Divieto di comunicazione (tipping-off)

L’articolo 24 della Legge 10/2010 vieta di avvisare il cliente che sono state trasmesse —o stanno per esserlo— informazioni al SEPBLAC. Sembra ovvio, finché un cliente non chiede perché la sua operazione è in ritardo e qualcuno del tuo team ne dice più del dovuto.

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Divieto di comunicazione
Art. 24
Multa minima per infrazione molto grave
150.000 €
Checklist di compliance
10 passaggi
Norma di riferimento
Legge 10/2010

Cosa vieta esattamente l’articolo 24

Non solo rivelare che è stata fatta una segnalazione: anche che l’operazione è in esame.

L’articolo 24 della Legge 10/2010 vieta ai soggetti obbligati, e anche ai loro dirigenti e dipendenti, di rivelare al cliente o a terzi che sono state trasmesse informazioni al SEPBLAC, oppure che un’operazione è in esame —o può essere esaminata— per un suo possibile collegamento con il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo.

È ciò che a livello internazionale si chiama tipping off, e la sua ragion d’essere è elementare: se la persona indagata sa di essere osservata, l’indagine perde ogni valore. Per questo il divieto non si limita al fatto compiuto della segnalazione; riguarda anche il semplice esame dell’operazione, anche se alla fine non viene segnalato nulla.

Il divieto ha due facce, da tenere distinte. Verso l’esterno, nessuno del team può lasciar intuire al cliente il vero motivo di un blocco o di una richiesta di documentazione. Verso l’interno, le informazioni devono circolare secondo il principio del need to know: più persone sanno che c’è una segnalazione in corso, più è probabile che qualcuno ne parli dove non deve.

Cosa si può comunicare

Il divieto non è assoluto, ma le eccezioni sono tassative e ristrette.

Comunicazioni che la norma non considera rivelazione vietata
CasoAmbitoCondizioneCautela pratica
All’interno dello stesso gruppoScambio di informazioni tra enti dello stesso gruppo societarioChe il gruppo applichi politiche e procedure comuni di AML/CFTDocumenta la politica di gruppo. Senza di essa, lo scambio non è più coperto.
Tra enti finanziariScambio tra enti soggetti alla normativa AML/CFT dell’UE o equivalenteChe riguardi lo stesso cliente e la stessa operazione, e che esista un obbligo di segretezzaNon vale per consultazioni generiche di mercato né per elenchi informali di clienti da evitare.
Tra professionistiAvvocati, procuradores (rappresentanti processuali), notai, revisori e figure assimilateChe esercitino la loro attività nello stesso ente o nella stessa rete e agiscano per lo stesso cliente e la stessa operazioneL’eccezione è ristretta: stesso cliente e stessa operazione, non semplicemente «lo stesso studio».
Dissuadere da un’attività illecitaCercare di far desistere il cliente dal compiere un’attività illegaleChe non si riveli che esiste o esisterà una segnalazioneÈ l’eccezione più utile e la più facile da oltrepassare: si può dire «no», non si può dire «perché».
Richieste dell’autoritàFornire informazioni a giudici, pubblici ministeri, polizia giudiziaria o allo stesso SEPBLACRichiesta legittima nell’esercizio delle sue funzioniConserva la richiesta. È la prova del motivo per cui le informazioni sono state fornite.

Tabella indicativa sulla formulazione dell’articolo 24 della Legge 10/2010. La portata concreta di ciascuna eccezione va verificata sul testo consolidato vigente prima di farvi affidamento.

Cosa si può dire e cosa no

L’inadempimento non è quasi mai un documento: è una frase detta allo sportello o durante una telefonata.

Script pratico: cosa si può dire e cosa no
SituazioneCosa NON si può direCosa si può direRischio in caso di errore
Il cliente chiede perché la sua operazione è in ritardo«È in revisione per riciclaggio», «l’ha bloccata la compliance»«Stiamo completando una verifica interna sull’operazione»Rivelazione diretta
Il cliente chiede perché gli richiedi documentazione«Ci è scattato un alert»«La nostra normativa ci obbliga a mantenere aggiornate le informazioni dei clienti»Rivelazione indiretta
Il cliente minaccia di andarsene«Abbiamo dovuto segnalare il tuo caso»«Capisco la tua posizione; la procedura è la stessa per tutti i clienti»Rivelazione sotto pressione
Un collega di un altro reparto chiede«Abbiamo segnalato quel cliente»Niente. Lo si indirizza al responsabile del fascicoloFuga di informazioni interna
Un terzo (consulente del cliente, banca corrispondente) chiedeQualsiasi riferimento all’esame o alla segnalazioneChe la richiesta venga indirizzata attraverso i canali formali previstiRivelazione a terzi
Si decide di terminare il rapporto d’affari«Chiudiamo per una questione di riciclaggio»La causa contrattuale di cessazione, senza riferimenti all’esame né alla segnalazioneRivelazione alla chiusura

La regola pratica sta in una riga: si può parlare della procedura, mai del motivo. Tutto ciò che rimanda a un sospetto, a un alert o a una segnalazione è fuori.

