Comunicazione sistematica al SEPBLAC

Oltre a segnalare le operazioni sospette, molti soggetti obbligati devono inviare al SEPBLAC report periodici obbligatori su determinate operazioni, che ci sia o meno un sospetto. Sono due obblighi distinti e si violano in modi diversi.

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Base giuridica (Legge 10/2010)
Art. 20
Multa minima per infrazione molto grave
150.000 €
Multa per infrazione lieve
Fino a 60.000 €
Regolamento di attuazione
RD 304/2014

Che cos’è la comunicazione sistematica

Comunicare per criterio oggettivo, non per sospetto. E con periodicità fissa.

La comunicazione sistematica — detta anche report sistematico o comunicazione mensile — è l’obbligo di inviare al SEPBLAC, con la periodicità stabilita, informazioni su determinate categorie di operazioni, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un sospetto. Si fonda sull’articolo 20 della Legge 10/2010 e viene sviluppata dal Real Decreto 304/2014.

La differenza rispetto alla segnalazione per sospetto dell’articolo 18 è di natura, non di grado. La segnalazione per sospetto nasce da un giudizio: qualcuno ha analizzato un’operazione e ha concluso che ci sono motivi di sospetto. La comunicazione sistematica nasce da un criterio oggettivo: l’operazione ha determinate caratteristiche — importo, tipo, paese — e per questo viene comunicata, senza alcuna valutazione.

Ne deriva una conseguenza operativa importante: la comunicazione sistematica è un problema di estrazione dei dati, non di analisi. Quasi sempre la si viola nello stesso modo — una query costruita male che lascia fuori un tipo di operazione, o un mese che nessuno ha inviato — e non per mancanza di criterio giuridico. È anche l’obbligo più facile da verificare dall’esterno: basta incrociare i tuoi registri con quanto hai inviato.

Quali operazioni vanno comunicate

Le categorie sono definite da criteri oggettivi, ed è lì che si insinuano gli errori.

Categorie abituali di operazioni soggette a comunicazione sistematica
CategoriaCriterio oggettivoDove si sbaglia in pratica
Operazioni con banconote o metalliMovimenti di contante o di metalli preziosi oltre le soglie regolamentariIl frazionamento: più operazioni dello stesso cliente in giorni ravvicinati che singolarmente non raggiungono la soglia.
Trasferimenti con determinati territoriInvii o ricezioni con giurisdizioni indicate dalla normativa o dallo stesso SEPBLACL’elenco dei territori cambia e la query che alimenta la comunicazione resta ferma alla versione vecchia.
Attività di determinati soggetti obbligatiAttività specifiche che la norma sottopone a comunicazione per il loro profilo di rischio settorialeSi dà per scontato che «a noi non si applica» senza averlo mai documentato per iscritto.
Dichiarazione negativaAssenza di operazioni da comunicare nel periodoNon viene inviata. E la mancanza di invio viene letta come inadempimento, non come assenza di operazioni.

Quadro indicativo. Le categorie, le soglie e la periodicità applicabili a ciascun soggetto obbligato vanno verificate nel RD 304/2014 vigente e nelle comunicazioni tecniche del SEPBLAC, che sono il riferimento operativo per il formato e il contenuto di ogni invio.

Anche la dichiarazione negativa è un obbligo

Se nel periodo non ci sono state operazioni da comunicare, in molti casi l’invio è comunque dovuto, indicandolo. Il silenzio non equivale a «non c’è stato nulla»: equivale a «non ha inviato», e così compare nello storico del supervisore.

Comunicare in via sistematica non esime dalla segnalazione per sospetto

Un’operazione può rientrare nella comunicazione sistematica e inoltre generare un sospetto. In quel caso vanno fatte entrambe le cose. Dare per assolto l’articolo 18 perché l’operazione «era già nel mensile» è uno degli errori più costosi che si commettono.

Comunicazione sistematica e segnalazione per sospetto: cosa le distingue

Due obblighi che hanno in comune il destinatario e poco altro.

Comunicazione sistematica e segnalazione per sospetto
ElementoSistematica (art. 20)Per sospetto (art. 18)
Cosa la attivaUn criterio oggettivo: importo, tipo, territorioUn giudizio: sospetto ragionevole
PeriodicitàFissa, secondo quanto stabilito per ciascun soggetto obbligatoImmediata, non appena emerge l’indizio
Valutazione preventivaNon richiede un’analisi del sospettoRichiede un’analisi e una conclusione documentata
Volume tipicoAlto e stabileBasso e variabile
Attiva l’astensioneNo, di per séSì, art. 19
Divieto di comunicazioneSìSì
Come si violaNon inviare, inviare in ritardo o inviare in modo incompletoNon rilevare, non analizzare o non segnalare
Come si verificaIncrociando i registri interni con quanto inviatoRivedendo gli alert chiusi senza segnalazione

Sono obblighi cumulativi, non alternativi. Un’operazione può e deve figurare in entrambe le vie quando ricorrono entrambi i presupposti.

