Estensione della licenza di un’entità vigilata in Spagna

Aggiungere un servizio, modificare lo statuto o trasferire la sede sociale non richiede sempre un’autorizzazione: a volte basta una comunicazione entro quindici giorni. E c’è un dettaglio che quasi nessuno conosce: qui il silenzio vale come assenso, esattamente il contrario di quanto accade con l’autorizzazione iniziale.

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Modifica statuto banca
2 mesi
Termine di comunicazione
15 giorni
Norma di riferimento
RD 736/2019

Cosa significa estendere una licenza e perché non è una pratica di poco conto

L’autorizzazione non è una chiave universale: è un elenco.

Quando il supervisore concede una licenza, non autorizza l’entità a operare nel suo settore: la autorizza a prestare i servizi specifici indicati nel suo programma di attività. Tutto ciò che resta fuori da questo elenco è fuori dal perimetro, anche se confinante, anche se tecnicamente banale e anche se lo chiede il cliente. Per questo esiste una procedura di estensione a sé stante.

L’errore di partenza più frequente è trattarla come una pratica amministrativa di poco conto. Non lo è, e la norma lo dice con chiarezza nel regime degli establecimientos financieros de crédito (EFC, intermediari finanziari non bancari): l’articolo 16 del Real Decreto 309/2020 prevede che l’EFC che intenda estendere le proprie attività «chiederà una nuova autorizzazione», anche se la pratica segue la via della modifica statutaria. Non è un’appendice alla licenza che hai già: è un’autorizzazione nuova su un perimetro nuovo.

Il secondo errore è l’opposto: chiedere l’autorizzazione per cose che non la richiedono. La norma riserva un elenco tassativo di modifiche che si risolvono con una semplice comunicazione successiva, e farle passare per la via dell’autorizzazione consuma tre mesi di calendario senza necessità. Distinguere bene tra i due regimi è la parte del lavoro che fa risparmiare più tempo.

E il terzo, il più costoso, è non fare nulla: continuare a prestare un servizio nuovo dando per scontato che la licenza «lo copra già». Questa assunzione rientra direttamente nell’ambito della riserva di attività, con conseguenze che vanno ben oltre una procedura di regolarizzazione della tua pratica.

Qui il silenzio si inverte

Nell’autorizzazione iniziale il silenzio ti lascia fuori. Nell’estensione, ti lascia dentro.

Effetto del silenzio: autorizzazione iniziale a confronto con la modifica
ProcedimentoDisposizioneTermineSilenzio
Autorizzazione iniziale di un istituto di pagamentoArt. 1.2 RD 736/20193 mesiSilenzio-rigetto
Autorizzazione iniziale di un IMELArt. 4 Legge 21/20113 mesiSilenzio-rigetto
Autorizzazione iniziale di un EFCArt. 7.2 RD 309/20203 mesi (max. 12)Silenzio-rigetto
Autorizzazione iniziale di una bancaArt. 3.2 RD 84/20156 mesi (max. 12)Silenzio-rigetto
Estensione dei servizi di pagamentoArt. 6.4 RD 736/20193 mesiSilenzio-assenso
Modifica dello statuto (IP)Art. 6.1 RD 736/20193 mesiSilenzio-assenso
Modifica dello statuto (IMEL)Art. 6.1 RD 778/20123 mesiSilenzio-assenso
Modifica dello statuto (banca)Art. 10.1 RD 84/20152 mesiSilenzio-assenso

I regolamenti sulle modifiche usano la formula «decorsi i quali potrà intendersi accolta». Quelli sull’autorizzazione iniziale, «si intenderà respinta per silenzio amministrativo» o «potrà intendersi respinta».

È un’inversione voluta e ha una logica: nell’autorizzazione iniziale il supervisore decide se un’entità nuova entra nel sistema, e lì il silenzio non può giocare a favore del richiedente. Nella modifica, invece, l’entità è già dentro, è già vigilata e il supervisore la conosce già; ciò che si valuta è un cambiamento di portata su qualcosa di esistente, e la norma accetta che il decorso del termine produca un effetto positivo.

Per chi gestisce il progetto, questo cambia del tutto la strategia procedurale. In un’autorizzazione iniziale l’obiettivo è evitare che il termine scada senza una decisione, perché la scadenza significa perdere. In un’estensione, la scadenza del termine è una posizione giuridica utilizzabile. Conviene quindi documentare con precisione il giorno in cui la pratica è risultata completa, perché da lì decorrono i tre mesi — o i due, se sei una banca.

