Solvency II per le compagnie assicurative: pilastri e ORSA, il quadro che sostiene la tua impresa

Capitale, governance e trasparenza: i tre pilastri della Direttiva 2009/138/CE trasformati in un sistema che la tua impresa può far funzionare e dimostrare. Con uno sguardo alla revisione di Solvency II e alla sua applicazione prevista nel 2027.

La tua governance reggerebbe a una verifica dell’autorità di vigilanza?

Raccontaci le dimensioni e il business della tua impresa e ti restituiamo una diagnosi dei tre pilastri: dove sei a posto e dove no.

  • +50 enti assistiti
  • Risposta entro 24 ore
  • Senza impegno
Struttura del regime
3 pilastri
Funzioni fondamentali del pilastro 2
4 funzioni
Norma di riferimento
Dir. 2009/138/CE

Chi ci chiama per Solvency II

Non solo grandi gruppi: il quadro riguarda anche le mutue, le imprese di medie dimensioni e i nuovi progetti. Quattro conversazioni che si ripetono.

Mutua

La piccola impresa soffocata dai requisiti

“Siamo una mutua di dimensioni modeste con gli stessi tre pilastri di un colosso. La revisione di Solvency II promette proporzionalità per le imprese piccole e non complesse: vogliamo sapere se potremo rientrarvi e come prepararci.”

Direzione rischi

Il CRO che vuole un ORSA utile

“Il nostro ORSA è diventato un documento di compliance che nessuno legge. Voglio che torni a essere ciò che è: la valutazione interna che collega strategia, rischio e capitale, e che il consiglio discuta davvero.”

Segreteria del consiglio

Il consiglio che deve dimostrare la propria governance

“L’autorità di vigilanza non chiede se il consiglio vigila: chiede dove risulta. Ci servono verbali, relazioni delle funzioni fondamentali e decisioni tracciabili che dimostrino un sistema di governance efficace.”

Nuovo progetto

Il promotore che vuole creare una compagnia assicurativa

“Stiamo progettando un’impresa di nicchia. Prima di parlare di capitale dobbiamo capire quale struttura di governance, quali funzioni fondamentali e quale reporting dovremo sostenere ogni anno.”

Dove le compagnie assicurative sbagliano di solito in Solvency II

Tre schemi che troviamo di continuo nelle revisioni di governance: nessuno riguarda il calcolo attuariale, tutti riguardano il sistema.

Funzioni fondamentali solo sulla carta: gestione dei rischi, attuariale, compliance e internal audit esistono nell’organigramma ma senza risorse, senza accesso al consiglio o concentrate in persone con conflitti evidenti. Il pilastro 2 crolla per intero.

Un ORSA scollegato dal business: se la valutazione interna del rischio e della solvibilità non influisce sulla strategia né sulle decisioni di capitale, è un rito annuale. L’autorità di vigilanza se ne accorge in una conversazione.

Esternalizzare senza governare: affidare a terzi la funzione attuariale, i sistemi o la gestione dei sinistri senza contratti solidi, senza controllo continuo e senza piano di uscita trasforma ogni fornitore in un rischio non gestito.

I tre pilastri di Solvency II e come si dimostrano
Pilastro Contenuto Evidenza tipica
Pilastro 1 — Quantitativo Requisiti di capitale (SCR e MCR), valutazione di attività e passività, riserve tecniche e qualità dei fondi propri, in termini sensibili al rischio. Calcoli documentati e governati, politiche di valutazione e monitoraggio periodico della copertura del capitale.
Pilastro 2 — Governance Sistema di governance efficace: consiglio, politiche scritte, quattro funzioni fondamentali, idoneità, esternalizzazione controllata e ORSA. Verbali del consiglio, relazioni delle funzioni fondamentali, valutazioni fit & proper e relazione ORSA con la relativa discussione.
Pilastro 3 — Trasparenza Informativa pubblica e reporting all’autorità di vigilanza: informazioni periodiche sulla solvibilità e sulla situazione finanziaria. Relazioni pubblicate e inviate nei termini, con coerenza tra ciò che si comunica al pubblico, ciò che si segnala e ciò che si gestisce.

