Il programma di attività di un’impresa di investimento: contenuto, funzione e modifiche
In ogni domanda di autorizzazione di un’impresa di investimento (ESI) —sociedad de valores, agencia de valores, società di gestione di portafogli o EAF— c’è un documento che dà ordine a tutti gli altri: il programma di attività. Disciplinato nel quadro della Legge 6/2023 e del RD 813/2023, descrive quali servizi presterà la società, su quali strumenti, per quali clienti e con quale organizzazione e quali mezzi. Non è una formalità descrittiva: delimita il perimetro entro il quale la società è autorizzata a operare, e la CNMV lo usa come riferimento per verificare il resto della domanda.
Che cosa contiene un programma di attività
Il documento si articola in blocchi: i servizi di investimento e accessori che saranno prestati; gli strumenti finanziari su cui ricadrà ciascun servizio; il tipo di clientela a cui si rivolge la società (al dettaglio, professionale o controparte qualificata) e i suoi canali di acquisizione; l’organizzazione interna, comprese le funzioni di controllo; i mezzi tecnici e umani disponibili; e le deleghe ed esternalizzazioni previste, con i relativi meccanismi di supervisione. La combinazione dei servizi dichiarati determina inoltre la figura necessaria e, con essa, il capitale iniziale del regime prudenziale IFR/IFD: 75.000 € per EAF e società di gestione di portafogli, 150.000 € per le agencias de valores e 750.000 € per le sociedades de valores.
La coerenza interna: il vero esame
La revisione della CNMV è, in sostanza, un esercizio di confronto. Il piano finanziario deve generare ricavi solo dai servizi che il programma dichiara; i requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti devono dimostrare esperienza in quelle stesse attività; le policy MiFID II devono coprire esattamente i servizi e gli strumenti descritti; e i mezzi tecnici e umani devono essere proporzionati all’operatività prevista. Ogni contraddizione tra documenti si traduce in una richiesta di integrazione, e le serie di richieste sono il punto in cui le domande perdono mesi. Per questo il metodo corretto è redigere prima il programma e costruire poi il resto della domanda a partire da esso.
Né di più né di meno: il perimetro giusto
L’errore più costoso è il programma massimalista: dichiarare servizi che non si presteranno «per avere margine» fa salire la figura, il capitale e i controlli richiesti, senza ricavi che lo giustifichino. Anche l’errore opposto si paga: dichiarare troppo poco obbliga a presentare un ampliamento pochi mesi dopo. La regola pratica è dichiarare il perimetro di cui il business plan ha bisogno in un orizzonte ragionevole, con mezzi reali per sostenerlo. Come questo si traduca in ciascuna figura lo sviluppiamo in come costituire una EAF e nell’autorizzazione di una ESI presso la CNMV.
Anche le modifiche successive vanno presentate
Il programma approvato non è un archivio morto: quando la società vuole aggiungere servizi, strumenti o canali rilevanti, la modifica si presenta alla CNMV prima di cambiare l’operatività. Operare fuori dal programma lascia la società senza copertura per quell’attività, con conseguenze che possono arrivare all’infrazione molto grave se si tratta di un servizio riservato. Una ESI ben gestita verifica periodicamente l’allineamento tra operatività reale e programma approvato, come parte della compliance continuativa che descriviamo negli obblighi di una EAF e nel controllo dei rischi della ESI.
Legge 6/2023
RD 813/2023
CNMV
MiFID II
IFR/IFD
ESI
EAF