evidenza di una carenza strutturale.

Quali condotte vengono sanzionate

Il catalogo delle violazioni ruota attorno agli obblighi centrali del sistema. Per un ente ciò che conta non è memorizzarlo, ma capire che quasi tutte le condotte sanzionabili emergono confrontando due documenti che l’ente stesso ha già.

Tabella 1 · Blocchi di violazioni e come vengono individuate
BloccoCondotta sanzionabileCome emerge in ispezione
Adeguata verificaNon identificare o non verificare la controparte, o non applicare le misure rafforzate quando sono dovute.Campionamento dei fascicoli: si verifica se la procedura del manuale è stata applicata a operazioni concrete.
Titolarità effettivaNon identificare la persona fisica che esercita il controllo, o fermare l’analisi a una società intermedia.Revisione delle catene societarie nel campione di clienti con strutture societarie.
ComunicazioneNon segnalare l’operatività sospetta, segnalarla fuori termine o con un contenuto insufficiente.Confronto tra il volume e la qualità di ciò che è stato segnalato e il profilo di rischio del portafoglio.
AstensioneEseguire un’operazione nonostante l’esistenza di un sospetto, al di fuori dei casi tassativamente previsti.Confronto tra gli alert registrati e le operazioni effettivamente eseguite.
ConservazioneNon conservare la documentazione per il periodo richiesto o non essere in grado di recuperarla.Richiesta di fascicoli datati con un termine di risposta ristretto.
Controllo internoAssenza di un manuale, di un’analisi del rischio, di un organo di controllo o di un rappresentante designato.Richiesta documentale iniziale: è la prima cosa che viene chiesta.
FormazioneNon erogare una formazione adeguata o non poterla dimostrare.Registro dei partecipanti, dei contenuti e della valutazione per funzione.
OstruzioneNon rispondere a una richiesta di informazioni, rispondere fuori termine o ostacolare l’attività di vigilanza.È una violazione autonoma, indipendente dal merito della questione.
RiservatezzaRivelare al cliente o a terzi l’esistenza di una segnalazione o di una misura.Analisi delle comunicazioni interne e degli avvisi automatici al cliente.

Classificazione elaborata da noi per blocchi di obblighi. La tipizzazione concreta delle violazioni e la loro qualificazione come lievi, gravi o molto gravi spetta alla norma nazionale: oggi la Legge 10/2010; in futuro la legge che risulterà dalla riforma in corso.

Sei fronti per ridurre l’esposizione

L’esposizione sanzionatoria non si riduce discutendo il procedimento quando è già aperto, ma lavorando prima su ciò che lo apre. E quando è già aperto, la differenza la fanno la qualità tecnica delle memorie difensive e la credibilità del piano di adeguamento.

Cosa aggrava e cosa attenua

Tra il minimo e il massimo di qualsiasi scala sanzionatoria c’è un margine enorme, e quel margine si decide con criteri che in buona parte dipendono dall’ente stesso. Conoscerli serve a due cose: ridurre l’esposizione prima e orientare la difesa dopo.

Cosa aggrava e cosa attenua una sanzione Circostanze che aumentano la risposta sanzionatoria e circostanze che la riducono. AGGRAVA · Carattere reiterato o sistematico · Vantaggio ottenuto con la violazione · Danno causato a terzi · Mancata collaborazione con l’autorità di vigilanza · Avvertimenti precedenti ignorati Lo schema ricorrente pesa più del caso isolato ATTENUA · Adeguamento spontaneo e anteriore · Collaborazione attiva durante l’ispezione · Sistema di controllo efficace nonostante la carenza · Assenza di vantaggio e di danno · Carattere puntuale e non strutturale Correggere prima che lo rilevino conta
Figura 2. I due piatti della bilancia. La circostanza con più peso pratico è la prima della colonna di destra: aver individuato e corretto il problema di propria iniziativa, prima che lo rilevi l’autorità di vigilanza, cambia la natura stessa del confronto.

La multa non è l’unica conseguenza

Per molti enti l’impatto economico della sanzione è minore di quello delle misure che la accompagnano. Conviene tenerle presenti nel valutare l’esposizione reale di un inadempimento.

