ANIFI e SEPBLAC: cosa cambia davvero per un soggetto obbligato
Il modo in cui è stata raccontata la riforma («arriva una nuova autorità») è impreciso e sta portando molti enti a prepararsi per ciò che non serve. Ciò che avviene non è la creazione di uno strato aggiuntivo di vigilanza, ma una riorganizzazione: funzioni che oggi esercitano tre attori diversi si concentrano in uno solo, costruito per di più su una struttura preesistente.
Il circuito attuale e quello che verrà
Oggi una segnalazione di operazioni sospette segue un percorso con più passaggi: l’ente segnala al SEPBLAC, che analizza; la vigilanza è ripartita tra lo stesso SEPBLAC e le autorità di vigilanza di settore; la proposta di sanzione la formula uno e la decisione la adotta il Ministero. Questo percorso spiega buona parte della durata dei procedimenti. Con l’ANIFI la stessa pratica resta in un unico organismo dall’inizio alla fine. La conseguenza prevedibile non è che i procedimenti siano più indulgenti, ma che siano più rapidi.
Ciò che non cambia, ed è quasi tutto
Conviene sottolinearlo perché è qui che si sta sprecando più impegno: gli obblighi sostanziali non dipendono dall’organismo. L’adeguata verifica della clientela, l’identificazione del titolare effettivo, la conservazione della documentazione, l’obbligo di segnalare e quello di astenersi derivano dal Regolamento (UE) 2024/1624, che è direttamente applicabile e vige dal 10 luglio 2027 indipendentemente dallo stato dell’iter spagnolo. Cambia l’esaminatore, non l’esame.
Ciò che cambia, e va preso sul serio
Tre cose. La prima: chi ispeziona è chi sanziona. La seconda: l’autorità avrà un finanziamento proprio tramite tasse, il che si traduce in una capacità di ispezione stabile; ci si può aspettare più attività di vigilanza, soprattutto sui settori che oggi la ricevono di rado. E la terza, l’unico obbligo davvero nuovo: la capacità di eseguire ordini di sospensione delle operazioni e di blocco dei conti nell’arco di pochi giorni, cosa che praticamente nessun ente ha mai testato.
Cosa fare con il testo ancora aperto
Il progetto preliminare è in consultazione pubblica fino al 30 settembre 2026, il che consente due cose insieme. Partecipare, se il perimetro o le soglie riguardano il tuo settore, perché è l’unica vera finestra di influenza. E avanzare nel lavoro che non dipende dal testo finale: verificare se il manuale descrive l’ente che sei oggi, aggiornare l’autovalutazione del rischio, documentare la formazione e controllare che le procedure scritte funzionino nella pratica. Niente di tutto questo decade con la formulazione che verrà infine approvata.
ANIFI
SEPBLAC
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AMLR
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Vigilanza
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Ispezione
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