Una precisazione importante: il termine per le banche è di due mesi, non di tre. L’articolo 10.1 del Real Decreto 84/2015 lo fissa espressamente per la modifica statutaria, a fronte dei tre mesi previsti per gli istituti di pagamento e di moneta elettronica. È una di quelle differenze che non compaiono in nessun riassunto e che spiazzano chi trasferisce l’esperienza da un tipo di ente a un altro.

Estendere servizi o attività: tipo di ente per tipo di ente

La via non è la stessa, anche se il risultato è simile.

Regime dell’estensione delle attività
FiguraDisposizioneCosa dice la norma
Istituto di pagamentoArt. 6.4 RD 736/2019«Spetta alla Banca di Spagna, previa relazione del Servizio esecutivo della Commissione per la prevenzione del riciclaggio di denaro e delle infrazioni monetarie, l’autorizzazione all’estensione dei servizi di pagamento per i quali l’istituto è autorizzato.» Si tratta con la procedura dell’articolo 1, in tre mesi, con silenzio-assenso.
Istituto di moneta elettronicaArt. 7 RD 778/2012«Quando un istituto di moneta elettronica intenda estendere le attività per le quali è autorizzato, si seguirà la stessa procedura prevista per la modifica dello statuto.» L’estensione può essere negata se l’istituto non rispetta i requisiti di solvibilità o non dispone di un’organizzazione adeguata alle nuove attività.
Establecimiento financiero de crédito (EFC)Art. 16 RD 309/2020«L’establecimiento financiero de crédito che intenda estendere le proprie attività chiederà una nuova autorizzazione, soggetta alla procedura prevista per la modifica dello statuto sociale all’articolo 15.1.» La trasformazione in ente ibrido segue la via propria dell’articolo 21.
BancaArt. 10 RD 84/2015 e art. 4.2.c) Legge 10/2014La modifica statutaria è autorizzata in due mesi con silenzio-assenso. La legge consente inoltre di stabilire per via regolamentare quali modifiche possano essere sostituite da una comunicazione obbligatoria.

Nei quattro tipi di ente l’estensione segue la via della modifica statutaria, anche se nella sostanza è un’autorizzazione nuova su un perimetro diverso.

Il riferimento espresso al regime della moneta elettronica merita attenzione perché anticipa come si valuta qualsiasi estensione: il supervisore può negarla se l’ente non rispetta i requisiti di solvibilità o se non dispone di un’organizzazione amministrativa, contabile e di procedure di controllo interno adeguate alle nuove attività. In altre parole, l’estensione non si valuta in astratto: si valuta rispetto alla tua organizzazione reale nel momento in cui la chiedi.

Ne deriva una questione di sequenza da pianificare. Se il nuovo servizio richiede un profilo che non hai assunto, un controllo che non hai messo in piedi o un livello di fondi propri che non raggiungi, la domanda di estensione arriverà prima della capacità. La richiesta va presentata quando l’organizzazione sostiene già ciò che si chiede, non quando il business plan dice che lo sosterrà.

Modificare lo statuto sociale

Regola generale: autorizzazione preventiva. Con quattro eccezioni tassative.

La modifica dello statuto sociale di un’entità vigilata è soggetta, di regola, ad autorizzazione preventiva. Per gli istituti di pagamento e di moneta elettronica la concede la Banca di Spagna previa relazione del SEPBLAC — salvo nei casi di riduzione del capitale sociale, espressamente esclusi dalla relazione —, entro tre mesi e con silenzio-assenso. Per le banche il termine scende a due mesi.

La documentazione richiesta dalla norma è breve e molto precisa. L’articolo 6.1 del Real Decreto 736/2019 la elenca: una certificazione dell’atto con cui la modifica è stata deliberata, una relazione giustificativa della proposta, redatta dall’organo di amministrazione e una bozza del nuovo statuto che evidenzi le modifiche introdotte. Gli stessi tre elementi si ripetono testualmente nel regime della moneta elettronica e in quello bancario.

Quest’ultimo requisito viene disatteso di continuo. «Evidenziando le modifiche introdotte» non significa presentare il nuovo statuto: significa presentarlo indicando che cosa è cambiato. Presentare un testo pulito costringe il supervisore a confrontare due documenti riga per riga, e questo attrito si traduce in una richiesta di informazioni che consuma un intero giro di interlocuzione.

Una volta ottenuta l’autorizzazione e, ove necessario, dopo l’iscrizione dell’operazione nel Registro Mercantil (il registro delle imprese spagnolo), nel registro speciale del supervisore vengono iscritti gli aspetti della modifica statutaria o dell’estensione delle attività che lo richiedono. Il percorso non termina con la decisione: termina con l’iscrizione.

