Chi blocca e perché
Verifichiamo se il blocco è nella banca dell’acquirente, in quella del venditore o in un bonifico dall’estero, e quali informazioni mancano.
A pochi giorni dalla firma, la banca non emette l’assegno, trattiene il bonifico del prezzo o blocca il denaro che hai appena incassato con la vendita. Quasi sempre il motivo è lo stesso: deve conoscere l’origine dei fondi e, se non riesce a verificarla, la Legge 10/2010 le impedisce di eseguire l’operazione (art. 7.3). Prepariamo la giustificazione perché la compravendita non salti.
La banca ha bloccato la tua compravendita? Ti diciamo cosa fare
Raccontaci se acquisti o vendi, la data della firma e cosa ti ha detto la banca, e ti orientiamo.
In una compravendita il blocco ha una scadenza: quella della firma. Per questo lavoriamo in parallelo con la banca e con lo studio notarile.
Verifichiamo se il blocco è nella banca dell’acquirente, in quella del venditore o in un bonifico dall’estero, e quali informazioni mancano.
Raccogliamo la prova dell’origine dei fondi: risparmi, vendita di un altro immobile, eredità, prestito o denaro dall’estero.
Documentiamo il percorso del denaro fino all’assegno o al bonifico che verrà consegnato alla firma.
Ordiniamo la documentazione con una spiegazione chiara della compravendita, pensata per l’ufficio antiriciclaggio della banca.
Prepariamo ciò che il notaio chiederà: identificazione dei mezzi di pagamento e, se c’è stato denaro contante portato dall’estero, la relativa dichiarazione.
Se la banca chiede altre informazioni o non risponde, prepariamo la risposta e, se serve, il reclamo.
Il blocco può comparire prima, durante o dopo la firma.
Prima di pagare un importo simile, la banca vuole sapere da dove arrivano i fondi sul tuo conto.
Un bonifico internazionale per l’acquisto può restare fermo in una banca finché non se ne giustifica l’origine.
Se l’accredito non è coerente con il tuo profilo, la banca può chiederti l’atto e la spiegazione dell’operazione.
Il notaio è soggetto obbligato ai sensi della Legge 10/2010 e può chiedere i dati che gli servono prima di autorizzare l’atto.
Dati della Legge 10/2010, della Legge sul Notariato, della Legge Ipotecaria e della Legge 7/2012.
Se non può applicare l’adeguata verifica della clientela, la banca non esegue l’operazione, senza alcuna responsabilità per sé salvo arricchimento senza causa.
L’atto di compravendita indica quanto è stato pagato, quando e come: bonifico, assegno o contanti.
Se le parti rifiutano di identificare i mezzi di pagamento, l’atto non viene registrato nel Registro.
Il notaio può rifiutarsi di autorizzare l’atto per giusta causa e raccoglie dal cliente i dati che gli servono.
Limite ai pagamenti in contanti quando una delle parti è un imprenditore o un professionista; 10.000 euro per i privati senza domicilio fiscale in Spagna.
La banca non può dirti se ha segnalato la tua operazione al SEPBLAC o se la sta esaminando.
Esaminiamo il tuo caso e ti diciamo quali documenti mancano e come presentarli in tempo.
Perché la Legge 10/2010 la obbliga a conoscere l’origine dei fondi dei suoi clienti e a esaminare le operazioni che non sono coerenti con ciò che sa di loro (art. 6). Una compravendita di solito movimenta l’importo più alto della vita di una persona, e questo attiva il controllo. Se la banca non può completare l’adeguata verifica della clientela, non esegue l’operazione (art. 7.3).
Quelli che provano da dove arriva il denaro: estratti conto degli ultimi mesi, buste paga o dichiarazioni dei redditi, l’atto di vendita di un altro immobile, la successione, il contratto di prestito o le ricevute del bonifico dall’estero. E, sempre, il contratto di arras (caparra) o la bozza dell’atto di compravendita.
Può slittare e, se il denaro non è disponibile in tempo, possono sorgere complicazioni rispetto a quanto pattuito nelle arras. Per questo conviene preparare la giustificazione prima di muovere il denaro e avvisare la banca con anticipo. Se hai già una data di firma, lavoriamo in parallelo con la banca e con lo studio notarile.
L’atto di compravendita deve identificare i mezzi di pagamento: quanto è stato pagato, quando e come (bonifico, assegno bancario o di altro tipo, nominativo o al portatore, oppure contanti), ai sensi dell’art. 24 della Legge sul Notariato. Se si paga con contanti portati dall’estero, il notaio inserisce nell’atto la dichiarazione preventiva di movimento di mezzi di pagamento.
Il notaio ne dà atto, e l’atto non può essere registrato nel Registro della Proprietà, il registro immobiliare spagnolo (art. 254.3 della Legge Ipotecaria). È un difetto sanabile: si corregge con un nuovo atto che identifichi tutti i mezzi di pagamento (art. 254.4).