Tabella 2 · Misure che accompagnano o sostituiscono la multa
MisuraIn cosa consisteImpatto reale
Ammonimento pubblicoPubblicazione dell’identità del trasgressore e della violazione commessa.Nei settori regolati il danno reputazionale spesso supera quello economico e incide sui rapporti con banche e controparti.
Ordine di cessazioneOrdine di porre fine alla condotta e di astenersi dal ripeterla.Obbliga a correggere entro un termine e sotto vigilanza, con successivo monitoraggio del rispetto.
Divieto di ricoprire caricheInterdizione temporanea di chi ricopriva funzioni dirigenziali o di controllo.Riguarda persone specifiche e può costringere a cambiamenti nell’organo di amministrazione.
Revoca o sospensione dell’autorizzazionePerdita o sospensione della licenza per operare, per gli enti soggetti ad autorizzazione.È la conseguenza più grave, quella che trasforma un problema di compliance in un problema esistenziale.
Sanzione alle persone fisicheMulta agli amministratori e a chi ricopriva funzioni di controllo.La responsabilità non si esaurisce nella persona giuridica: ricade su chi ha deciso o tollerato.
Effetti indirettiPerdita dei rapporti bancari, esclusione dalle gare e assicurazione più cara.Non sono sanzioni, ma in pratica pesano quanto la multa, se non di più.

Classificazione elaborata da noi sulla base del regime delle misure amministrative del quadro europeo. L’elenco concreto applicabile in Spagna sarà quello stabilito dalla norma nazionale risultante dalla riforma.

Sai quale parte del tuo sistema avrebbe un seguito sanzionatorio?

Individuiamo i rilievi che emergerebbero in un’ispezione, separiamo quelli puntuali da quelli che rivelano uno schema ricorrente e diamo priorità alle correzioni in base all’esposizione reale, non in ordine alfabetico.

Cosa aumenta davvero l’esposizione

In pratica, pochissimi enti ricevono sanzioni massime. Ciò che separa una richiesta di informazioni da un procedimento grave è quasi sempre uno di questi sei fattori.

Lo schema ricorrente, non il singolo caso: un fascicolo incompleto si corregge; venti con la stessa carenza dimostrano un difetto di sistema. Il campionamento è pensato proprio per distinguerli, e la qualificazione della violazione dipende da questa distinzione.

L’avvertimento ignorato: un rilievo segnalato in un intervento precedente e non corretto trasforma qualsiasi irregolarità successiva in reiterazione. È la circostanza aggravante con più peso pratico.

La mancata collaborazione: risposte tardive, incomplete o contraddittorie durante l’ispezione costituiscono una violazione autonoma e inquinano la valutazione di tutto il resto.

PersoneResponsabilità personale

Gli amministratori e i responsabili delle funzioni di controllo possono essere sanzionati personalmente. La ripartizione documentata delle funzioni è ciò che delimita questa esposizione.

ReputazioneAmmonimento pubblico

La pubblicazione della sanzione ha effetti che vanno oltre la multa: rapporti bancari, gare, assicurazioni e controparti che verificano con chi hanno a che fare.

LicenzaEnti autorizzati

Per i soggetti obbligati sottoposti ad autorizzazione, una violazione strutturale può incidere sui requisiti di onorabilità e professionalità (fit and proper) e, nei casi estremi, sulla stessa licenza.

REGULATORY CONTROL CENTER · ESPOSIZIONE SANZIONATORIA

Pannello di controllo: esposizione in base al tipo di ente

L’esposizione non dipende solo dalle dimensioni: dipende da ciò che viene osservato in ciascun settore e da quanta vigilanza preventiva si è ricevuta. Questo pannello indica dove si trova il rischio reale in ciascun caso.

Esposizione per tipo di soggetto obbligato

Riferimento indicativo per dare priorità alle attività e dimensionare il team di progetto.

Blocco
Ente finanziario
Professionale o immobiliare
Cripto-attività e nuovi soggetti
Probabilità di ispezione
AltaVigilanza abituale
MediaIn aumento
AltaNuovo perimetro
Gravità prevedibile
MediaSistema maturo
AltaCarenze di base
AltaSenza storico
Esposizione reputazionale
AltaAmmonimento pubblico
MediaImpatto locale
AltaSettore sotto osservazione
Rischio per la licenza
AltoEnte autorizzato
BassoSenza autorizzazione
AltoAutorizzazione recente

Sei errori che aumentano la sanzione

Nessuno ha a che fare con la violazione originaria. Tutti con ciò che si fa dopo.