Ciò che si deve solo comunicare

Quattro casi tassativi che si risolvono con una comunicazione entro quindici giorni.

Modifiche statutarie esenti da autorizzazione preventiva
CasoCosa richiedeBase normativa
Cambio della sede sociale all’interno del territorio nazionaleSolo comunicazione al supervisoreArt. 6.2.a) RD 736/2019 · art. 10.2.a) RD 84/2015
Aumento del capitale socialeSolo comunicazioneArt. 6.2.b) RD 736/2019 · art. 10.2.b) RD 84/2015
Recepire testualmente norme di legge imperative o proibitive, o dare esecuzione a decisioni giudiziarie o amministrativeSolo comunicazioneArt. 6.2.c) RD 736/2019 · art. 10.2.c) RD 84/2015
Modifiche di scarsa rilevanza, previa consultazione del supervisoreSolo comunicazione, se il supervisore ha risposto che l’autorizzazione non è necessariaArt. 6.2.d) RD 736/2019 · art. 10.2.d) RD 84/2015

Il termine di comunicazione è di quindici giorni dall’adozione della delibera per gli istituti di pagamento, e di quindici giorni lavorativi per gli istituti di moneta elettronica e per le banche.

La quarta eccezione è la più utile e la meno utilizzata. Permette di ridurre qualsiasi modifica a una semplice comunicazione, purché il supervisore, rispondendo a una consultazione preventiva formulata a tal fine, abbia ritenuto superfluo il procedimento di autorizzazione «per la sua scarsa rilevanza». È una via d’uscita pensata proprio per le modifiche tecniche che non alterano nulla di sostanziale e che tuttavia finiscono sul binario dei tre mesi semplicemente perché nessuno ha chiesto.

La contropartita sta nel comma successivo: se quanto comunicato eccede quanto previsto dal regime di eccezione, il supervisore lo segnalerà agli interessati entro trenta giorni, perché rivedano le modifiche o si adeguino al procedimento di autorizzazione. Esiste cioè un potere di riqualificazione. Comunicare qualcosa che andava autorizzato non lo rende comunicabile: ritarda solo il momento in cui lo si scopre e obbliga ad avviare il procedimento corretto con un mese perso.

Esternalizzare funzioni: importanti o non importanti

La qualificazione decide il regime, e la norma definisce il criterio.

L’esternalizzazione ha un regime e una gradazione propri. L’articolo 15 del Real Decreto 736/2019 definisce che cosa sia una funzione operativa importante con un criterio basato sulla finalità: lo è «se un’anomalia o una carenza nella sua esecuzione può incidere in modo sostanziale sulla capacità dell’ente di rispettare in via permanente le condizioni derivanti dalla sua autorizzazione», o i suoi altri obblighi, «o incidere sui risultati finanziari, sulla solidità o sulla continuità dei suoi servizi di pagamento e sulla riservatezza delle informazioni che tratta».

Da questa qualificazione dipende tutto il resto:

  • Funzione importante: comunicazione al supervisore almeno un mese prima dell’adozione della misura o dell’efficacia dell’esternalizzazione. Ed entro lo stesso termine di un mese dal ricevimento della comunicazione completa, il supervisore «potrà, con provvedimento motivato, stabilire limitazioni od opporsi all’esternalizzazione».
  • Funzione non importante: comunicazione entro un mese da quando l’esternalizzazione diventa efficace. Cioè, successiva.

La norma aggiunge inoltre due limiti sostanziali da tenere presenti quando si negozia il contratto con il fornitore: l’esternalizzazione non potrà comportare «uno svuotamento completo di contenuto dell’attività generale dell’ente» né pregiudicare i poteri di vigilanza. E il termine esternalizzazione comprende sia la delega iniziale sia le successive subdeleghe che il fornitore possa effettuare: l’intera catena rientra nel perimetro, non solo il primo anello. Se stai esaminando questo ambito, conviene incrociarlo con l’esternalizzazione delle funzioni critiche.

Cosa succede se operi al di fuori di quanto autorizzato

Due conseguenze, e la seconda non la vedi arrivare.

La prima conseguenza è quella evidente: stai prestando un servizio riservato senza il titolo abilitante. L’articolo 5.3 del Real Decreto-ley 19/2018 è tassativo — «Si vieta di prestare uno qualsiasi dei servizi di pagamento elencati nell’articolo 1 a qualsiasi persona fisica o giuridica che non sia prestatore di servizi di pagamento né sia esplicitamente esclusa dall’ambito di applicazione del presente real decreto-ley» —, e avere la licenza per alcuni servizi non ti rende prestatore abilitato per altri.