Dove avvengono le rivelazioni in ogni settore

Il punto di fuga cambia a seconda di chi ha contatto diretto con il cliente.

Banche e pagamenti

Il gestore del conto

«È chi riceve la telefonata del cliente arrabbiato e chi più spesso finisce per spiegare troppo pur di calmarlo.»

Studi legali

Il rapporto di fiducia

«Più stretto è il rapporto con il cliente, più è difficile mantenere la riservatezza senza che si noti.»

Immobiliare

L’operazione che non si chiude

«L’acquirente, il venditore e due agenzie che chiedono contemporaneamente: lo scenario perfetto per una rivelazione indiretta.»

Cripto

Il canale di supporto

«I ticket di supporto e le chat ricevono risposta in fretta e per iscritto: un messaggio scritto male resta registrato per sempre.»

Cosa succede se si rivela

La violazione dell’articolo 24 è sanzionata di per sé e colpisce le persone fisiche che la commettono.

La rivelazione annulla l’utilità della segnalazione. Se il cliente sa di essere sotto osservazione, le informazioni trasmesse al SEPBLAC non servono più allo scopo per cui sono state trasmesse.

È un’infrazione autonoma della Legge 10/2010 e colpisce personalmente dirigenti e dipendenti, non solo l’ente come persona giuridica.

Ed è praticamente impossibile da rimediare. A differenza di altri inadempimenti, una rivelazione non si sana con un piano d’azione: si può solo documentare come incidente e contenere.

Importo delle sanzioni per la violazione della Legge 10/2010 in materia di AML/CFT in Spagna
GravitàImportoBase o alternativa
Sanzioni lievifino a 60.000 €Inadempimenti di minore entità o senza impatto apprezzabile sul sistema di prevenzione.
Sanzioni gravi60.000 € – 5.000.000 €Oppure il 10% delle risorse totali dell’impresa.
Sanzioni molto gravi150.000 € – 10.000.000 €Oppure il 10% dei fondi propri dell’ente.

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Divieto di comunicazione: dubbi frequenti

Che cos’è il tipping off?

È l’espressione anglosassone per la rivelazione vietata: avvertire il cliente o un terzo che è stata effettuata, o sta per essere effettuata, una segnalazione, oppure che è in esame un’operazione per il suo possibile collegamento con il riciclaggio di denaro. In Spagna è disciplinata dall’articolo 24 della Legge 10/2010.

Il divieto riguarda solo la segnalazione già effettuata?

No, ed è la sfumatura che più spesso sfugge. Il divieto copre anche il fatto che un’operazione sia in esame o possa essere esaminata. Cioè: si può violare l’articolo 24 senza aver ancora segnalato nulla, semplicemente dicendo al cliente che la sua operazione è sotto analisi.

Posso dire al cliente che non eseguirò l’operazione?

Sì. Puoi rifiutarti di eseguire e puoi terminare il rapporto d’affari. Quello che non puoi fare è collegare il rifiuto a un sospetto, a un alert o a una segnalazione. La legge consente di dissuadere il cliente dal compiere un’attività illecita, ma questo non autorizza a spiegare che esiste un fascicolo in corso.

Posso consultarmi con un altro ente su quel cliente?

Solo nei casi tassativi: enti dello stesso gruppo con politiche comuni di AML/CFT, oppure enti finanziari soggetti alla normativa europea quando la consultazione riguarda lo stesso cliente e la stessa operazione ed esiste un obbligo di segretezza. Al di fuori di questi casi, la consultazione informale tra compliance officer di enti diversi è una rivelazione vietata, per quanto sia prassi abituale nel settore.

E con il mio fornitore esterno di KYC o con il mio studio di consulenza (gestoría)?

Dipende dal rapporto. Un fornitore che agisce come tale deve essere vincolato per contratto a un obbligo di riservatezza equivalente, e le informazioni che riceve devono limitarsi a quanto necessario per prestare il servizio. Se esternalizzi funzioni AML/CFT, questo deve essere disciplinato espressamente nel contratto: ne parliamo in esternalizzazione AML/CFT.