Errore 01

Correggere solo ciò che è stato segnalato

Quando un’ispezione individua un difetto in un campione, il difetto è nel sistema, non in quei fascicoli. Correggere soltanto quelli esaminati garantisce che lo stesso rilievo riemerga nell’intervento successivo, ormai come reiterazione.

Errore 02

Contestare il rilievo invece di correggerlo

Le memorie difensive tecniche sono necessarie quando c’è un disaccordo reale. Quando il rilievo è corretto, contestarlo consuma la credibilità che servirà per negoziare il piano di adeguamento.

Errore 03

Promettere un piano che non verrà rispettato

Il rispetto del piano di adeguamento viene verificato in seguito. Un piano ambizioso e non rispettato aggrava più di quanto abbia attenuato quando è stato presentato.

Errore 04

Rispondere in ritardo o a pezzi

L’ostruzione all’attività di vigilanza è una violazione autonoma. Rispondere fuori termine nuoce a prescindere da quanto sia solido il merito.

Errore 05

Ignorare l’esposizione personale

Gli amministratori e i responsabili del controllo possono essere sanzionati personalmente. Definire e documentare la ripartizione delle funzioni è l’unico modo per delimitare questa esposizione, e va fatto prima.

Errore 06

Non adeguarsi di propria iniziativa

La correzione spontanea e anteriore al rilievo è la circostanza attenuante con più peso. Individuare un problema e non correggerlo finché nessuno guarda significa sprecare la carta migliore a disposizione.

Come si riduce l’esposizione sanzionatoria

Tre principi che valgono più di qualsiasi strategia processuale.

Anticipare

Individuarlo prima dell’autorità di vigilanza

L’adeguamento spontaneo cambia la natura della questione. Un problema individuato, documentato e corretto di propria iniziativa raramente riceve lo stesso trattamento dello stesso problema riscontrato in un’ispezione.

Sistematizzare

Trasformare lo schema ricorrente in un episodio isolato

Ciò che aggrava è l’evidenza di un difetto strutturale. Correggere la causa (la procedura, il criterio, la formazione) e non solo i casi esaminati è ciò che impedisce che il rilievo si ripeta.

Documentare la governance

Stabilire chi risponde di cosa

La ripartizione documentata delle funzioni, con deleghe espresse e con informazione periodica all’organo di amministrazione, è ciò che definisce l’esposizione personale di ciascuno. Si costruisce prima, mai durante.

Checklist: 12 punti per ridurre l’esposizione

  1. Fai una diagnosi preventiva con i criteri dell’autorità di vigilanza e classifica i rilievi per gravità.
  2. Separa i rilievi puntuali da quelli che rivelano un difetto di procedura.
  3. Correggi la causa e non solo i singoli fascicoli in cui il rilievo è emerso.
  4. Documenta ogni correzione con la data, per poter dimostrare l’adeguamento spontaneo.
  5. Verifica se ci sono rilievi segnalati in interventi precedenti che non sono ancora stati corretti.
  6. Confronta il numero di segnalazioni di operazioni sospette (SOS) con il profilo di rischio del tuo portafoglio.
  7. Verifica il funzionamento reale dell’obbligo di astensione, dove si concentrano le violazioni più gravi.
  8. Verifica di poter recuperare i fascicoli datati entro un termine ragionevole.
  9. Documenta la ripartizione delle funzioni e le deleghe all’interno dell’organo di amministrazione.
  10. Lascia traccia delle informazioni periodiche che il consiglio riceve sul sistema.
  11. Designa un unico interlocutore per le richieste di informazioni e definisci chi lo sostituisce.
  12. Se c’è un procedimento aperto, prepara memorie difensive tecniche e un piano di adeguamento realistico.

Se vuoi valutare la tua esposizione o difendere un procedimento, consulta i nostri servizi AML/CFT o richiedi una consulenza gratuita.

Glossario operativo

Vocabolario sanzionatorio

Termini da distinguere con precisione fin dalla prima richiesta di informazioni.

ViolazioneConcetto

Condotta tipizzata

Comportamento contrario agli obblighi di prevenzione che la norma qualifica come lieve, grave o molto grave.