La seconda è meno ovvia e riguarda la crescita internazionale. Il perimetro della tua autorizzazione è anche il perimetro del tuo passaporto europeo: l’autorizzazione «consentirà di prestare i servizi di pagamento coperti dall’autorizzazione» in tutta l’Unione. E quando chiedi di aprire una succursale, la discrepanza diventa una causa autonoma di diniego. È scritto in due norme diverse con le stesse parole: il supervisore può negare «quando nel programma di attività sia prevista la prestazione di servizi di pagamento non autorizzati all’ente» — articolo 10.3 del Real Decreto 736/2019 — e, per gli enti creditizi, «quando nel programma di attività presentato siano previste attività non autorizzate all’ente» — articolo 14.1 del Real Decreto 84/2015 —.

La lettura strategica è semplice: se il tuo piano a due anni prevede un servizio nuovo e l’espansione in un altro Stato membro, l’estensione viene prima. Notificare un passaporto con un programma che eccede la tua autorizzazione non solo non funziona: ti mette sul radar del supervisore per un motivo che potevi evitare.

Prima qualificare, poi presentare la pratica

Metà del valore di questo lavoro sta nel decidere bene per quale via passa ciascuna modifica. L’altra metà, nel non rompere la coerenza della pratica originaria.

01 · Qualificare

Autorizzazione, comunicazione o consultazione

«Tre regimi diversi con termini diversi. Far passare per la via lunga qualcosa che ammetteva la comunicazione costa tre mesi; fare il contrario costa una riqualificazione.»

02 · Capacità

Che l’organizzazione lo sostenga già

«L’estensione si valuta rispetto alla tua organizzazione reale, non rispetto al tuo piano. Se il controllo non è in piedi, la domanda arriva troppo presto.»

03 · Coerenza

Senza rompere la pratica originaria

«Estendere obbliga a rifare il programma di attività e a far quadrare con esso il resto della pratica. È lì che emergono le contraddizioni.»

04 · Termine

E dimostrare quando la pratica è risultata completa

«Qui il silenzio vale come assenso. Il giorno in cui la pratica è risultata completa smette di essere un dettaglio amministrativo e diventa una posizione giuridica.»

Dove fallisce un’estensione

Cinque errori, e nessuno ha a che fare con il merito dell’attività.

Qualificare male la modifica. Trattare come autorizzazione ciò che ammetteva una comunicazione costa tre mesi di calendario. Comunicare ciò che richiedeva un’autorizzazione provoca l’avviso del supervisore entro trenta giorni e obbliga a riavviare il procedimento dall’inizio.

Chiedere prima di essere pronti. L’estensione viene negata se l’ente non rispetta i requisiti di solvibilità o non dispone di un’organizzazione adeguata alle nuove attività. Si valuta ciò che hai, non ciò che prevedi di avere.

Presentare uno statuto pulito. La norma richiede una bozza del nuovo statuto «che evidenzi le modifiche introdotte». Un testo senza evidenziazioni genera una richiesta di informazioni.

Non aggiornare il programma di attività. Il programma delimita il perimetro. Se si estende il servizio e non si rifà il documento, la pratica resta internamente contraddittoria.

E dimenticare il passaporto. Un servizio nuovo non viaggia da solo verso gli Stati membri ospitanti: la modifica va notificata, con almeno un mese di anticipo.

Termini che governano un’estensione
OperazioneRegimeTermineSilenzio
Estendere i servizi di pagamentoAutorizzazione preventiva3 mesiSilenzio-assenso
Modificare lo statuto (IP e IMEL)Autorizzazione preventiva3 mesiSilenzio-assenso
Modificare lo statuto (banca)Autorizzazione preventiva2 mesiSilenzio-assenso
Cambio di sede sociale in SpagnaSolo comunicazione15 giorni dalla delibera—
Aumento di capitaleSolo comunicazione15 giorni dalla delibera—
Riqualificazione da parte del supervisoreAvviso30 giorni—
Esternalizzazione importanteComunicazione preventivaPreavviso di 1 meseOpposizione entro 1 mese
Esternalizzazione non importanteComunicazione successiva1 mese dall’efficacia—
Modifica dei dati del passaportoNotifica preventiva1 mese di anticipo—

Ciò che vuoi fare richiede un’autorizzazione o basta comunicarlo?