Cosa dico allora a un cliente che insiste?

Quello che prevede il tuo script, che deve essere scritto e approvato prima che la situazione si presenti. Formule neutre che parlino della procedura e mai del motivo: verifiche interne, aggiornamento delle informazioni, requisiti normativi applicabili a tutti i clienti. L’improvvisazione è all’origine di quasi tutte le rivelazioni.

Si può violare il divieto per iscritto senza accorgersene?

Con facilità. Un’email interna inoltrata al cliente, una nota nel CRM visibile dal portale dell’utente, un commento in un ticket di supporto o un motivo di rifiuto troppo esplicito in una notifica automatica. Rivedere i testi automatici del sistema è una delle misure con il miglior rapporto costi-benefici che si possano adottare.

Riguarda personalmente i dipendenti?

Sì. L’articolo 24 si rivolge ai soggetti obbligati e ai loro dirigenti o dipendenti. La responsabilità dell’ente non esclude quella della persona fisica che compie la rivelazione, il che rende particolarmente importante poter dimostrare che è stata impartita una formazione specifica su questo punto.

Come si dimostra che rispettiamo il divieto?

Con la procedura scritta need to know, lo script approvato, i registri di formazione per ruolo, la restrizione di accesso ai fascicoli segnalati nel sistema e il registro degli incidenti. L’assenza di incidenti non prova nulla di per sé; il controllo documentato, sì.

Cambia con il regolamento europeo AMLR?

Il Regolamento (UE) 2024/1624 mantiene il divieto di rivelazione con lo stesso schema di eccezioni tassative e lo rende direttamente applicabile dal 10 luglio 2027. Per gli enti spagnoli la novità pratica è l’armonizzazione del regime tra gli Stati membri, particolarmente rilevante per i gruppi transfrontalieri. Maggiori dettagli nella pagina sull’AMLR.

Guida pratica al divieto di comunicazione

L’articolo 24 non si rispetta con una clausola: si rispetta con script, permessi di sistema e formazione. Dieci passaggi che coprono i tre fronti.

Need to know

Limita chi lo sa

Meno persone conoscono l’esistenza di una segnalazione, minore è la probabilità di fuga. L’accesso al fascicolo segnalato deve essere limitato nel sistema, non solo nel manuale.

Script

Scrivi la risposta prima

Tre o quattro formule neutre, approvate e distribuite. Chi gestisce il cliente non deve dover inventare nulla sul momento.

Automatismi

Rivedi i testi del sistema

Email automatiche, motivi di rifiuto, notifiche dell’app. È dove più spesso si rivela senza che nessuno abbia parlato con nessuno.

Checklist del divieto di comunicazione in 10 passaggi

  1. Inserire nel manuale AML/CFT la regola need to know e chi fa parte della cerchia informata.
  2. Limitare nel sistema, con permessi specifici, l’accesso ai fascicoli con segnalazione trasmessa.
  3. Redigere e approvare lo script di risposta al cliente per blocchi dell’operazione, richieste di documentazione e cessazioni del rapporto.
  4. Rivedere tutti i testi automatici —email, notifiche, motivi di rifiuto— per eliminare i riferimenti ad alert o revisioni.
  5. Regolare l’uso del CRM e delle note interne: cosa si può scrivere e quale campo è visibile al cliente.
  6. Fissare per contratto l’obbligo di riservatezza dei fornitori e delle funzioni esternalizzate.
  7. Definire la procedura di risposta alle richieste di terzi e di altri enti.
  8. Formare in modo specifico front office, supporto e area commerciale, che sono i veri punti di fuga.
  9. Creare un registro degli incidenti di rivelazione con analisi delle cause e misura correttiva.
  10. Sottoporre ogni anno ad audit un campione di conversazioni e ticket per verificare che lo script venga applicato.

Se vuoi rivedere l’intero circuito, parti dal manuale AML/CFT o dalla formazione obbligatoria del team.

La riservatezza nella pratica operativa

Dove trapelano davvero le informazioni

La rivelazione non è quasi mai un atto deliberato. Ecco le quattro vie da cui sfugge.

Il cliente chiede e qualcuno risponde1) La conversazione

Il cliente chiede e qualcuno risponde

È la via principale. Un gestore che vuole aiutare, un cliente che insiste e una spiegazione di troppo.