La qualificazione determina la scala.
ReiterazioneAggravante

Ripetizione della condotta

Commissione di una violazione quando ne era già stata commessa in precedenza un’altra analoga. È la circostanza aggravante di maggior peso pratico.

Un avvertimento ignorato la attiva.
Adeguamento spontaneoAttenuante

Correzione di propria iniziativa

Individuazione e correzione dell’inadempimento prima che lo rilevi l’autorità di vigilanza, documentata e con data.

La carta migliore a disposizione.
Ammonimento pubblicoMisura

Pubblicazione della sanzione

Diffusione dell’identità del trasgressore e della violazione. Nei settori regolati spesso pesa più della multa.

Impatto reputazionale e commerciale.
OstruzioneViolazione

Ostacolare la vigilanza

Non rispondere a una richiesta di informazioni, rispondere fuori termine o intralciare l’attività ispettiva. È una violazione autonoma.

Nuoce a prescindere dal merito.
Piano di adeguamentoImpegno

Calendario di correzione

Documento con misure, responsabili e termini verificabili, il cui rispetto viene controllato in seguito.

Non rispettarlo aggrava.
Responsabilità personalePortata

Sanzione agli amministratori

Possibilità di sanzionare chi ricopriva funzioni dirigenziali o di controllo, oltre all’ente.

La ripartizione documentata la delimita.
FatturatoCalcolo

Base della sanzione proporzionale

Grandezza su cui si calcola la percentuale massima della sanzione nel caso delle persone giuridiche.

Si applica l’importo più elevato.
ANIFIAutorità

Autorità nazionale per l’integrità finanziaria

Organismo previsto nel progetto preliminare di legge (anteproyecto) che istruirà e deciderà i procedimenti sanzionatori in materia di antiriciclaggio.

Lo stesso organismo istruisce e decide.

Sanzioni antiriciclaggio: domande frequenti

Qual è la sanzione massima per chi non rispetta la normativa antiriciclaggio?

Il quadro europeo obbliga gli Stati membri a prevedere, per le violazioni gravi, reiterate o sistematiche, sanzioni pecuniarie massime di almeno 10 milioni di euro o il 10% del fatturato annuo per le persone giuridiche, applicando l’importo più elevato.

È un minimo che la norma nazionale deve garantire, non un tetto: la legge spagnola può prevedere scale superiori. Conviene verificare l’importo concreto nella norma vigente in ciascun momento.

Ogni inadempimento finisce con una multa?

No, ed è un’idea sbagliata molto diffusa. Prima della sanzione ci sono raccomandazioni, richieste di adeguamento con termine e ammonimenti. La maggior parte dei rilievi si risolve in questi gradini.

Ciò che spinge verso il procedimento sanzionatorio di solito non è la gravità di un caso isolato, ma l’evidenza di una carenza strutturale o la reiterazione di qualcosa già segnalato.

Che cosa aggrava di più?

La reiterazione. Un rilievo segnalato in un intervento precedente e non corretto trasforma qualsiasi irregolarità successiva in ripetizione della condotta, ed è la circostanza con più peso pratico nella graduazione.

Seguono la mancata collaborazione durante l’ispezione, il vantaggio ottenuto e il danno causato a terzi.

Serve a qualcosa correggere prima di essere ispezionati?

Moltissimo, ed è la raccomandazione più redditizia di tutta questa pagina. L’adeguamento spontaneo (individuare, documentare e correggere di propria iniziativa, con data) cambia la natura del confronto con l’autorità di vigilanza.

Un problema corretto prima che qualcuno lo scopra raramente riceve lo stesso trattamento dello stesso problema riscontrato in un campionamento.

Possono sanzionare anche me personalmente?

Sì. La responsabilità non si esaurisce nella persona giuridica: gli amministratori e i responsabili delle funzioni di controllo possono essere sanzionati e persino interdetti temporaneamente dall’esercizio di cariche.

Ciò che delimita questa esposizione è la ripartizione documentata delle funzioni, con deleghe espresse e con prova dell’informazione periodica ricevuta dall’organo di amministrazione. Si costruisce prima, non durante il procedimento.

Quali misure accompagnano la multa?