Se una delle parti è un imprenditore o un professionista (ad esempio un promotore immobiliare), non si possono pagare in contanti 1.000 euro o più; il limite sale a 10.000 euro se paghi come privato senza domicilio fiscale in Spagna (art. 7 della Legge 7/2012). E anche se il pagamento avviene tra privati, l’atto riporterà come è stato effettuato.
Non sempre. L’art. 24 della Legge 10/2010 vieta di rivelare di aver comunicato informazioni al SEPBLAC o di stare esaminando l’operazione. Quello che puoi chiedere è che vengano precisati i documenti necessari.
Sì. Prima al servizio di assistenza clienti della banca: 15 giorni lavorativi per i servizi di pagamento (art. 69 del Real Decreto-ley 19/2018) e un mese per le altre materie. Se non risponde o non sei d’accordo, al servizio reclami della Banca di Spagna.
La maggior parte dei blocchi si evita se la banca ha la documentazione prima che arrivi il denaro.
Raccogli la prova dell’origine dei fondi non appena firmi il contratto di arras.
Spiega l’operazione e consegna la documentazione prima di chiedere l’assegno o il bonifico.
L’atto riporterà come è stato effettuato il pagamento: porta le ricevute di ogni pagamento.
Fonte: Legge 10/2010 (artt. 6, 7, 19 e 24), Legge sul Notariato (art. 24), Legge Ipotecaria (art. 254), Legge 7/2012 (art. 7) e Real Decreto-ley 19/2018 (art. 69).
Questi termini compaiono nelle richieste della banca, presso lo studio notarile e nella Legge 10/2010.
Da dove arriva il denaro con cui si paga la casa.
Misure con cui la banca identifica il cliente e verifica le sue operazioni.
Indicazione nell’atto di quanto è stato pagato, quando e come.
L’atto non viene registrato se le parti hanno rifiutato di identificare i mezzi di pagamento.
Applica la Legge 10/2010 e può rifiutarsi di autorizzare l’atto per giusta causa.
Contratto precedente all’atto, con una caparra e una data di firma.
La banca non esegue un’operazione sospetta mentre la segnala al SEPBLAC.
Meno di 1.000 euro se una parte è un imprenditore o un professionista; 10.000 euro per i privati non residenti.
Ufficio della banca a cui si invia il primo reclamo.
Cosa succede di solito: non emette l’assegno né esegue il bonifico finché non conosce l’origine.
Cosa fai: consegnare il dossier sull’origine dei fondi.
Cosa succede di solito: una banca lo trattiene prima che arrivi sul tuo conto.
Cosa fai: individuare dove si trova e giustificare l’origine.
Cosa succede di solito: trattiene il prezzo incassato finché non comprende l’operazione.
Cosa fai: fornire l’atto e la spiegazione della vendita.
Cosa succede di solito: chiede più dati sui pagamenti o sulle parti.
Cosa fai: fornire le ricevute di tutti i pagamenti.
Cosa succede di solito: non registra perché i pagamenti non sono stati identificati.
Cosa fai: stipulare un nuovo atto che li identifichi.
Sono gli errori che più spesso fanno slittare la firma.
Raccontaci se acquisti o vendi, la data della firma, da dove arriva il denaro e cosa ti ha detto la banca, e ti diciamo cosa fare.
Aggiornato al 16 ottobre 2026
In una compravendita intervengono diversi soggetti obbligati della Legge 10/2010: le banche delle due parti, il notaio, il conservatore del Registro (registrador) e, se c’è, l’agenzia immobiliare. Ciascuno deve conoscere l’origine dei fondi e ognuno può fermare l’operazione se non riesce a verificarla.
L’art. 6 della Legge 10/2010 obbliga la banca a esaminare le operazioni, «compresa l’origine dei fondi». Se non può applicare l’adeguata verifica della clientela, non esegue l’operazione (art. 7.3) e, in presenza di indizi di riciclaggio, si astiene e la segnala al SEPBLAC (art. 19.1). Lo spieghiamo in obbligo di astensione.
L’art. 24 della Legge sul Notariato obbliga a identificare nell’atto i mezzi di pagamento. Il notaio può rifiutarsi di autorizzare l’atto per giusta causa (più indicatori di rischio o indizio manifesto di simulazione o di frode alla legge) e raccoglie dal cliente i dati necessari (art. 19.2 della Legge 10/2010).
Se le parti rifiutano di identificare i mezzi di pagamento, l’atto non viene registrato (art. 254.3 della Legge Ipotecaria). È un difetto sanabile con un nuovo atto (art. 254.4).
Se una delle parti è un imprenditore o un professionista, non si possono pagare in contanti 1.000 euro o più, o 10.000 euro se paghi come privato senza domicilio fiscale in Spagna (art. 7 della Legge 7/2012). Anche le agenzie immobiliari e i promotori sono soggetti obbligati: ne parliamo in antiriciclaggio nelle agenzie immobiliari.
Per evitare il blocco, prepara prima l’origine dei fondi per comprare casa. Se ti serve un documento formale, prepariamo il certificato di origine dei fondi, e se il problema è un bonifico, scopri cosa fare con un bonifico bloccato dalla banca.