Istituti di pagamento
Tutti i fondi ricevuti dagli utenti (o tramite un altro PSP) per eseguire operazioni di pagamento devono essere tutelati finché sono in tuo possesso. Vale anche per gli operatori di rimesse, anche se i fondi sono in transito.
L’obbligo centrale di ogni istituto di pagamento e IMEL: progettiamo il tuo sistema di tutela dei fondi in base all’art. 21 del Real Decreto-ley 19/2018 — metodo, conti designati, riconciliazioni ed evidenze — perché regga alla verifica della Banca di Spagna.
Diagnosi della tua tutela dei fondi
Ti diciamo entro 24 ore se il tuo circuito dei fondi e il tuo metodo di tutela rispondono a ciò che richiede l’autorità di vigilanza.
Risposta rapida
La tutela dei fondi (safeguarding) è l’obbligo degli istituti di pagamento e di moneta elettronica di proteggere il denaro dei propri clienti da una possibile insolvenza (art. 21 del Real Decreto-ley 19/2018). Esistono due metodi: segregare i fondi — e, se alla fine del giorno lavorativo successivo sono ancora in possesso dell’istituto, depositarli su un conto separato presso un ente creditizio o investirli in attività sicure e liquide — oppure coprirli con una polizza assicurativa o una garanzia comparabile di un soggetto esterno al gruppo. La Banca di Spagna la verifica al momento dell’autorizzazione e per tutta la vita dell’istituto.
La tutela dei fondi non è un allegato della domanda di autorizzazione: è la condizione perché ti autorizzino e perché le banche lavorino con te. Si applica a tutte le figure che ricevono fondi dagli utenti.
Tutti i fondi ricevuti dagli utenti (o tramite un altro PSP) per eseguire operazioni di pagamento devono essere tutelati finché sono in tuo possesso. Vale anche per gli operatori di rimesse, anche se i fondi sono in transito.
I fondi ricevuti in cambio di moneta elettronica emessa sono tutelati fin dal momento in cui vengono ricevuti (Legge 21/2011). Wallet e carte prepagate si reggono su questo obbligo.
Il regime semplificato riduce capitale e requisiti, ma non la tutela dei fondi: il denaro del cliente è protetto allo stesso modo.
Se svolgi anche un’altra attività (un istituto di pagamento ibrido), la separazione contabile e operativa dei fondi di pagamento è ancora più critica — ed è la prima cosa che guarda l’autorità di vigilanza.
La norma consente di scegliere il metodo — o di combinarli. La scelta condiziona i tuoi contratti bancari, la tua operatività quotidiana e il tuo costo ricorrente.
| Caratteristica | Metodo 1 · Segregazione e deposito | Metodo 2 · Assicurazione o garanzia |
|---|---|---|
| In cosa consiste | Non mescolare mai i fondi degli utenti con altri fondi e, se alla fine del giorno lavorativo successivo alla ricezione sono ancora in tuo possesso, depositarli su un conto separato presso un ente creditizio o investirli in attività sicure, liquide e a basso rischio. | Coprire l’importo dei fondi con una polizza assicurativa o una garanzia comparabile di un’impresa di assicurazione o di un ente creditizio esterno al tuo gruppo, pagabile in caso di insolvenza. |
| Protezione in caso di insolvenza | I fondi restano fuori dalla massa concorsuale: sono protetti dagli altri creditori dell’istituto. | L’assicurazione o la garanzia risponde per l’importo equivalente se l’istituto non è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni. |
| Operatività quotidiana | Conto designato di tutela dei fondi, riconciliazioni frequenti, controllo del «giorno lavorativo successivo» e tracciabilità di ogni flusso. | Calcolo continuo dell’importo coperto e adeguamento della copertura al volume effettivo dei fondi. |
| Difficoltà pratica | Ottenere che una banca ti apra il conto di tutela dei fondi: è il vero collo di bottiglia di molte domande di autorizzazione. | Trovare un assicuratore disponibile e sostenere il costo ricorrente del premio; meno comune in Spagna. |
| Quando conviene | Modello standard: la prassi generale del mercato spagnolo e quella che l’autorità di vigilanza conosce meglio. | Volumi molto variabili o difficoltà temporanea di accesso al sistema bancario; anche come rinforzo del metodo 1. |
Ai sensi dell’art. 21 del Real Decreto-ley 19/2018 e del suo sviluppo nel Real Decreto 736/2019. Per la moneta elettronica, la Legge 21/2011 rinvia a questi stessi requisiti di tutela dei fondi.
La Banca di Spagna non si accontenta del documento: chiede evidenze che il circuito funzioni ogni giorno. Questi sono i punti che verificherà.
Conto separato presso un ente creditizio, identificato come tale, senza fondi propri mescolati né usi estranei ai pagamenti.
Un controllo che garantisca che nessun fondo del cliente resti fuori dalla tutela oltre il termine dell’art. 21.
Quadratura frequente (idealmente giornaliera) tra saldi dei clienti, conto di tutela dei fondi e registri interni, con evidenza archiviata.
Mappa documentata del flusso dei fondi: da dove entrano, dove vengono depositati, quando escono e chi li controlla.
Se investi invece di depositare: solo attività sicure, liquide e a basso rischio, con policy approvata e limiti definiti.
