Valutazione del merito creditizio: quadro normativo in Spagna e nell’Unione europea
L’obbligo di analizzare la capacità di rimborso del consumatore prima di concedere credito non deriva da un’unica norma, ma dalla sovrapposizione di tre quadri che si sono stratificati negli ultimi quindici anni: quello della trasparenza e della tutela del cliente bancario, quello della protezione dei dati e, più di recente, quello dell’intelligenza artificiale. Capire come si incastrano è ciò che distingue una procedura formalmente corretta da una realmente difendibile.
L’obbligo di analisi nel credito ai consumatori
Nell’ordinamento spagnolo, l’obbligo di valutare il merito creditizio del consumatore è previsto dalla Legge 16/2011 sui contratti di credito ai consumatori e si sviluppa attraverso la normativa sulla trasparenza e le prassi di concessione responsabile dei prestiti vigilate dalla Banca di Spagna. Il credito immobiliare ha un regime parallelo e più esigente nella Legge 5/2019. La riforma europea del credito ai consumatori rafforza questi criteri, amplia le fonti da consultare e disciplina per la prima volta in modo espresso l’uso di modelli automatizzati.
Che cosa aggiunge la protezione dei dati
Consultare archivi di solvibilità, la centrale rischi dell’autorità di vigilanza o i movimenti di un conto tramite servizi di aggregazione sono trattamenti di dati personali che richiedono una base giuridica, un’informativa all’interessato e termini di conservazione definiti. Quando il rifiuto si basa esclusivamente su un trattamento automatizzato, il richiedente ha il diritto di ottenere l’intervento umano, di esprimere la propria opinione e di contestare la decisione: tre garanzie che molte società non hanno reso operative nel flusso reale di assistenza ai clienti.
Il nuovo livello: il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale
I sistemi destinati a valutare il merito creditizio delle persone fisiche o a stabilirne il punteggio creditizio sono classificati come sistemi ad alto rischio. Ciò comporta obblighi di gestione dei rischi, governance dei dati di addestramento, documentazione tecnica, registrazione degli eventi, trasparenza nei confronti dell’utente, supervisione umana effettiva e livelli adeguati di accuratezza e robustezza. Per una fintech di credito, questo livello è di solito quello che richiede più sforzo di implementazione, perché obbliga a documentare ciò che finora era conoscenza tacita del team dati.
Il punto in cui le procedure cedono
Per la nostra esperienza, il problema raramente sta nell’assenza di una politica di concessione: sta nella distanza tra la politica scritta e ciò che il sistema fa in produzione, e nell’impossibilità di ricostruire a posteriori quale versione del modello fosse in vigore il giorno dell’operazione. Quando arriva il reclamo, la società ha la politica e ha il risultato, ma non riesce a collegare i due estremi. È questo il vuoto su cui lavoriamo per primo.
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