  • Script approvato
  • Formazione per ruolo
  • Escalation al responsabile
Il testo automatico che dice troppo2) Il sistema

Il testo automatico che dice troppo

Motivi di rifiuto, email di notifica, stati visibili nell’app del cliente. Nessuno parla e si rivela comunque.

  • Revisione dei template
  • Campi visibili
  • Stati neutri
La consultazione informale tra enti3) Il gruppo

La consultazione informale tra enti

Prassi molto diffusa e coperta solo in casi tassativi. Al di fuori di essi, è una rivelazione a terzi con tutte le conseguenze.

  • Caso applicabile
  • Stesso cliente e stessa operazione
  • Obbligo di segretezza
Mappa pratica: posso dire questo?Decisione rapida

Mappa pratica: posso dire questo?

Tre domande e la risposta giusta per ciascuna.

Parla della procedura

«Stiamo completando una verifica interna.» Consentito.

Parla del motivo

«Ci è scattato un alert di riciclaggio.» Vietato.

Parla della decisione

«Non potremo eseguire questa operazione.» Consentito, senza spiegare perché.

Playbook riservatezza

Il divieto di comunicazione nella pratica

Controllo
Cosa ci si aspetta
Evidenza tipica

Need to know

Cerchia chiusa di persone che conoscono l’esistenza di una segnalazione.

Matrice dei permessi del sistema e sezione del manuale.

Script di risposta

Formule neutre approvate per le situazioni tipiche.

Documento con versione e data, distribuito al team.

Testi automatici

Nessun template del sistema menziona alert, revisioni o segnalazioni.

Inventario dei template rivisti e data della revisione.

Terzi e fornitori

Obbligo di riservatezza equivalente per contratto.

Clausola contrattuale e registro dei fornitori con accesso.

Formazione

Formazione specifica per ruolo, con enfasi sull’assistenza clienti.

Contenuti, partecipazione e valutazione per reparto.

Segnali che hai un problema di riservatezza

Anche uno solo di questi indica che l’articolo 24 non è davvero implementato.

  • Qualsiasi dipendente può vedere nel sistema quali fascicoli sono stati segnalati.
  • Non esiste uno script scritto per quando il cliente chiede di un blocco.
  • I template delle email automatiche non sono mai stati rivisti da questo punto di vista.
  • Si consultano informalmente altri enti su clienti specifici.
  • Le lettere di cessazione del rapporto vengono redatte caso per caso e senza revisione.
Glossario operativo

Concetti chiave del divieto di comunicazione

Termini che compaiono in manuali, procedure e procedimenti sanzionatori.

Art. 24Base

Divieto di comunicazione

Vieta di comunicare al cliente o a terzi l’esistenza, o la possibilità, di un esame o di una segnalazione.

Legge 10/2010, articolo 24.
Tipping offInternazionale

Avvertimento alla persona indagata

Denominazione standard in ambito GAFI e nella normativa europea sullo stesso obbligo.

Raccomandazioni GAFI.
Need to knowControllo

Need to know

Principio operativo che limita l’accesso alle informazioni al minimo indispensabile di persone.

Si attua con i permessi, non con gli avvisi.
DissuasioneEccezione

Dissuadere da attività illecite

È consentito cercare di far desistere il cliente, senza rivelare che esiste o esisterà una segnalazione.

Confine stretto: il cosa sì, il perché no.
GruppoEccezione

Scambio infragruppo

Consentito tra enti dello stesso gruppo con politiche e procedure comuni di AML/CFT.

Richiede una politica di gruppo documentata.
Art. 18Collegato

Segnalazione di operazioni sospette (SOS)

Il fatto di cui non si può rivelare l’esistenza. Entrambi gli obblighi nascono nello stesso momento.

Art. 19Collegato

Obbligo di astensione

Fermare l’operazione senza poterne spiegare il motivo è la tensione pratica centrale dell’articolo 24.

IncidenteGestione

Rivelazione avvenuta

Una rivelazione non si rimedia: si documenta come incidente, se ne analizza la causa e si corregge il controllo.

Registro degli incidenti obbligatorio nella pratica.
AMLR2027

Regolamento (UE) 2024/1624

Mantiene il divieto e armonizza le eccezioni a livello europeo da luglio 2027.

Vedi: AMLR.

COMPLIANCE CONTROL CENTER · ART. 24

Matrice decisionale: posso condividere questa informazione?

Incrocia con chi stai parlando e cosa gli dirai. La casella ti dice se sei dentro o fuori dall’articolo 24.