Come si rompe la comunicazione sistematica in ogni settore

Il guasto sta quasi sempre nella query che estrae i dati, non nella decisione di comunicare.

Istituti di pagamento

Il canale che nessuno ha incluso

«Si aggiunge un prodotto o un canale nuovo e la query della comunicazione continua a puntare solo a quelli vecchi.»

Cambio valute

Il frazionamento

«Tre operazioni dello stesso cliente in quattro giorni che separatamente non raggiungono la soglia e insieme la superano con ampio margine.»

Gioiellerie e beni di alto valore

Il contante residuo

«Si dà per scontato che non si incassi più in contanti e resta aperta una via che nessuno controlla da anni.»

Gestorías e studi di consulenza

La dichiarazione negativa

«Non c’erano operazioni da comunicare e nessuno ha inviato nulla. Nello storico del supervisore risulta come omissione.»

Cosa succede se non comunichi o comunichi male

La comunicazione sistematica è oggettiva, e per questo lo è anche l’inadempimento: si dimostra con una query.

È l’inadempimento più facile da individuare dall’esterno. Il supervisore non ha bisogno di entrare nel tuo giudizio: gli basta incrociare i tuoi stessi registri con quanto hai inviato.

Si accumula nel tempo. Una query costruita male non sbaglia un mese: sbaglia tutti i mesi da quando è stata costruita, e quando la si scopre bisogna regolarizzare a ritroso.

E convive con l’obbligo di segnalare per sospetto. Aver comunicato in via sistematica non copre l’obbligo dell’articolo 18 se c’era anche un sospetto.

Importo delle sanzioni per la violazione della Legge 10/2010 in materia di AML/CFT in Spagna
GravitàImportoBase o alternativa
Sanzioni lievifino a 60.000 €Inadempimenti di minore entità o senza impatto apprezzabile sul sistema di prevenzione.
Sanzioni gravi60.000 € – 5.000.000 €Oppure il 10% delle risorse totali dell’impresa.
Sanzioni molto gravi150.000 € – 10.000.000 €Oppure il 10% dei fondi propri dell’ente.

I dati che invii coincidono con quelli dei tuoi sistemi?

Ricostruiamo la query che alimenta la tua comunicazione, la incrociamo con i tuoi registri degli ultimi esercizi e ti diciamo se c’è qualcosa da regolarizzare prima che lo veda il supervisore.

Comunicazione sistematica: dubbi frequenti

Che cos’è la comunicazione sistematica al SEPBLAC?

È l’obbligo di inviare periodicamente al SEPBLAC informazioni su determinate categorie di operazioni che rispondono a criteri oggettivi — importo, tipo, territorio —, che ci sia o meno un sospetto. È previsto dall’articolo 20 della Legge 10/2010 e sviluppato in via regolamentare.

È la stessa cosa che segnalare un’operazione sospetta?

No. La segnalazione per sospetto nasce da un giudizio di sospetto ed è immediata. La comunicazione sistematica nasce da un criterio oggettivo ed è periodica. Sono obblighi cumulativi: se un’operazione ha entrambi i presupposti, vanno fatte entrambe le cose.

A quali soggetti obbligati si applica?

Dipende dall’attività e dal tipo di operatività. Non tutti i soggetti obbligati sono sottoposti agli stessi obblighi di comunicazione sistematica. L’importante è che la conclusione «a me non si applica» sia documentata per iscritto e motivata, e non sia un’assunzione ereditata.

Bisogna inviare qualcosa se non ci sono state operazioni?

In molti casi sì: la dichiarazione negativa. La mancanza di invio non viene interpretata come assenza di operazioni da comunicare, ma come inadempimento. Conviene verificare il regime concreto applicabile al tuo tipo di soggetto obbligato.

Chi deve firmare o validare la comunicazione?

Ciò che stabilisce la tua procedura, di norma il rappresentante presso il SEPBLAC con validazione preventiva dell’organo di controllo interno. L’importante è che resti traccia di chi ha rivisto il contenuto prima dell’invio, perché è la prima cosa che si chiede quando emerge un’incongruenza.