Trasforma Solvency II in un sistema, non in un peso

Esaminiamo i tuoi tre pilastri con gli occhi dell’autorità di vigilanza: governance, funzioni fondamentali, ORSA, esternalizzazione e reporting. Ti lasciamo un piano di adeguamento con priorità e, se sei un’impresa piccola e non complessa, la strategia per sfruttare la proporzionalità della revisione.

Solvency II: le domande delle compagnie assicurative

Cos’è Solvency II e a chi si applica?

Solvency II è la Direttiva 2009/138/CE, il quadro prudenziale europeo delle imprese di assicurazione e di riassicurazione. Ha sostituito un sistema di margini rigidi con uno basato sul rischio: il capitale richiesto dipende dal profilo reale di ciascuna impresa.

Si applica, in via generale, alle imprese di assicurazione e di riassicurazione dell’UE, con esclusioni e moduli di proporzionalità per quelle di minori dimensioni nei termini della normativa applicabile.

Quali sono i tre pilastri di Solvency II?

L’architettura classica del quadro:

  • Pilastro 1 (quantitativo): valutazione di attività e passività, riserve tecniche e requisiti di capitale (SCR e MCR).
  • Pilastro 2 (governance): sistema di governance efficace, funzioni fondamentali, gestione dei rischi e valutazione interna ORSA.
  • Pilastro 3 (trasparenza): informativa pubblica e reporting periodico all’autorità di vigilanza.

I tre pilastri si leggono insieme: un capitale abbondante non compensa una governance difettosa, e viceversa.

Che differenza c’è tra SCR e MCR?

In termini generali, l’SCR (requisito patrimoniale di solvibilità) è il livello di capitale calibrato per assorbire perdite significative in base al profilo di rischio dell’impresa: è il riferimento ordinario di solvibilità. L’MCR (requisito patrimoniale minimo) è la soglia al di sotto della quale la situazione è considerata inaccettabile e fa scattare la reazione più severa dell’autorità di vigilanza.

Tra i due esiste una scala di intervento: il mancato rispetto dell’SCR apre un processo di risanamento; avvicinarsi all’MCR mette a rischio l’autorizzazione stessa. La lettura giuridica di questa scala la trattiamo nella pagina sul capitale regolamentare.

Quali sono le funzioni fondamentali e cosa ci si aspetta da loro?

Solvency II richiede quattro funzioni all’interno del sistema di governance: gestione dei rischi, attuariale, verifica della conformità e internal audit.

Da ciascuna ci si aspettano indipendenza operativa, risorse sufficienti, accesso diretto all’organo di amministrazione e titolari che superino la valutazione dei requisiti di professionalità e onorabilità. L’internal audit, inoltre, deve restare separato dalle funzioni che controlla; lo approfondiamo nelle pagine su internal audit e idoneità degli esponenti.

Cos’è l’ORSA e perché è così importante?

L’ORSA (valutazione interna del rischio e della solvibilità) è l’esercizio con cui l’impresa stessa valuta, in un’ottica prospettica, se la propria solvibilità regge la strategia: quali rischi assume, di quanto capitale ha bisogno secondo la sua analisi e cosa accadrebbe in scenari avversi.

È importante perché è il punto in cui si incontrano il pilastro 1 e il pilastro 2: se l’ORSA non influisce sulle decisioni del consiglio, l’autorità di vigilanza concluderà che il sistema di governance è formale, non reale. Il miglior ORSA è quello che mette un po’ a disagio la strategia.

Posso esternalizzare la funzione attuariale o quella di verifica della conformità?

L’esternalizzazione di funzioni fondamentali o critiche è ammessa nei termini della normativa applicabile, ma a condizioni rigorose: la responsabilità resta all’impresa, il contratto deve garantire accesso, informazioni e audit, il fornitore deve essere idoneo e l’autorità di vigilanza deve poter esercitare i propri poteri senza ostacoli.

Per le imprese di medie dimensioni è una leva ragionevole di proporzionalità; eseguita male, è un rilievo garantito. Abbiamo una pagina dedicata all’esternalizzazione di funzioni critiche.

In cosa consiste la revisione di Solvency II e quando arriva?

La revisione di Solvency II è stata pubblicata all’inizio del 2025, con applicazione prevista nel 2027. Tra i suoi punti spicca il rafforzamento della proporzionalità: un trattamento più mirato per le imprese piccole e non complesse (“small and non-complex undertakings”), insieme ad adeguamenti in altri ambiti del quadro.