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Domande frequenti sull’estensione della licenza

Che cosa significa estendere la licenza di un’entità vigilata?
Significa ottenere l’autorizzazione a prestare servizi o a svolgere attività che non erano incluse nell’autorizzazione originaria. La licenza abilita ai servizi specifici indicati nel programma di attività, quindi qualsiasi servizio nuovo resta fuori dal perimetro finché la licenza non viene estesa.
L’estensione è una pratica di poco conto?
No. L’articolo 16 del Real Decreto 309/2020 lo dice espressamente per gli establecimientos financieros de crédito: chi intende estendere le proprie attività «chiederà una nuova autorizzazione», anche se la pratica segue il procedimento di modifica statutaria. Nella sostanza è una nuova autorizzazione su un perimetro diverso.
Quanto tempo ci vuole e cosa succede se non rispondono?
Tre mesi per gli istituti di pagamento e di moneta elettronica; due mesi per le banche, per la modifica statutaria. E qui sta la differenza importante: il silenzio vale come assenso. I regolamenti usano la formula «decorsi i quali potrà intendersi accolta», al contrario dell’autorizzazione iniziale, dove il silenzio equivale a un rigetto.
Quali modifiche non richiedono un’autorizzazione preventiva?
Quattro casi tassativi, che vanno solo comunicati: il cambio della sede sociale all’interno del territorio nazionale, l’aumento del capitale sociale, il recepimento testuale nello statuto di norme di legge o regolamentari imperative o proibitive oppure l’esecuzione di decisioni giudiziarie o amministrative, e le modifiche di scarsa rilevanza per le quali il supervisore, rispondendo a una consultazione preventiva, abbia ritenuto non necessaria l’autorizzazione.
Entro quanto tempo vanno comunicate?
Entro quindici giorni dall’adozione della relativa delibera per gli istituti di pagamento, ed entro quindici giorni lavorativi per gli istituti di moneta elettronica e per le banche.
Posso chiedere prima se la mia modifica è di scarsa rilevanza?
Sì, ed è la via meno sfruttata del regime. La norma permette di ridurre una modifica a semplice comunicazione quando il supervisore, rispondendo a una consultazione preventiva formulata a tal fine dall’ente, abbia ritenuto superfluo il procedimento di autorizzazione per la sua scarsa rilevanza.
Cosa succede se comunico qualcosa che andava autorizzato?
Il supervisore lo segnalerà agli interessati entro trenta giorni, perché rivedano le modifiche o si adeguino al procedimento di autorizzazione. È un potere di riqualificazione: comunicare non rende comunicabile ciò che non lo era, ritarda solo il momento in cui viene individuato.
Quale documentazione richiede la modifica statutaria?
Tre documenti: una certificazione dell’atto con cui la modifica è stata deliberata, una relazione giustificativa della proposta redatta dall’organo di amministrazione e una bozza del nuovo statuto che evidenzi le modifiche introdotte. Quest’ultimo requisito significa evidenziare i cambiamenti, non presentare un testo pulito.
Per quali motivi possono negarmi un’estensione?
Lo esplicita il regime della moneta elettronica: l’estensione può essere negata se l’ente non rispetta i requisiti di solvibilità o se non dispone di un’organizzazione amministrativa, contabile e di procedure di controllo interno adeguate alle nuove attività. La valutazione si fa sull’organizzazione reale al momento della domanda.
Devo aggiornare il programma di attività?
Sì. Il programma di attività delimita il perimetro dell’autorizzazione, quindi estenderlo obbliga a rifarlo e a mantenere coerente con la nuova versione il resto della pratica — business plan, organizzazione, controllo interno.
Come incide l’estensione sul mio passaporto europeo?
Il passaporto copre i servizi coperti dall’autorizzazione, quindi un servizio nuovo non può essere prestato all’estero finché non si estende la licenza e non si notifica la modifica agli Stati membri ospitanti, con almeno un mese di anticipo. Inoltre, se il programma di attività presentato per aprire una succursale prevede servizi non autorizzati, questa discrepanza è una causa autonoma di diniego.
E se esternalizzo una funzione nuova?
Dipende se è una funzione operativa importante. Se lo è, va comunicata al supervisore con almeno un mese di anticipo, ed entro lo stesso termine il supervisore può stabilire limitazioni od opporsi con provvedimento motivato. Se non lo è, basta comunicarla entro un mese da quando diventa efficace.
Che cosa si considera funzione operativa importante?
Quella la cui anomalia o carenza nell’esecuzione possa incidere in modo sostanziale sulla capacità dell’ente di rispettare in via permanente le condizioni derivanti dalla sua autorizzazione o i suoi altri obblighi, oppure incidere sui risultati finanziari, sulla solidità o sulla continuità dei suoi servizi e sulla riservatezza delle informazioni che tratta.
Il procedimento termina con la decisione?
No, termina con l’iscrizione. Ottenuta l’autorizzazione e, ove necessario, dopo l’iscrizione dell’operazione nel Registro Mercantil, nel registro speciale del supervisore vengono iscritti gli aspetti della modifica statutaria o dell’estensione delle attività che lo richiedono.