Ammonimento pubblico, ordine di cessazione, divieto temporaneo di ricoprire cariche dirigenziali e, per gli enti soggetti ad autorizzazione, sospensione o revoca della licenza.

Per molti enti l’impatto di queste misure, in particolare della pubblicazione, supera quello della sanzione economica.

Cambia qualcosa se lo stesso organismo istruisce e decide?

Quanto al merito, no: le condotte sanzionabili e le scale derivano dal quadro normativo. Cambia la rapidità: oggi il SEPBLAC propone e il Ministero decide, e questa separazione allunga i procedimenti.

Ci si può aspettare procedimenti più rapidi e criteri più omogenei tra i settori. Ne parliamo in ANIFI vs SEPBLAC.

Conviene contestare il rilievo o accettarlo?

Dipende dal fatto che sia corretto. Quando c’è un reale disaccordo tecnico, le memorie difensive sono necessarie e vanno presentate con rigore. Quando il rilievo è fondato, contestarlo consuma la credibilità che servirà poi per negoziare il piano di adeguamento.

La combinazione che funziona meglio è riconoscere ciò che è vero, contestare con prove ciò che non lo è e presentare un piano realistico.

Cosa succede se non rispetto il piano di adeguamento?

Aggrava la situazione. Il rispetto viene verificato in seguito, e un piano ambizioso e non rispettato nuoce più di quanto abbia attenuato quando è stato presentato.

Per questo conviene impegnarsi solo a ciò che si può fare, con responsabili e termini verificabili, e documentare ogni passaggio dell’esecuzione.

Quando entra in vigore il nuovo regime?

Gli obblighi sostanziali derivano dal Regolamento (UE) 2024/1624, applicabile dal 10 luglio 2027. Il regime sanzionatorio concreto e l’organismo competente dipenderanno dalla legge spagnola che risulterà dalla riforma in corso.

Fino ad allora resta pienamente in vigore il regime attuale. Puoi seguire lo stato della riforma nella nuova legge antiriciclaggio.

Fonti ufficiali

Tutto ciò che si afferma in questa pagina proviene dal pacchetto normativo europeo pubblicato o dalla documentazione ufficiale spagnola in corso di approvazione.

BOE

Regolamento (UE) 2024/1624 (AMLR)

Scheda del regolamento antiriciclaggio europeo nella Gazzetta ufficiale dello Stato spagnolo (BOE), con accesso al PDF della pubblicazione originale. È la norma che include il calcio nel perimetro dei soggetti obbligati.

boe.es · DOUE-L-2024-80912
SEPBLAC

Pubblicazione del pacchetto legislativo europeo

Nota del supervisore spagnolo sulle tre norme pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 19 giugno 2024, con i nuovi soggetti obbligati e il limite al contante di 10.000 euro.

sepblac.es · pacchetto legislativo
BOE

Direttiva (UE) 2024/1640 (AMLD6)

Meccanismi che gli Stati membri devono predisporre: vigilanza, registri e cooperazione. È il tassello che la Spagna deve recepire.

boe.es · DOUE-L-2024-80913
Ministero spagnolo dell’Economia

Progetto preliminare di legge (anteproyecto) sulle misure integrali in materia di AML/CFT

Pagina ufficiale della fase di audizione e informazione pubblica della riforma spagnola che crea l’ANIFI e include i nuovi soggetti obbligati. Contributi fino al 30 settembre 2026.

portal.mineco.gob.es · consultazione pubblica
La Moncloa

Consiglio dei ministri del 28 luglio 2026

Riferimento dell’accordo con cui si approva in prima lettura il progetto preliminare di legge (anteproyecto) di riforma integrale dell’antiriciclaggio.

lamoncloa.gob.es · Consiglio dei ministri
BOE

Legge 10/2010, sulla prevenzione del riciclaggio di denaro

Testo consolidato della norma spagnola tuttora in vigore, che la riforma in corso di approvazione andrà a sostituire.

boe.es · BOE-A-2010-6737

Come viene elaborata e aggiornata questa pagina

I contenuti normativi invecchiano in fretta e una guida non aggiornata fa perdere tempo a chi la segue. Per questo pubblichiamo chi la cura e con quale metodo.

Chi la redige

Molina Law Boutique, studio specializzato in regolamentazione finanziaria e prevenzione del riciclaggio di denaro. Valutiamo l’esposizione sanzionatoria dei nostri clienti prima che ci sia un procedimento e li difendiamo quando c’è.