Cosa succede se scopro di aver comunicato male per mesi?

Si regolarizza e si documenta. Un invio integrativo accompagnato da una nota esplicativa sull’origine dell’errore e sulla misura correttiva adottata è molto diverso — ai fini della graduazione di un’eventuale sanzione — da un errore che scopre il supervisore e che l’ente non aveva individuato.

Il frazionamento va comunicato?

È proprio qui la trappola. Le soglie si riferiscono alle operazioni, ma la sorveglianza sul frazionamento è un obbligo a sé: più operazioni collegate che singolarmente non raggiungono la soglia ma insieme la superano devono essere individuate dal tuo sistema di monitoraggio. E se generano anche un sospetto, vanno segnalate per sospetto.

Come si dimostra che la comunicazione è corretta?

Con la query documentata che la genera, la riconciliazione con i registri dell’ente e la ricevuta di invio. I tre elementi insieme permettono di ricostruire il dato inviato. Senza la query documentata, la comunicazione non è riproducibile e non si può difendere.

Cambia con l’AMLR nel 2027?

Il pacchetto europeo rafforza l’armonizzazione delle comunicazioni alle unità di informazione finanziaria e il ruolo di coordinamento della nuova autorità europea. È prevedibile una maggiore standardizzazione di formati e categorie tra gli Stati membri. Conviene non costruire l’estrazione dei dati in modo così rigido da rendere impraticabile riscriverla nel 2027.

E con l’ANIFI?

Il progetto preliminare di legge (anteproyecto) prevede che l’ANIFI assuma le funzioni del SEPBLAC come unità di informazione finanziaria, il che inciderebbe sul destinatario degli invii e, probabilmente, sui canali tecnici. È un cambio di interlocutore, non di obbligo: ciò che si comunica continuerà a essere comunicato.

Guida pratica alla comunicazione sistematica

La comunicazione sistematica funziona bene quando è noiosa: una query stabile, una riconciliazione mensile e una ricevuta archiviata. Dieci passi per arrivarci.

Ambito

Prima, cosa ti riguarda

Documenta per iscritto quali categorie di comunicazione ti spettano e quali no, con la motivazione. Anche la conclusione negativa va giustificata.

Query

Poi, come si estrae

La query che alimenta la comunicazione è il controllo critico. Deve essere documentata, versionata e rivista ogni volta che si lancia un prodotto o un canale nuovo.

Riconciliazione

E sempre, la riconciliazione

Prima di inviare, confronta il risultato con i registri dell’ente. È l’unico controllo che individua una query diventata obsoleta.

Checklist della comunicazione sistematica in 10 passi

  1. Determinare e documentare quali obblighi di comunicazione sistematica spettano al tuo tipo di soggetto obbligato.
  2. Individuare le categorie di operazioni interessate e le soglie e i criteri applicabili a ciascuna.
  3. Costruire la query di estrazione e documentarla: tabelle, filtri, periodo e responsabile.
  4. Versionare la query e stabilire l’obbligo di rivederla a ogni nuovo prodotto, canale o territorio.
  5. Definire la procedura di riconciliazione con i registri interni prima di ogni invio.
  6. Fissare il calendario degli invii e assegnare un responsabile e un sostituto per ciascuno.
  7. Stabilire il circuito di validazione preventiva e lasciare traccia di chi rivede il contenuto.
  8. Archiviare in modo sistematico le ricevute di invio insieme alla query e alla riconciliazione di ogni periodo.
  9. Verificare che le operazioni comunicate che generano anche un sospetto siano segnalate per sospetto in modo indipendente.
  10. Rivedere ogni anno lo storico completo degli invii per individuare periodi senza comunicazione o con comunicazione incompleta.

Se vuoi che rivediamo il tuo storico degli invii, parti da un audit AML/CFT o dalla relazione dell’esperto esterno.

Il report in pratica

Da una query sul database a una ricevuta archiviata

La comunicazione sistematica è il controllo più meccanico del sistema AML/CFT e, proprio per questo, quello che può restare più a lungo difettoso senza che nessuno se ne accorga.

Cosa rientra e cosa no1) Ambito

Cosa rientra e cosa no

Deciso per iscritto e con una motivazione, non per abitudine. Compresa la conclusione che una categoria non ti riguarda.

  • Categorie applicabili
  • Soglie vigenti
  • Conclusione documentata
La query che la genera2) Estrazione

La query che la genera

È il controllo critico. Se la query non contempla un canale, quel canale non viene comunicato da anni e nessuno lo sa.