Come gestire un’estensione senza perdere tempo

Dieci passi, a partire da quello che decide tutti gli altri.

Qualificare

Prima, per quale via passa

Autorizzazione preventiva, semplice comunicazione entro quindici giorni o consultazione preventiva di scarsa rilevanza. Tre regimi con conseguenze molto diverse.

Capacità

Poi, se puoi già sostenerlo

Solvibilità e organizzazione adeguata alle nuove attività. Si valuta ciò che hai, non ciò che prevedi.

Coerenza

E rifare il programma di attività

È il documento che delimita il perimetro. Se non viene aggiornato, la pratica si contraddice.

Checklist dell’estensione

  1. Identificare esattamente quale servizio o attività si vuole aggiungere, in categorie giuridiche.
  2. Qualificare la modifica: autorizzazione preventiva, comunicazione entro quindici giorni o consultazione di scarsa rilevanza.
  3. Verificare che la solvibilità e l’organizzazione sostengano già le nuove attività.
  4. Aggiornare il programma di attività e verificare la coerenza dell’intera pratica.
  5. Preparare la certificazione della delibera e la relazione giustificativa dell’organo di amministrazione.
  6. Redigere la bozza del nuovo statuto evidenziando le modifiche introdotte.
  7. Presentare la domanda e documentare la data in cui la pratica è risultata completa.
  8. Pianificare l’impatto sul passaporto europeo e la notifica agli Stati membri ospitanti.
  9. Verificare se l’estensione comporta nuove esternalizzazioni e come qualificarle.
  10. Chiudere il percorso con l’iscrizione nel Registro Mercantil e nel registro speciale.

Il passo sette sembra burocratico e non lo è: poiché qui il silenzio vale come assenso, la data in cui la pratica è risultata completa determina quando puoi farlo valere.

Nella pratica

L’estensione vista da dentro

Cinque decisioni da prendere prima di presentare qualsiasi cosa.

Si valuta ciò che hai oggiSolvibilità

Si valuta ciò che hai oggi

L’estensione può essere negata per mancanza di solvibilità o per un’organizzazione non adeguata alle nuove attività. Non si valuta il piano.

Il programma si rifàPerimetro

Il programma si rifà

Estendere il servizio senza aggiornare il documento che delimita il perimetro lascia la pratica in contraddizione con se stessa.

Qui gioca a tuo favoreSilenzio

Qui gioca a tuo favore

L’inversione rispetto all’autorizzazione iniziale cambia la strategia procedurale.

Autorizzazione iniziale

Silenzio-RIGETTO. L’obiettivo è che decidano entro il termine.

Estensione e modifica

Silenzio-ASSENSO: «potrà intendersi accolta». La scadenza è una posizione utilizzabile.

La data chiave

Il termine decorre da quando la pratica è completa. Documentare quel giorno non è più un dettaglio.

Il nuovo servizio non viaggia da soloPassaporto

Il nuovo servizio non viaggia da solo

La modifica va notificata agli Stati membri ospitanti con almeno un mese di anticipo.

Controlli

Cosa ci si aspetta in un’estensione e come si dimostra

Controllo
Cosa ci si aspetta
Evidenza

Qualificazione della modifica

Analisi documentata di se occorra un’autorizzazione, una comunicazione o una consultazione preventiva.

Nota giuridica di qualificazione e, se del caso, consultazione rivolta al supervisore.

Delibera societaria

Delibera validamente adottata dall’organo competente.

Certificazione dell’atto con cui è stata deliberata.

Motivazione

Relazione dell’organo di amministrazione che illustra la proposta.

Relazione giustificativa firmata.

Statuto con modifiche evidenziate

Bozza del nuovo statuto che evidenzia le modifiche introdotte.

Testo di confronto con le modifiche segnalate.

Solvibilità

Fondi propri sufficienti per il perimetro esteso.

Bilanci e calcolo dei requisiti.

Organizzazione

Mezzi amministrativi, contabili e di controllo adeguati alle nuove attività.

Organigramma aggiornato, contratti e descrizioni delle funzioni.

Programma di attività

Documento aggiornato e coerente con il resto della pratica.

Nuova versione del programma e confronto con il business plan.

Iscrizione

Chiusura del percorso registrale dopo la decisione.

Iscrizione nel Registro Mercantil e nel registro speciale.