Se vuoi valutare la tua, puoi scriverci direttamente.

Con quale metodo

Partiamo dal pacchetto normativo europeo pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e riportato nel BOE, e dalla documentazione ufficiale dell’iter spagnolo in corso.

Le cifre di sanzione massima corrispondono al minimo che il quadro europeo impone agli Stati membri di garantire. La scala concreta applicabile in Spagna è quella della norma nazionale vigente in ciascun momento, oggi in fase di riforma.

Cronologia degli aggiornamenti

  • Pubblicazione iniziale. Contenuto verificato con le schede del BOE del pacchetto europeo, con la nota del SEPBLAC sulla sua pubblicazione e con la documentazione dell’iter spagnolo.
  • Prevista quando sarà noto il regime sanzionatorio definitivo della norma spagnola di adeguamento.

Prenota una chiamata

Raccontaci se hai un procedimento aperto o se vuoi valutare la tua esposizione prima che ce ne sia uno, e ti diciamo quale margine esiste davvero e da dove iniziare.

Sanzioni antiriciclaggio in Spagna: cosa aumenta l’esposizione e cosa la riduce

Il pacchetto antiriciclaggio europeo ha alzato in modo sostanziale il tetto sanzionatorio, e la riforma spagnola concentra il potere di irrogare le sanzioni nello stesso organismo che ispeziona. Questo doppio movimento ha generato parecchio allarme nel settore, non sempre ben indirizzato: ciò che determina l’esposizione reale di un ente non è il tetto della scala, ma il punto della scala in cui la sua situazione lo colloca.

Il tetto e la realtà

Il quadro europeo obbliga gli Stati membri a prevedere, per le violazioni gravi, reiterate o sistematiche, sanzioni massime di almeno dieci milioni di euro o il dieci per cento del fatturato annuo per le persone giuridiche, applicando l’importo più elevato. È un minimo che la norma nazionale deve garantire. Ma conviene leggere bene l’ipotesi: gravi, reiterate o sistematiche. La stragrande maggioranza dei rilievi di un’ispezione ordinaria non rientra in questa descrizione e si risolve in gradini molto precedenti: raccomandazione, richiesta di adeguamento, ammonimento.

Ciò che spinge verso l’alto nella scala

Tre cose, in quest’ordine. La prima è lo schema ricorrente: un fascicolo incompleto è un errore, venti con la stessa carenza dimostrano un difetto di sistema, e il campionamento è pensato proprio per distinguerli. La seconda è la reiterazione: un rilievo segnalato in un intervento precedente e non corretto trasforma qualsiasi irregolarità successiva in ripetizione della condotta. E la terza è la mancata collaborazione durante l’ispezione, che inoltre costituisce una violazione autonoma a prescindere da quanto sia solido il merito della questione.

Ciò che spinge verso il basso

Qui c’è la parte su cui si può agire, ed è quella più sprecata. La circostanza attenuante con più peso pratico è l’adeguamento spontaneo: aver individuato un problema, averlo documentato e corretto di propria iniziativa, con data, prima che lo rilevi l’autorità di vigilanza. Cambia la natura dell’intero confronto. A questo si aggiungono la collaborazione attiva, l’esistenza di un sistema di controllo efficace nonostante la carenza puntuale e l’assenza di vantaggio ottenuto e di danno causato.

La multa di solito non è la cosa peggiore

Per molti enti l’impatto economico della sanzione è minore di quello delle misure che la accompagnano. L’ammonimento pubblico ha effetti che superano di molto l’importo: rapporti bancari che vengono rivisti, gare che si perdono, controparti che ci ripensano. Il divieto temporaneo di ricoprire cariche riguarda persone specifiche e può costringere a cambiare l’organo di amministrazione. E per i soggetti obbligati sottoposti ad autorizzazione, una violazione strutturale può finire per toccare la stessa licenza, ed è allora che un problema di compliance diventa un problema esistenziale.

Sanzioni antiriciclaggio Multe antiriciclaggio ANIFI Regime sanzionatorio Reiterazione Adeguamento spontaneo Ammonimento pubblico Responsabilità degli amministratori Ostruzione Piano di adeguamento AMLD6 Soggetti obbligati