  • Query versionata
  • Revisione a ogni modifica
  • Responsabile assegnato
Confrontare prima di inviare3) Riconciliazione

Confrontare prima di inviare

Confronta il risultato con i registri dell’ente. È l’unico momento in cui si può individuare un’estrazione incompleta prima che diventi un inadempimento.

  • Riconciliazione documentata
  • Differenze spiegate
  • Validazione preventiva
Mappa pratica: cosa faccio con questa operazione?Decisione rapida

Mappa pratica: cosa faccio con questa operazione?

Tre situazioni e la via che corrisponde a ciascuna.

Rispetta il criterio oggettivo

Rientra nella comunicazione sistematica del periodo. Senza analisi del sospetto.

Rispetta il criterio e genera un sospetto

Entrambe le vie: comunicazione sistematica e segnalazione per sospetto.

Genera solo un sospetto

Segnalazione per sospetto immediata e astensione, se del caso.

Playbook del report

La comunicazione sistematica in pratica

Controllo
Cosa ci si aspetta
Evidenza tipica

Definizione dell’ambito

Documento che stabilisce, con motivazione, quali categorie si applicano e quali no.

Nota sull’ambito approvata dall’OCI, con data.

Query di estrazione

Query documentata, versionata e rivista a ogni cambio di prodotto o canale.

Documentazione tecnica della query e registro delle versioni.

Riconciliazione preventiva

Confronto del risultato con i registri interni prima dell’invio.

Foglio di riconciliazione per periodo con le differenze spiegate.

Invio nei termini

Invio entro il calendario stabilito, inclusa la dichiarazione negativa.

Ricevuta di invio archiviata per periodo.

Indipendenza dall’art. 18

Le operazioni comunicate che presentano un sospetto vengono segnalate anche per sospetto.

Tracciabilità incrociata tra i due registri.

Segnali che la tua comunicazione sistematica ha un problema

Basta uno di questi per giustificare la revisione dell’intero storico.

  • Nessuno sa spiegare come si genera esattamente il dato che viene inviato.
  • La query di estrazione non viene toccata da quando sono stati lanciati gli ultimi prodotti.
  • Nello storico ci sono periodi senza ricevuta di invio archiviata.
  • Non si invia la dichiarazione negativa quando non ci sono operazioni da comunicare.
  • Si dà per scontato che una categoria non si applichi senza una nota scritta che lo motivi.
Glossario operativo

Concetti chiave della comunicazione sistematica

Termini che compaiono nelle procedure, nelle comunicazioni tecniche del SEPBLAC e nelle richieste di informazioni.

Art. 20Base

Comunicazione sistematica

Obbligo di comunicare periodicamente categorie di operazioni definite da criteri oggettivi.

Legge 10/2010, articolo 20.
Art. 18Diverso

Segnalazione di operazioni sospette (SOS)

Obbligo di segnalare subito quando c’è un sospetto. Cumulativo rispetto alla comunicazione sistematica.

NegativaTrappola

Dichiarazione negativa

Invio che segnala l’assenza di operazioni da comunicare nel periodo.

Non inviare non equivale a non avere nulla.
SogliaCriterio

Importo di riferimento

Cifra a partire dalla quale un’operazione rientra nella categoria da comunicare.

Verifica sempre la versione vigente.
FrazionamentoRischio

Divisione artificiosa

Più operazioni collegate sotto la soglia il cui insieme la supera.

Obbligo di sorveglianza autonomo.
RiconciliazioneControllo

Confronto preventivo

Verifica del risultato dell’estrazione con i registri dell’ente prima dell’invio.

È ciò che individua la query obsoleta.
RicevutaProva

Attestazione di invio

Prova che la comunicazione è stata inviata e quando. Va archiviata insieme alla query e alla riconciliazione.

Archivio per periodo, non sparso.
SEPBLACDestinatario

Unità di informazione finanziaria (FIU)

Organo ricevente delle comunicazioni, sia sistematiche sia per sospetto.

ANIFIFuturo

Autorità nazionale per l’integrità finanziaria

Il progetto preliminare di legge (anteproyecto) prevede che assuma le funzioni del SEPBLAC come UIF spagnola.

Vedi: ANIFI.

COMPLIANCE CONTROL CENTER · REPORT

Matrice decisionale: quale via segue questa operazione?

Incrocia se l’operazione rispetta il criterio oggettivo con se genera anche un sospetto. Le due vie sono indipendenti e possono coincidere.

Matrice delle vie di comunicazione

Verde: una sola via. Rosso: entrambe, più astensione.