Il punto cieco più frequente

Trattare l’estensione come una questione di scartoffie e scoprire, a domanda già presentata, che l’organizzazione non è in grado di sostenere il nuovo servizio. La valutazione non è formale: il supervisore confronta ciò che chiedi con i mezzi di cui disponi in quel momento, e il diniego per organizzazione inadeguata è espressamente previsto.

  • Modifica trattata per la via sbagliata
  • Domanda presentata prima di aver messo in piedi la capacità
  • Statuto presentato senza evidenziare le modifiche
  • Programma di attività non aggiornato
  • Impatto sul passaporto non pianificato
  • Nuove esternalizzazioni non qualificate
Glossario operativo

Concetti della modifica di una licenza

Termini che compaiono nei regolamenti e che decidono la via da seguire.

EstensioneProcedimento

Estensione delle attività

Domanda di autorizzazione per prestare servizi non inclusi nell’autorizzazione originaria. Per gli EFC, la norma la qualifica come «nuova autorizzazione».

Art. 6.4 RD 736/2019 · art. 16 RD 309/2020.
AssensoSilenzio

Silenzio-assenso

Nella modifica e nell’estensione, decorso il termine senza una decisione, la domanda «potrà intendersi accolta». Al contrario dell’autorizzazione iniziale.

Art. 6.1 e 6.4 RD 736/2019.
15 giorniComunicazione

Modifica esente

Quattro casi tassativi che vanno solo comunicati: sede sociale sul territorio nazionale, aumento di capitale, norme imperative e scarsa rilevanza.

Art. 6.2 RD 736/2019.
ConsultazioneVia

Consultazione preventiva di scarsa rilevanza

Permette di ridurre una modifica a semplice comunicazione se il supervisore risponde che l’autorizzazione non è necessaria.

Art. 6.2.d) RD 736/2019.
30 giorniControllo

Riqualificazione

Se quanto comunicato eccede il regime di eccezione, il supervisore lo segnala per riportarlo al procedimento di autorizzazione.

Art. 6.3 RD 736/2019.
ImportanteEsternalizzazione

Funzione operativa importante

Quella la cui carenza può incidere in modo sostanziale sulla capacità di rispettare le condizioni dell’autorizzazione o sulla continuità del servizio.

Art. 15.1 RD 736/2019.
RegistroChiusura

Registro speciale

Dopo la decisione e, ove necessario, l’iscrizione nel Registro Mercantil, si iscrivono gli aspetti della modifica o dell’estensione che lo richiedono.

Art. 6.5 RD 736/2019.
IbridaEccezione

Trasformazione in ente ibrido

L’EFC che si trasforma in istituto di pagamento o di moneta elettronica ibrido segue una via propria, diversa da quella dell’estensione ordinaria.

Art. 21 RD 309/2020.
PerimetroPortata

Perimetro dell’autorizzazione

L’insieme dei servizi coperti dalla licenza. Determina anche la portata del passaporto europeo.

COMPLIANCE CONTROL CENTER · MODIFICHE

Matrice decisionale: autorizzazione o comunicazione?

Incrocia ciò che vuoi fare con il tuo tipo di ente. La casella indica la via e il termine applicabili.

Matrice delle vie per operazione

Verde: solo comunicazione. Rosso: autorizzazione preventiva.

Operazione \\ Tipo di ente
Istituto di pagamento
IMEL
Banca
Estendere i servizi
Autorizzazione3 mesi, silenzio-assenso
Autorizzazione3 mesi, silenzio-assenso
Autorizzazione2 mesi, silenzio-assenso
Modificare lo statuto
Autorizzazione3 mesi
Autorizzazione3 mesi
Autorizzazione2 mesi
Sede sociale in Spagna
Comunicazione15 giorni
Comunicazione15 giorni
Comunicazione15 giorni lavorativi
Aumento di capitale
Comunicazione15 giorni
Comunicazione15 giorni
Comunicazione15 giorni lavorativi
Esternalizzazione importante
Preavviso1 mese + opposizione
Preavviso1 mese + opposizione
Preavvisoregime proprio

Sei errori che costano mesi

Si evitano tutti con un’analisi di mezza giornata.

Dare per scontato che tutto richieda un’autorizzazione

Quattro casi tassativi si risolvono con una comunicazione entro quindici giorni. Trattarli come autorizzazioni regala tre mesi di calendario senza alcuna contropartita.

Dare per scontato che nulla la richieda

Se quanto comunicato eccede il regime di eccezione, il supervisore lo segnala entro trenta giorni e il procedimento va riavviato dall’inizio, con il tempo ormai perso.

Non usare la consultazione preventiva

La via dell’articolo 6.2.d) permette di ridurre una modifica a semplice comunicazione se il supervisore la ritiene di scarsa rilevanza. È lo strumento meno sfruttato del regime.

