Consulenza fiscale e contabile
«Prestare consulenza fiscale o contabile come attività professionale principale ti rende soggetto obbligato (art. 2.1.m).»
I commercialisti, i consulenti fiscali e le gestorías (studi spagnoli di consulenza amministrativa e fiscale) sono soggetti obbligati in materia antiriciclaggio ai sensi della Legge 10/2010. Ti aiutiamo a impostare il manuale, l’adeguata verifica e il controllo interno con un sistema proporzionato alle dimensioni dello studio, senza esagerare né fare troppo poco.
Il tuo studio è in regola? Diagnosi gratuita
Raccontaci quali servizi presti e ti diciamo quali obblighi antiriciclaggio ti riguardano.
Sei ambiti per rispettare la normativa antiriciclaggio nel tuo studio di consulenza o nella tua gestoría, con un sistema calibrato sulle tue dimensioni e sui tuoi servizi.
Analizziamo i servizi del tuo studio (consulenza fiscale o contabile, servizi alle società) per confermare se sei un soggetto obbligato e qual è la portata dei tuoi obblighi.
Redigiamo il manuale antiriciclaggio (AML/CFT) e le procedure di controllo interno, con il regime semplificato che il regolamento prevede per gli studi piccoli.
Definiamo come identificare il cliente e il titolare effettivo e come graduare le misure in base al rischio di ogni fascicolo.
Definiamo come individuare e segnalare al SEPBLAC le operazioni sospette, nel rispetto del divieto di rivelazione al cliente.
Effettuiamo l’esame esterno del sistema antiriciclaggio quando è richiesto e verifichiamo periodicamente che tutto resti in linea con la normativa.
Formiamo i professionisti dello studio perché sappiano riconoscere i segnali di allarme e applicare correttamente le procedure.
Non tutti gli studi sono nella stessa situazione. L’assoggettamento dipende dai servizi che presti. Ecco i casi più frequenti.
«Prestare consulenza fiscale o contabile come attività professionale principale ti rende soggetto obbligato (art. 2.1.m).»
«Costituire società, fornire una sede legale o fare l’amministratore per conto di terzi fa scattare l’art. 2.1.o).»
«Gli studi piccoli hanno un regime di controllo interno semplificato, ma restano soggetti obbligati.»
«Tenere la contabilità di terzi come contabile esterno rientra anch’esso nell’ambito della legge.»
Lo studio che non rispetta gli obblighi antiriciclaggio si espone a un regime sanzionatorio e alla responsabilità dei suoi amministratori. Essere in regola significa anche proteggere lo studio.
Studi di consulenza fiscale, contabili esterni e gestorías sono soggetti obbligati in base ai servizi che prestano.
Le infrazioni si graduano in lievi, gravi e molto gravi, con sanzioni di importo rilevante.
Nessun manuale né controllo interno: la mancanza di procedure (art. 26) è tra le carenze più frequenti negli studi.
Adeguata verifica incompleta: non identificare il titolare effettivo o non documentare il rischio lascia il fascicolo lacunoso.
Non si può avvisare il cliente che un’operazione è stata segnalata o è in corso di esame.
Credere che non ti riguardi: molti studi pensano che le loro dimensioni li esonerino, mentre l’assoggettamento dipende dai servizi.
Analizziamo i tuoi servizi, impostiamo il manuale e l’adeguata verifica con il regime adatto alle tue dimensioni e ti prepariamo per il SEPBLAC.
Sì. L’art. 2.1.m) della Legge 10/2010 include espressamente tra i soggetti obbligati i revisori dei conti, i contabili esterni e i consulenti fiscali (e chiunque presti assistenza o consulenza in materia fiscale come attività professionale principale).
Dipende dai servizi. Se prestano consulenza fiscale o contabile, rientrano nella lettera m). Se prestano servizi alle società (costituzione di società, sede legale, amministrazione per conto di terzi), rientrano anche nell’art. 2.1.o).
Sì. La qualità di soggetto obbligato dipende dai servizi, non dalle dimensioni. Tuttavia il Real Decreto 304/2014 prevede un regime di controllo interno semplificato per gli studi piccoli, modulato in modo proporzionale.
In linea generale il regolamento si riferisce a studi con meno di 10 persone e un volume d’affari o un totale di bilancio inferiore a 2 milioni di euro, per determinate attività. In questi casi le misure di controllo interno si applicano in modo più semplice.
I principali: adeguata verifica (cliente e titolare effettivo), manuale e controllo interno (art. 26), conservazione dei documenti (art. 25), segnalazione di operazioni sospette al SEPBLAC e divieto di rivelazione al cliente (art. 24).
Sì. Il manuale e le procedure di controllo interno sono un obbligo centrale. La portata si adatta alle dimensioni e ai servizi dello studio, ma documentare il sistema è indispensabile per dimostrare di essere in regola.
Il SEPBLAC è l’autorità di vigilanza. A lui si inviano le segnalazioni di operazioni sospette e può richiedere informazioni o ispezionare il sistema di prevenzione dello studio.
La normativa prevede la revisione da parte di un esperto esterno delle misure di controllo interno, con la periodicità e la portata stabilite dal regolamento. Per gli studi piccoli questo requisito può essere modulato. Conviene analizzare il tuo caso concreto.
Rispettare la normativa antiriciclaggio in uno studio di consulenza o in una gestoría non deve essere un peso: con un sistema proporzionato alle dimensioni dello studio e ben documentato sei in regola e proteggi lo studio senza intralciare il lavoro di ogni giorno.