Sospetto \ Criterio
Non rispettato
Criterio rispettato
Rispettato e frazionata
Nessun sospetto
Nientesolo registro
Sistematicanel periodo
Analizzarepossibile indizio
Sospetto lieve
Analizzaredocumentare
Sistematica+ analisi
Entrambe+ analisi
Indizio chiaro
Art. 18+ astensione
Entrambe+ astensione
Entrambe+ astensione

I sei errori che vediamo più spesso nella comunicazione sistematica

Sono errori di processo, non di criterio giuridico, e per questo persistono per anni senza essere individuati.

La query che non viene aggiornata

Viene costruita bene il primo giorno e non viene mai più rivista. Ogni prodotto o canale lanciato dopo resta fuori dalla comunicazione senza che nessuno se ne accorga.

Non inviare la dichiarazione negativa

Si interpreta che, se non ci sono operazioni, non ci sia nulla da inviare. Nello storico del supervisore risulta come periodo senza invio.

Dare per assolto l’articolo 18

«Quell’operazione era già nel mensile» non copre l’obbligo di segnalare per sospetto. Sono obblighi cumulativi.

Archiviare la ricevuta senza contesto

La ricevuta dimostra solo che è stato inviato qualcosa. Senza la query e la riconciliazione dello stesso periodo, il dato inviato non si può ricostruire.

Dare per scontato che una categoria non si applichi

La conclusione può essere perfettamente corretta, ma se non è scritta e motivata, in ispezione equivale a non essersi posti il problema.

Ignorare il frazionamento

La soglia si guarda operazione per operazione e nessuno sorveglia l’insieme. È la via di elusione più ovvia e la più facile da individuare dall’esterno.

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Quadro normativo della comunicazione sistematica in Spagna

La comunicazione sistematica al SEPBLAC si fonda sull’articolo 20 della Legge 10/2010 del 28 aprile, sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, e sullo sviluppo regolamentare del Real Decreto 304/2014. Obbliga determinati soggetti obbligati a inviare periodicamente informazioni su categorie di operazioni definite da criteri oggettivi, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un sospetto di riciclaggio.

Un obbligo di processo, non di giudizio

A differenza della segnalazione per sospetto, che richiede un giudizio di valore su ogni operazione, la comunicazione sistematica è essenzialmente un problema di estrazione ed elaborazione di dati. Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima è che la si viola in silenzio: una query che non contempla un canale può sbagliare per anni senza che nessuno se ne accorga. La seconda è che è particolarmente facile da verificare dall’esterno, perché basta incrociare i registri interni dell’ente con quanto effettivamente inviato.

La dichiarazione negativa

Uno degli errori più diffusi consiste nel non inviare nulla quando nel periodo non ci sono state operazioni da comunicare. Nel regime applicabile a buona parte dei soggetti obbligati, l’assenza di operazioni non esime dall’invio: è dovuta la cosiddetta dichiarazione negativa. Lo storico in mano al supervisore non distingue tra «non c’erano operazioni» e «non ha inviato», a meno che non vi sia prova espressa della prima circostanza.

Indipendenza rispetto all’obbligo di segnalare per sospetto

Entrambi gli obblighi sono cumulativi. Un’operazione può avere il criterio oggettivo che la fa rientrare nella comunicazione periodica e inoltre generare un sospetto: in tal caso è dovuta anche la segnalazione per sospetto dell’articolo 18, con il correlato obbligo di astensione quando ricorre. Ritenere che l’inclusione nella comunicazione mensile soddisfi l’articolo 18 è un errore concettuale con rilevanti conseguenze sanzionatorie.

Cosa cambia con l’AMLR e con l’ANIFI

Il pacchetto europeo antiriciclaggio rafforza l’armonizzazione dei formati e delle categorie di comunicazione alle unità di informazione finanziaria e attribuisce alla nuova autorità europea funzioni di coordinamento e di sviluppo tecnico. A livello nazionale, il progetto preliminare di legge (anteproyecto) che istituisce l’Autorità nazionale per l’integrità finanziaria (ANIFI) prevede che assuma le funzioni del SEPBLAC come unità di informazione finanziaria, il che inciderà sul destinatario degli invii e sui canali tecnici, ma non sulla natura dell’obbligo. Conviene quindi progettare l’estrazione dei dati con una flessibilità sufficiente ad assorbire un cambio di formato senza rifarla per intero. Maggiori dettagli nella pagina sull’ANIFI.

Legge 10/2010Art. 20Art. 18RD 304/2014SEPBLACAMLR 2024/1624ANIFIGAFI