Presentare lo statuto senza evidenziare le modifiche

La norma richiede una bozza «che evidenzi le modifiche introdotte». Presentare un testo pulito costringe il supervisore a confrontare e genera una richiesta di informazioni.

Chiedere prima di avere la capacità

L’estensione viene negata se l’organizzazione non è adeguata alle nuove attività. L’ordine corretto è prima costruire, poi chiedere.

Ignorare l’effetto sul passaporto

Il passaporto copre ciò che è coperto dall’autorizzazione. Un programma che preveda servizi non autorizzati è una causa autonoma di diniego all’apertura di una succursale.

Da dove proviene ogni dato di questa pagina

Testo regolamentare pubblicato nel BOE. Colleghiamo la fonte perché tu possa verificarlo.

  • Pubblicazione iniziale. Regime di modifica ed estensione trascritto dai regolamenti pubblicati nel BOE per i quattro tipi di ente, con il confronto sull’effetto del silenzio rispetto all’autorizzazione iniziale.

  • Revisione prevista: incidenza della nuova legge sui contratti di credito ai consumatori sul regime degli establecimientos financieros de crédito.

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Raccontaci quale licenza hai e cosa vuoi aggiungere o modificare. Con questo possiamo dirti, in una prima lettura, se serve un’autorizzazione, una comunicazione o una consultazione preventiva.

Modifica ed estensione di un’autorizzazione già concessa

La licenza è un elenco, non una chiave

L’autorizzazione abilita a prestare i servizi specifici indicati nel programma di attività. Questa delimitazione ha due conseguenze che attraversano tutta la vita dell’ente: qualsiasi servizio nuovo richiede l’estensione della licenza, e il passaporto europeo copre solo ciò che è coperto dall’autorizzazione. Per questo l’estensione non è una pratica formale: l’articolo 16 del Real Decreto 309/2020 la qualifica, per gli EFC, come una «nuova autorizzazione».

Tre vie nello stesso articolo

Il regime distingue tre vie con termini molto diversi. L’autorizzazione preventiva è la regola generale per modificare lo statuto e per estendere le attività. La semplice comunicazione copre quattro casi tassativi — cambio di sede sociale in Spagna, aumento di capitale, recepimento testuale di norme imperative e modifiche di scarsa rilevanza — con un termine di quindici giorni dalla delibera. E la consultazione preventiva dell’articolo 6.2.d) permette di ridurre una modifica a semplice comunicazione se il supervisore ritiene non necessaria l’autorizzazione. Scegliere male la via costa tre mesi in una direzione o una riqualificazione entro trenta giorni nell’altra.

L’inversione del silenzio

È il dato che sorprende più spesso e che ha più conseguenze. Nell’autorizzazione iniziale il silenzio è di rigetto per tutti e quattro i tipi di ente. Nella modifica e nell’estensione è di assenso: i regolamenti usano la formula «decorsi i quali potrà intendersi accolta». La logica è chiara — l’ente è già dentro il sistema ed è già vigilato —, ma la conseguenza pratica è che la data in cui la pratica è risultata completa smette di essere un dettaglio amministrativo e diventa una posizione giuridica. E il termine per le banche è di due mesi, non di tre.

Che cosa si valuta davvero

Non l’ambizione del progetto, ma la capacità attuale. Il regime della moneta elettronica lo esplicita: l’estensione può essere negata se l’ente non rispetta i requisiti di solvibilità o se non dispone di un’organizzazione amministrativa, contabile e di procedure di controllo interno adeguate alle nuove attività. Da qui l’ordine corretto di qualsiasi progetto di estensione: prima si costruisce la capacità, poi si presenta la domanda. E si rifà sempre il programma di attività, il documento che delimita il perimetro.

L’effetto all’estero

Un servizio nuovo non viaggia da solo. Il perimetro dell’autorizzazione è quello del passaporto europeo, e qualsiasi modifica dei dati notificati richiede un preavviso di almeno un mese agli Stati membri ospitanti. Di più: la discrepanza tra programma e autorizzazione è una causa autonoma di diniego all’apertura di una succursale, in termini quasi identici in due regolamenti diversi. Se il piano prevede insieme un servizio nuovo e un’espansione europea, l’estensione viene prima. E se il servizio è già prestato senza estensione, il terreno è quello della riserva di attività.

Estensione della licenzaModifica statutariaSilenzio-assensoRD 736/2019RD 778/2012RD 309/2020RD 84/201515 giorni30 giorniEsternalizzazioneBanca di Spagna