La raccomandazione prudente: non aspettare il 2027. Le imprese che aspirano al regime proporzionato dovrebbero valutare fin da ora se rispetteranno i criteri e quali semplificazioni converrà attivare, perché la classificazione dovrà essere richiesta e sostenuta con dati.

Come si collega Solvency II alla IDD e a DORA?

Sono livelli complementari sulla stessa impresa. Solvency II governa la solidità prudenziale e il sistema di governance; la IDD disciplina la condotta nella distribuzione dei prodotti; e DORA, applicabile da gennaio 2025, aggiunge la resilienza operativa digitale: registro delle informazioni sui fornitori ICT e clausole contrattuali obbligatorie, tra le altre cose.

L’errore più comune è gestirli a compartimenti stagni. Product governance, esternalizzazione tecnologica e capitale si intrecciano di continuo; parti dalla mappa completa nelle pagine su distribuzione assicurativa ai sensi della IDD e servizi DORA.

Come portiamo un’impresa al livello di Solvency II

L’autorità di vigilanza non valuta le intenzioni: valuta sistema, persone e documentazione. Questa è la sequenza con cui ordiniamo i tre pilastri.

Fase 1

Radiografia dei tre pilastri

Mettiamo a confronto capitale e riserve (nella loro dimensione di governance), sistema di governance, funzioni fondamentali, ORSA, esternalizzazioni e reporting con ciò che la Direttiva e l’autorità di vigilanza si aspettano. Emergono le lacune e la loro priorità.

Fase 2

Ricostruzione del sistema di governance

Politiche scritte che qualcuno possa rispettare, funzioni fondamentali con mandato, risorse e linea diretta al consiglio, valutazioni di idoneità aggiornate e contratti di esternalizzazione con controllo effettivo.

Fase 3

Rodaggio e preparazione al 2027

Ciclo annuale ben oliato: ORSA con una vera discussione in consiglio, reporting nei termini, monitoraggio dei rilievi e analisi sulla possibilità per l’impresa di accedere alla proporzionalità rafforzata della revisione di Solvency II.

Checklist Solvency II in 10 passi

  1. Mappa dei rischi e del capitale: verifica che il profilo di rischio reale dell’impresa sia riflesso nel calcolo e nel monitoraggio dell’SCR e dell’MCR.
  2. Politiche scritte: verifica che le politiche richieste (rischi, esternalizzazione, remunerazione, idoneità...) esistano, siano approvate e siano applicate.
  3. Quattro funzioni fondamentali: dota di mandato, risorse e indipendenza la gestione dei rischi, la funzione attuariale, la verifica della conformità e l’internal audit, con accesso al consiglio.
  4. Idoneità: documenta i requisiti di professionalità e onorabilità di consiglieri, direzione effettiva e titolari delle funzioni fondamentali, e la loro rivalutazione.
  5. ORSA con conseguenze: collega la valutazione interna del rischio e della solvibilità alla strategia e alle decisioni di capitale; il consiglio deve discuterla e la discussione deve risultare agli atti.
  6. Esternalizzazione governata: fai l’inventario degli accordi di esternalizzazione, rafforza i contratti e il controllo continuo, e adempi alle notifiche dovute.
  7. Reporting del pilastro 3: assicura la qualità e la tempestività delle informazioni all’autorità di vigilanza e dell’informativa pubblica, con responsabili chiari.
  8. Coerenza tra i pilastri: verifica che ciò che comunichi al pubblico, ciò che segnali e ciò che gestisci raccontino la stessa cosa: le incoerenze sono il primo rilievo.
  9. Resilienza e fornitori ICT: integra i requisiti di DORA (registro dei fornitori, clausole dell’art. 30) nel sistema di governance.
  10. Preparazione alla revisione: valuta se l’impresa potrà qualificarsi come piccola e non complessa nella revisione di Solvency II e pianifica il 2027 per tempo.

Due elementi del pilastro 2 meritano una pagina a sé: l’idoneità degli esponenti e l’esternalizzazione di funzioni critiche.

Glossario operativo

Glossario di Solvency II per non attuari

Nove termini che dominano qualsiasi conversazione con l’autorità di vigilanza assicurativa. Capirli bene è metà del pilastro 2.

