Imposte e obblighi
“Imposta sulle società, IVA, ritenute IRPF e tributi locali: dichiarazioni presentate, pagamenti, dilazioni e rispetto degli adempimenti formali.”
Esaminiamo la situazione tributaria della società target nelle tue operazioni di M&A e investimento: passività fiscali potenziali, periodi d’imposta non prescritti, operazioni con parti correlate e responsabilità per successione, per tutelare il prezzo e blindare il contratto.
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Sei ambiti per esaminare la situazione tributaria del target e proteggere la tua operazione, dall’analisi delle passività potenziali al loro inserimento nel contratto e al closing, che si tratti di un’acquisizione, di un investimento o di una quotazione.
Analizziamo la situazione tributaria della società target: imposte, dichiarazioni, pagamenti e rischi, così sai cosa acquisti prima di firmare.
Portiamo le risultanze nel contratto di compravendita: dichiarazioni e garanzie, clausole di manleva, trattenute sul prezzo e aggiustamenti.
Affianchiamo la due diligence fiscale che precede l’ingresso di investitori o di fondi di venture capital (capital riesgo) in una società.
Esaminiamo la situazione fiscale in vista di una quotazione o di un’emissione, a supporto delle informazioni del prospetto.
Individuiamo, quantifichiamo e classifichiamo per priorità le passività fiscali potenziali emerse in una mappa dei rischi chiara.
Integriamo la due diligence fiscale con il resto del processo (legale, finanziario) e con il quadro di compliance fino al closing.
La verifica fiscale del target riguarda la tassazione generale, i periodi d’imposta ancora verificabili, le operazioni con parti correlate e le passività potenziali e i contenziosi aperti.
“Imposta sulle società, IVA, ritenute IRPF e tributi locali: dichiarazioni presentate, pagamenti, dilazioni e rispetto degli adempimenti formali.”
“Esame dei periodi d’imposta ancora liquidabili (4 anni) e delle basi imponibili negative (BIN) e delle deduzioni, verificabili fino a 10 anni.”
“Transfer pricing e documentazione delle operazioni con parti correlate, una delle aree con maggior rischio di rettifica.”
“Ispezioni in corso, verbali, sanzioni, ricorsi e interpelli: rischi che possono tradursi in debiti futuri per l’acquirente.”
In un’acquisizione, l’acquirente può ereditare le passività fiscali potenziali del target. La due diligence permette di individuarle, quantificarle e riportarle nel prezzo e nel contratto prima di firmare.
L’acquirente eredita le passività: chi subentra nella titolarità o nell’esercizio di un’attività economica risponde in solido dei debiti tributari del precedente titolare.
Il certificato può limitarla: richiedere all’AEAT (Agenzia tributaria spagnola) la certificazione dei debiti limita la responsabilità dell’acquirente a quanto in essa risulta.
Impatto su prezzo e contratto: le passività potenziali individuate si riflettono nel prezzo, nelle dichiarazioni e garanzie e nelle clausole di manleva.
Prescrizione del diritto dell’amministrazione di liquidare il debito tributario.
Termine per verificare le basi imponibili negative e le deduzioni applicate o ancora da applicare.
Termine entro cui l’AEAT deve rilasciare il certificato dei debiti che limita la responsabilità dell’acquirente.
Prima di firmare, ti aiutiamo a esaminare la situazione fiscale del target, a quantificare le passività potenziali e a blindare prezzo e contratto con dichiarazioni, garanzie e manleve.
È la verifica della situazione tributaria di una società prima di un’operazione (acquisizione, investimento, finanziamento o quotazione), per individuare rischi e passività fiscali potenziali che possano incidere sulla decisione, sul prezzo o sul contratto.
Serve a sapere cosa si sta acquistando: quantificare le passività potenziali, decidere il prezzo, ripartire i rischi tra acquirente e venditore e progettare le tutele del contratto (garanzie e manleve).
L’imposta sulle società, l’IVA, le ritenute e i tributi locali, le operazioni con parti correlate, le basi imponibili negative e le deduzioni, e le passività potenziali (ispezioni, verbali, sanzioni e ricorsi).
In via generale, i periodi d’imposta non prescritti: il diritto di liquidare si prescrive in 4 anni. Tuttavia l’amministrazione può verificare le basi negative e le deduzioni per 10 anni.
Vengono quantificate e riportate nell’operazione: aggiustamento del prezzo, dichiarazioni e garanzie (reps & warranties), clausole di manleva e, se del caso, trattenuta di parte del prezzo (escrow).