Matrice di rivelazione

Verde: consentito. Ambra: solo con supporto. Rosso: vietato.

Interlocutore \ Contenuto
La procedura
La decisione
Il motivo
Il cliente
Sìformula neutra
Sìsenza spiegare
Novietato
Ente del gruppo
Sìpolitica comune
Sìpolitica comune
Sìse c’è una politica
Terzo estraneo
Sìgenerico
Novietato
Novietato

I sei errori che vediamo più spesso in materia di riservatezza

Si ripetono tutti in enti che per il resto hanno manuali ben costruiti.

Pensare di violare il divieto solo parlando della segnalazione

Il divieto riguarda anche l’esame dell’operazione. Dire «lo stiamo rivedendo per la compliance» è già rivelazione, anche se non arrivi mai a segnalare nulla.

Motivi di rifiuto troppo espliciti

Una notifica automatica che dice «operazione rifiutata dal controllo antiriciclaggio» rivela senza che nessuno abbia parlato con il cliente.

Consultazioni informali tra compliance officer

Prassi molto diffusa nel settore e coperta solo in casi tassativi. Al di fuori di essi è una rivelazione a terzi.

Accesso aperto ai fascicoli segnalati

Se chiunque nel team può vedere il contrassegno di segnalazione nel sistema, il need to know non esiste.

Lettere di cessazione scritte lì per lì

Il momento di chiudere il rapporto è quello di maggiore pressione e di maggiore rischio. La lettera deve essere standard e rivista.

Non registrare gli incidenti

Una rivelazione avvenuta e documentata con la sua analisi delle cause dimostra un sistema che funziona. Una rivelazione avvenuta e taciuta è un’aggravante.

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Quadro normativo del divieto di comunicazione in Spagna

Il divieto di comunicazione —noto a livello internazionale come tipping off— è previsto dall’articolo 24 della Legge 10/2010, del 28 aprile, sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Impedisce ai soggetti obbligati, e anche ai loro dirigenti e dipendenti, di rivelare al cliente o a terzi che sono state trasmesse informazioni al SEPBLAC o che è in esame —o può essere esaminata— un’operazione per un suo possibile collegamento con il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo.

La portata reale: l’esame, non solo la segnalazione

La lettura restrittiva della norma —ritenere che sia tutelato solo il fatto di aver segnalato— è errata ed è all’origine di buona parte delle violazioni. La norma copre anche la fase precedente: l’analisi interna di un’operazione. Un ente può violare l’articolo 24 senza aver trasmesso alcuna segnalazione, semplicemente informando il cliente che la sua operazione è in revisione da parte dell’area compliance.

Le eccezioni tassative

La norma ammette determinati scambi di informazioni che non sono considerati rivelazione: tra enti dello stesso gruppo che applicano politiche e procedure comuni in materia di AML/CFT; tra enti finanziari soggetti alla normativa europea o equivalente, riferiti allo stesso cliente e alla stessa operazione e con obbligo di segretezza; e tra professionisti —avvocati, procuradores, notai, revisori— che esercitano nello stesso ente o nella stessa rete e agiscono per lo stesso cliente e la stessa operazione. È ammesso anche il tentativo di dissuadere il cliente dal compiere un’attività illecita, purché non si riveli l’esistenza o la possibilità di una segnalazione.

La tensione con l’obbligo di astensione

L’articolo 24 si applica proprio nel momento più scomodo: quando l’operazione è stata fermata in virtù dell’obbligo di astensione e il cliente pretende una spiegazione. Questa tensione è strutturale e non si risolve con la buona volontà: richiede uno script di risposta redatto e approvato in anticipo e una formazione specifica del personale a contatto diretto con il cliente. L’improvvisazione davanti a un cliente insistente è, di gran lunga, la causa più frequente di rivelazione indebita.

Responsabilità personale e dimostrazione della conformità

A differenza di altri obblighi del sistema AML/CFT, l’articolo 24 si rivolge espressamente anche ai dirigenti e ai dipendenti. Questo significa che la responsabilità dell’ente non sostituisce quella della persona fisica che compie la rivelazione. Di conseguenza, dimostrare la conformità passa necessariamente dal provare tre cose: che esisteva una procedura need to know implementata nel sistema, che c’era uno script approvato e distribuito, e che è stata impartita una formazione specifica su questo punto ai profili esposti. Puoi vedere come si inserisce nel sistema complessivo nel manuale AML/CFT.

Legge 10/2010Art. 24Tipping offArt. 18Art. 19AMLR 2024/1624GAFISEPBLAC