Solvency IIQuadro

Direttiva 2009/138/CE

Il regime prudenziale europeo delle imprese di assicurazione e di riassicurazione: capitale basato sul rischio, sistema di governance e trasparenza.

La sua revisione, pubblicata all’inizio del 2025, si applicherà presumibilmente nel 2027.
SCRPilastro 1

Requisito patrimoniale di solvibilità

Il livello di capitale calibrato in base al profilo di rischio dell’impresa per assorbire perdite significative. È il metro ordinario di solvibilità.

Violarlo fa scattare i piani di risanamento.
MCRPilastro 1

Requisito patrimoniale minimo

La soglia assoluta di capitale: al di sotto, la reazione dell’autorità di vigilanza è massima e l’autorizzazione è messa in discussione.

La linea rossa del sistema.
Fondi propriPilastro 1

Con cosa copri il capitale

Le risorse ammissibili per coprire SCR e MCR, classificate per qualità e capacità di assorbire perdite.

Non tutto il bilancio conta allo stesso modo.
Sistema di governancePilastro 2

L’ossatura dell’impresa

Organo di amministrazione, politiche scritte, gestione dei rischi, controllo interno e funzioni fondamentali, proporzionato alla natura e alla complessità del business.

Si valuta per come funziona, non per l’organigramma.
Funzioni fondamentaliPilastro 2

I quattro guardiani

Gestione dei rischi, attuariale, verifica della conformità e internal audit: indipendenti, dotate di risorse e con accesso diretto al consiglio.

I loro titolari superano una valutazione di idoneità.
ORSAPilastro 2

Valutazione interna del rischio e della solvibilità

L’esercizio prospettico con cui l’impresa si chiede se il proprio capitale regge la strategia, compresi gli scenari avversi.

Deve influire su decisioni reali.
Pilastro 3Trasparenza

Informativa e reporting

Informazioni pubbliche sulla solvibilità e sulla situazione finanziaria più il reporting periodico all’autorità di vigilanza, coerenti tra loro.

L’incoerenza è il rilievo più economico da evitare.
ProporzionalitàRevisione

Piccole e non complesse

Principio che modula i requisiti in base al profilo dell’impresa; la revisione di Solvency II lo rafforza per le imprese piccole e non complesse.

I criteri andranno dimostrati, non semplicemente invocati.
Playbook di governance

Ciò che l’autorità di vigilanza assicurativa vorrà vedere nella tua impresa

Area del sistema
Cosa ci si aspetta
Evidenza tipica

Organo di amministrazione

Un consiglio che comprende il business e i suoi rischi, approva le politiche e vigila in modo effettivo sul sistema di governance.

Verbali con una deliberazione reale, calendario delle materie obbligatorie e formazione documentata dei consiglieri.

Funzioni fondamentali

Gestione dei rischi, attuariale, verifica della conformità e internal audit operative, indipendenti e ascoltate.

Mandati approvati, relazioni periodiche al consiglio e risposta documentata alle loro raccomandazioni.

ORSA

Valutazione prospettica propria, con scenari avversi, collegata a strategia e capitale.

Relazione ORSA, verbale della sua discussione in consiglio e decisioni tracciabili derivate dall’esercizio.

Esternalizzazione (outsourcing)

Funzioni critiche esternalizzate solo con contratti solidi, controllo continuo e responsabilità mantenuta.

Inventario degli accordi, clausole di accesso e di audit, relazioni di monitoraggio del fornitore.

Reporting e informativa pubblica

Informazioni all’autorità di vigilanza e al mercato puntuali, di qualità e coerenti con la gestione interna.

Relazioni inviate nei termini, controlli di qualità del dato e riconciliazione con le informazioni gestionali.

Segnali che il tuo pilastro 2 non reggerebbe a un’ispezione

Cinque sintomi che anticipano i rilievi. Se ne riconosci due o più, conviene una revisione della governance quest’anno.

  • Il titolare di una funzione fondamentale dipende gerarchicamente dall’area che deve controllare e nessuno ha mitigato il problema.
  • L’ORSA viene approvato ogni anno nella stessa seduta, senza dibattito, e nessuna decisione di business lo cita in seguito.
  • Ci sono funzioni esternalizzate i cui contratti non permettono di sottoporre il fornitore ad audit né di recuperare il servizio.
  • Le politiche scritte descrivono un’impresa che non assomiglia a quella che opera davvero.
  • Nessuno ha ancora analizzato se l’impresa può beneficiare della proporzionalità della revisione del 2025 né cosa richiederà di dimostrare.