Per prima cosa devi sapere per quali servizi sei soggetto obbligato: consulenza fiscale o contabile (art. 2.1.m) o servizi alle società (art. 2.1.o). Da qui deriva la portata degli obblighi.
Manuale, adeguata verifica e controllo interno calibrati sulle tue dimensioni. Se sei uno studio piccolo, il regime semplificato del regolamento ti alleggerisce il carico.
Identificazione, analisi del rischio e decisioni devono essere documentate e il team formato per riconoscere i segnali di allarme. È ciò che dimostra la diligenza.
Vuoi rivedere il tuo sistema attuale? Guarda l’audit AML/CFT o il quadro generale dell’antiriciclaggio.
Rispettare la normativa antiriciclaggio in uno studio di consulenza è un esercizio pratico: per ogni nuovo cliente bisogna identificarlo bene, valutare il rischio, monitorare le operazioni e documentare tutto. Questo pannello mette in ordine il flusso.
1) IdentificareA ogni nuova acquisizione identifichiamo il cliente e il titolare effettivo e comprendiamo lo scopo del rapporto e dei servizi.
2) RischioClassifichiamo il rischio del cliente e del servizio per decidere se si applicano misure ordinarie o rafforzate di adeguata verifica.
3) SospettiAnalizziamo i segnali di allarme e, se del caso, segnaliamo al SEPBLAC senza rivelare nulla al cliente.
4) DocumentareTeniamo traccia dell’identificazione, dell’analisi del rischio e delle decisioni e conserviamo il fascicolo per il periodo previsto dalla legge.
Decisione rapidaConsulenza fiscale o contabilità esterna: art. 2.1.m).
Costituire o amministrare società per conto di terzi: art. 2.1.o).
Molte gestorías svolgono entrambe le attività: si applicano entrambe le lettere.
Sì, come attività professionale principale.
Art. 2.1.m) Legge 10/2010.
Sì: contabile esterno di terzi.
Art. 2.1.m) Legge 10/2010.
Sì: servizi alle società per conto di terzi.
Art. 2.1.o) Legge 10/2010.
Sì: fornire la sede legale o fare l’amministratore.
Art. 2.1.o) Legge 10/2010.
Da analizzare: se non ci sono né consulenza fiscale o contabile né servizi alle società, può restare fuori.
Caso per caso.
Evitarli è ciò che distingue una conformità reale da una puramente formale.
Se il tuo studio o la tua gestoría è un soggetto obbligato, questi termini compaiono nel manuale, nei fascicoli e nel rapporto con il SEPBLAC. Capirli ti aiuta a essere in regola senza sorprese.
Assoggetta i revisori dei conti, i contabili esterni e i consulenti fiscali, e chi presta consulenza in materia fiscale come attività principale.
Assoggetta chi costituisce società, fornisce la sede legale o amministra per conto di terzi.
Persona fisica o giuridica vincolata dalla Legge 10/2010 in base ai servizi che presta.
Studi con meno di 10 persone e meno di 2 milioni di euro di fatturato o di totale di bilancio, con controllo interno alleggerito.
Identificazione del cliente e del titolare effettivo e valutazione dello scopo del rapporto.
Persona fisica che in ultima istanza controlla il cliente o l’operazione, oppure ne trae beneficio.
Insieme di politiche, manuale e procedure che lo studio deve avere per prevenire il riciclaggio di denaro.
Servizio che riceve le segnalazioni di operazioni sospette e vigila sul rispetto della normativa.
Revisione delle misure di controllo interno da parte di un esperto esterno, con la periodicità fissata dal regolamento.
Raccontaci quali servizi presta il tuo studio o la tua gestoría e ti diciamo quali obblighi antiriciclaggio ti riguardano e come impostare un sistema proporzionato.
Gli studi di consulenza fiscale e contabile e molte gestorías sono soggetti obbligati in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo ai sensi della Legge 10/2010 e del suo regolamento di attuazione, il Real Decreto 304/2014. L’assoggettamento non dipende dal nome dello studio, ma dai servizi che presta.
L’articolo 2.1.m) include i revisori dei conti, i contabili esterni e i consulenti fiscali, nonché chi presta assistenza o consulenza in materia fiscale come attività professionale principale. L’articolo 2.1.o) aggiunge chi presta servizi alle società per conto di terzi: costituire società, fornire una sede legale, svolgere funzioni di amministratore o di fiduciario, tra le altre. Molte gestorías rientrano in entrambe le categorie.
Il Real Decreto 304/2014 distingue i soggetti obbligati di minori dimensioni — in linea generale, meno di 10 persone e un volume d’affari o un totale di bilancio inferiore a 2 milioni di euro — per determinate attività, ai quali applica un regime di controllo interno semplificato. Essere piccoli non esonera dal rispetto della normativa: modula solo il modo in cui la si rispetta.
Lo studio deve applicare l’adeguata verifica (identificazione del cliente e del titolare effettivo), predisporre un manuale e misure di controllo interno (art. 26), conservare la documentazione (art. 25), segnalare le operazioni sospette al SEPBLAC e rispettare il divieto di rivelazione al cliente (art. 24). In determinati casi la normativa prevede la revisione da parte di un esperto esterno delle misure di controllo interno.
L’autorità di vigilanza è il SEPBLAC. L’inosservanza può comportare un regime sanzionatorio che gradua le infrazioni in lievi, gravi e molto gravi. Un sistema antiriciclaggio proporzionato e ben documentato è la migliore difesa dello studio in caso di ispezione.
Normativa di riferimento, con link al testo ufficiale:
Normativa e link verificati a .