Procedura per squadrature, ritardi e indisponibilità della banca che ospita il conto di tutela dei fondi, con escalation e registrazione.
Per gli istituti ibridi e i gruppi, una contabilità che isoli i fondi di pagamento da qualsiasi altra linea di business.
Informativa periodica alla Banca di Spagna e verifica della tutela dei fondi nell’audit annuale dell’istituto.
La domanda di autorizzazione viene redatta senza un contratto bancario firmato. È la causa n. 1 di blocco: senza un conto designato non c’è tutela dei fondi che valga.
Sono obblighi diversi: il capitale risponde della tua solvibilità; la tutela dei fondi protegge il denaro del cliente. Mescolarli nella domanda di autorizzazione toglie credibilità.
Senza una riconciliazione frequente e documentata, qualsiasi squadratura emerge tardi — e davanti all’autorità di vigilanza una squadratura non rilevata è un rilievo grave.
L’obbligo non termina con la licenza: crescere in volumi, aggiungere servizi o cambiare banca richiede di ricalibrare il sistema e di comunicarlo.
Contesto 2026: la proposta di PSD3/PSR — ancora in fase di iter legislativo — prevede di rafforzare la tutela dei fondi (diversificazione delle banche depositarie, più informazioni al cliente). Progettare oggi secondo quello standard ti evita l’adeguamento di domani.
È l’obbligo legale degli istituti di pagamento e di moneta elettronica di proteggere i fondi dei propri clienti da una possibile insolvenza dell’istituto, mantenendoli separati e depositati presso un ente creditizio, investiti in attività sicure o coperti da un’assicurazione o da una garanzia (art. 21 Real Decreto-ley 19/2018).
Un conto separato e designato presso un ente creditizio in cui vengono depositati i fondi degli utenti. Non può essere mescolato con i fondi propri dell’istituto e i saldi sono protetti dagli altri creditori in caso di procedura concorsuale.
Se alla fine del giorno lavorativo successivo alla ricezione i fondi sono ancora in tuo possesso, senza essere stati consegnati al beneficiario o trasferiti a un altro prestatore, devono già trovarsi sul conto separato o essere investiti in attività sicure, liquide e a basso rischio.
Sì: il secondo metodo consente di coprire i fondi con una polizza assicurativa o una garanzia comparabile di un’impresa di assicurazione o di un ente creditizio che non appartenga al tuo gruppo, per un importo equivalente a quello che sarebbe segregato. Nella prassi spagnola è minoritario, ma è utile come alternativa o come rinforzo.
Sì. Anche se nell’invio di denaro i fondi sono in transito e non si apre un conto di pagamento, finché l’istituto li detiene devono essere protetti con gli stessi metodi. Il circuito di un operatore di rimesse è progettato proprio intorno a quella finestra temporale.
È uno degli obblighi la cui violazione è considerata più grave: può comportare misure di vigilanza immediate, sanzioni e, nei casi estremi, la revoca dell’autorizzazione — oltre al danno reputazionale con le tue banche e i tuoi partner.
La proposta di PSD3/PSR (in iter legislativo a luglio 2026) mantiene la tutela dei fondi come elemento centrale e prevede di rafforzarla: più dettaglio sui conti designati, diversificazione degli enti depositari e informazioni al cliente. Non è ancora applicabile, ma conviene progettare il sistema con questa prospettiva.
Raccontaci il tuo progetto e ti spieghiamo come progettare (o correggere) la tutela dei fondi del tuo istituto in modo che sia difendibile davanti alla Banca di Spagna.
L’obbligo di tutela dei fondi ricevuti dagli utenti di servizi di pagamento: metodi, termini e protezione in caso di insolvenza.
Vedi sul BOE BOE — Gazzetta ufficiale dello Stato spagnoloSviluppo regolamentare dei servizi di pagamento: requisiti dei conti separati e regime applicabile agli istituti.
Vedi sul BOE Banca di SpagnaRegistro ufficiale degli istituti di pagamento e di moneta elettronica autorizzati, vigilati in materia di tutela dei fondi.
Consulta il registroLa tutela dei fondi è il meccanismo con cui il legislatore protegge il denaro degli utenti di servizi di pagamento: qualunque cosa accada all’istituto, i fondi dei clienti non rispondono dei suoi debiti. Per questo la Banca di Spagna la esamina con la lente d’ingrandimento nell’autorizzazione di un istituto di pagamento o di un IMEL (in spagnolo EDE) e la vigila per tutta la vita dell’istituto.
Una policy di tutela dei fondi ben redatta non basta: l’autorità di vigilanza chiede contratti bancari firmati, conti designati operativi, riconciliazioni documentate e un circuito dei fondi tracciabile. La maggiore difficoltà pratica è di solito aprire il conto di tutela dei fondi — le banche applicano la propria propensione al rischio — e per questo conviene lavorarci fin dalla fase di inquadramento, non alla fine della domanda di autorizzazione.
Progettiamo il metodo di tutela dei fondi adatto al tuo modello, redigiamo la policy e la procedura di riconciliazione, ti accompagniamo nella negoziazione con gli enti depositari e difendiamo il sistema davanti alle richieste di informazioni dell’autorità di vigilanza — sia in fase di autorizzazione sia nel successivo compliance continuo.