Prenota una chiamata

Raccontaci che tipo di compagnia assicurativa sei (rami, dimensioni, gruppo) e cosa ti preoccupa: capitale, funzioni fondamentali, ORSA o la revisione del 2027.

Solvency II: capitale, governance e trasparenza delle compagnie assicurative

La Direttiva 2009/138/CE (Solvency II) è il quadro prudenziale delle imprese di assicurazione e di riassicurazione europee. L’idea centrale: la solvibilità non si misura con regole fisse ma in funzione del rischio che ciascuna impresa assume, e non poggia solo sul capitale ma su un treppiede (requisiti quantitativi, sistema di governance e trasparenza) che l’autorità di vigilanza valuta nel suo insieme. Per il consiglio di una compagnia assicurativa, Solvency II non è una questione attuariale delegabile: è la descrizione giuridica di come l’impresa deve essere governata e di ciò che deve poter dimostrare in qualsiasi momento.

Pilastro 1: SCR, MCR e la scala di intervento

Il pilastro quantitativo disciplina la valutazione di attività e passività, le riserve tecniche e due riferimenti di capitale. In termini generali, l’SCR è il capitale calibrato per assorbire perdite significative in base al profilo di rischio, e l’MCR il minimo al di sotto del quale la reazione dell’autorità di vigilanza è massima. Tra i due corre una scala di intervento crescente: la posizione di capitale non è solo un numero, è un regime giuridico di conseguenze. La qualità dei fondi propri (non ogni risorsa copre allo stesso modo) completa il quadro. La dimensione di governance di questi requisiti la trattiamo nella pagina sul capitale regolamentare.

Pilastro 2: sistema di governance, quattro funzioni fondamentali e ORSA

Il cuore vigilabile del quadro. L’impresa deve dimostrare un sistema di governance efficace: organo di amministrazione competente, politiche scritte applicate, valutazione continua dell’idoneità degli esponenti e quattro funzioni fondamentali operative, cioè gestione dei rischi, attuariale, verifica della conformità e internal audit, con indipendenza, risorse e accesso diretto al consiglio. L’elemento che tiene insieme tutto è l’ORSA: la valutazione interna e prospettica del rischio e della solvibilità, che deve alimentare decisioni reali di strategia e capitale. L’esternalizzazione di funzioni critiche è possibile, ma con responsabilità mantenuta e controllo dimostrabile.

Pilastro 3: informativa pubblica e reporting all’autorità di vigilanza

La terza gamba obbliga a raccontare all’esterno ciò che si gestisce all’interno: informativa pubblica sulla solvibilità e sulla situazione finanziaria e reporting periodico all’autorità di vigilanza, con termini e qualità del dato esigibili. Lo standard pratico è la coerenza: ciò che si comunica al pubblico, ciò che si segnala e ciò che gestiscono il consiglio e le funzioni fondamentali devono raccontare la stessa storia. Le discrepanze tra questi piani sono il rilievo più frequente e il più evitabile, perché si correggono con il processo: responsabili, calendario e controlli di qualità prima di ogni invio.

La revisione di Solvency II: proporzionalità con una data

La revisione di Solvency II è stata pubblicata all’inizio del 2025 con applicazione prevista nel 2027. Tra i suoi assi, rafforza la proporzionalità per le imprese piccole e non complesse, che potranno accedere a un trattamento più adatto al loro profilo nei termini fissati dal quadro rivisto. La lettura operativa, con prudenza: le imprese candidate dovrebbero anticipare l’analisi dei criteri e preparare la dimostrazione, e tutte dovrebbero verificare cosa cambia nella loro governance e nel reporting prima della data. Alla compagnia conviene arrivare al 2027 con il pilastro 2 rodato e con il proprio quadro di condotta (la distribuzione ai sensi della IDD) allineato a quello prudenziale.

Solvency II Direttiva 2009/138/CE SCR/MCR ORSA Funzioni fondamentali Pilastro 2 Revisione 2027

Fonti ufficiali

Normativa di riferimento, con link al testo ufficiale:

Normativa e link verificati a .