Può sussistere una responsabilità solidale per successione nell’attività per i debiti del precedente titolare (art. 42.1.c LGT). Richiedere il certificato dei debiti all’AEAT (art. 175.2 LGT) limita tale responsabilità.
Sono le operazioni tra parti correlate (gruppo, soci, amministratori), soggette al transfer pricing e a obblighi di documentazione; una delle aree con maggior rischio di rettifica fiscale.
Quella fiscale è un modulo del processo di due diligence e si coordina con quella legale, finanziaria e giuslavoristica per offrire una visione completa dei rischi del target.
Dipende dalle dimensioni e dalla complessità del target e dalle informazioni disponibili nel data room. Di solito si svolge in parallelo al resto della due diligence, nel calendario dell’operazione.
È la certificazione dettagliata di debiti, sanzioni e responsabilità tributarie che l’acquirente può richiedere all’AEAT, con il consenso del titolare, per limitare la propria responsabilità per successione; l’amministrazione deve rilasciarla entro tre mesi.
Non è una revisione legale dei conti. La due diligence fiscale è una verifica orientata a individuare rischi tributari e passività potenziali in vista di una specifica operazione, non a esprimere un giudizio sul bilancio.
In entrambi i casi, con approcci diversi: nell’acquisto di azioni (share deal) si rileva la società con la sua storia fiscale; nell’acquisto di asset (asset deal) il perimetro di rischio e la responsabilità per successione si valutano in modo diverso.
Dichiarazioni e autoliquidazioni, libri e registri, giustificativi di pagamento, verbali di ispezione, richieste dell’amministrazione, ricorsi, documentazione delle operazioni con parti correlate e documenti a supporto delle basi imponibili negative e delle deduzioni applicate.
Di solito la commissionano l’acquirente o l’investitore ai propri consulenti legali e fiscali, che esaminano la documentazione del target ed emettono una relazione con le passività potenziali e il loro impatto.
La due diligence fiscale è una delle aree della verifica che precede un’operazione. Ti aiutiamo a coordinarla con le altre, perché l’acquirente o l’investitore abbia una visione completa.
La portata della due diligence fiscale dipende dal tipo di operazione, dalle dimensioni del target e dalle informazioni disponibili nel data room.
Partiamo dalla portata e dal data room, esaminiamo imposta per imposta, quantifichiamo le passività potenziali e riportiamo le risultanze nel prezzo e nel contratto.
| Tipo di DD | Fiscale | Legale | Finanziaria | Giuslavoristica |
|---|---|---|---|---|
| Cosa verifica | Situazione tributaria | Situazione giuridica | Situazione economica | Situazione giuslavoristica |
| Focus | Imposte e passività potenziali | Società, contratti e contenziosi | Conti, debito e cassa | Organico e contratti collettivi |
| Documenti tipici | Dichiarazioni, verbali, BIN | Atti notarili e contratti | Bilanci | Contratti di lavoro e contributi previdenziali |
| Risultato | Passività potenziali e aggiustamento del prezzo | Rischi legali e garanzie | Qualità degli utili (quality of earnings) | Passività giuslavoristiche |
Quadro indicativo. La portata e l’impostazione di ciascuna area di due diligence si adattano a ogni operazione e si coordinano tra loro.
Una due diligence fiscale non consiste solo nel rivedere dichiarazioni: occorre definire la portata, raccogliere le informazioni, individuare e quantificare le passività potenziali e riportarle nel prezzo e nel contratto.
Il primo passo è delimitare il perimetro (share o asset deal), le imposte e i periodi d’imposta da esaminare e richiedere le informazioni al venditore tramite il data room.
Si esamina imposta per imposta (IS, IVA, ritenute, operazioni con parti correlate) e per periodi d’imposta non prescritti, individuando le passività potenziali e stimandone probabilità e impatto.
Si emette la relazione sulle passività potenziali e si riportano le risultanze nel prezzo, nelle dichiarazioni e garanzie e nelle manleve del contratto.
Se hai un’operazione in corso, consulta la nostra area di regolamentazione del mercato dei valori o il supporto sui contratti commerciali.
Una due diligence fiscale si regge su quattro elementi: delimitare la portata, esaminare la situazione tributaria, quantificare le passività potenziali e riportarle nel prezzo e nel contratto. Ecco il pannello visivo di come si mette in pratica.
1) DelimitareIl punto di partenza è definire il perimetro e richiedere le informazioni tributarie del target.
2) EsaminareSi esamina la situazione di ciascuna imposta e delle operazioni con parti correlate nei periodi d’imposta verificabili.
3) QuantificareOgni rischio si valuta per probabilità e impatto e si ordina in una mappa delle passività potenziali.
4) RiportareLe risultanze della relazione si riflettono nel prezzo, nelle dichiarazioni e garanzie, nelle clausole di manleva e, se del caso, in una trattenuta sul prezzo (escrow).
Decisione rapidaDiritto di liquidare: si prescrive in 4 anni (art. 66 LGT).
Verificabili fino a 10 anni (art. 66 bis LGT).
Certificato dei debiti per limitare la responsabilità (art. 175.2 LGT).
Definire perimetro, imposte e periodi d’imposta e aprire il data room.
Piano di lavoro ed elenco delle informazioni richieste.
Analizzare ogni imposta, le operazioni con parti correlate e i periodi d’imposta non prescritti.
Elenco delle passività potenziali individuate.
Stimare probabilità e impatto di ciascun rischio.
Mappa dei rischi fiscali valutata.
Documentare risultanze, conclusioni e raccomandazioni.
Relazione di due diligence fiscale.
Riportare nel prezzo, garanzie, manleve ed escrow.
Clausole del contratto (SPA).
Individuali prima di firmare l’operazione.
Se stai per affrontare una due diligence fiscale, questi termini compaiono nella relazione e nella negoziazione dell’operazione. Capirli ti aiuta a decidere con cognizione di causa.
Verifica della situazione tributaria del target prima di un’operazione, per individuare rischi e passività potenziali.
Rischio tributario che può tradursi in un debito futuro (imposta, interessi e sanzioni).
Termine generale di prescrizione del diritto dell’amministrazione di liquidare il debito tributario.
Termine per verificare le basi imponibili negative e le deduzioni applicate o ancora da applicare.
Responsabilità solidale dell’acquirente per i debiti tributari del precedente titolare dell’attività.
Certificazione dell’AEAT che limita la responsabilità dell’acquirente a quanto in essa risulta.
Operazioni tra parti correlate soggette al transfer pricing e a obblighi di documentazione.
Dichiarazioni del venditore sulla situazione fiscale che fanno scattare un indennizzo se risultano inesatte.
Clausola di manleva e trattenuta di parte del prezzo in deposito per coprire le passività potenziali.
Raccontaci la tua operazione e ti aiutiamo a pianificare la due diligence fiscale, quantificare le passività potenziali e blindare prezzo e contratto.
La due diligence fiscale è la verifica della situazione tributaria di una società prima di un’operazione societaria o di investimento (acquisizione, ingresso di investitori, finanziamento o quotazione). Il suo scopo è individuare e quantificare le passività fiscali potenziali del target per prendere la decisione, aggiustare il prezzo e progettare le tutele del contratto.
La verifica riguarda l’imposta sulle società, l’IVA, le ritenute e i tributi locali, le operazioni con parti correlate (transfer pricing) e le passività potenziali aperte. Quanto all’arco temporale, il diritto dell’amministrazione di liquidare il debito si prescrive in quattro anni (art. 66 della Legge 58/2003, Legge generale tributaria), ma il diritto di verificare le basi imponibili negative e le deduzioni applicate o ancora da applicare si prescrive in dieci anni (art. 66 bis, introdotto dalla Legge 34/2015).
Nell’acquisto di un’attività, l’acquirente può rispondere in solido dei debiti tributari del precedente titolare per successione nell’attività (art. 42.1.c LGT). Per limitare questo rischio, l’acquirente può chiedere all’AEAT, con il consenso del titolare, una certificazione dettagliata di debiti, sanzioni e responsabilità tributarie (art. 175.2 LGT), che l’amministrazione deve rilasciare entro tre mesi e che limita la sua responsabilità a quanto in essa risulta.
Le risultanze si riportano nel prezzo, nelle dichiarazioni e garanzie (reps & warranties), nelle clausole di manleva e, se del caso, in una trattenuta sul prezzo (escrow). La due diligence fiscale si coordina con quella legale, finanziaria e giuslavoristica e, nelle operazioni di mercato, rientra nel quadro della Legge 6/2023 sui mercati dei valori e sui servizi di investimento e delle informazioni del prospetto.
Normativa di riferimento, con link al testo ufficiale:
Normativa e link verificati a .