Quadro normativo del crowdfunding immobiliare in Spagna
Il crowdfunding immobiliare in Spagna si articola attraverso piattaforme autorizzate come fornitori di servizi di crowdfunding (PSFP) ai sensi del Regolamento (UE) 2020/1503 e della Legge 18/2022, che designa la CNMV come autorità competente. Lo strumento abituale è il prestito al promotore (crowdlending) o il collocamento di valori mobiliari di una società veicolo del progetto; in entrambi i casi l’attività della piattaforma è riservata e vigilata.
La piattaforma: licenza PSFP
Chi gestisce la piattaforma ha bisogno della licenza PSFP: domanda alla CNMV con programma di attività, requisiti di onorabilità e professionalità, piano di continuità e garanzie prudenziali dell’articolo 11 (il maggiore tra 25.000 € e un quarto delle spese generali fisse). La CNMV ha 25 giorni lavorativi per la verifica di completezza e 3 mesi di valutazione dalla domanda completa, con successiva iscrizione nei registri della CNMV e dell’ESMA e passaporto europeo.
Il promotore: l’offerta e i suoi limiti
Il promotore immobiliare non ha bisogno di una licenza per finanziarsi, ma ogni raccolta richiede una scheda con le informazioni chiave sull’investimento (KIIS) chiara, corretta e non fuorviante, rispetta il limite di 5.000.000 € per promotore in 12 mesi e si sottopone alla due diligence della piattaforma. L’investitore non sofisticato dispone inoltre di test di conoscenze, avvertenze quando supera il maggiore tra 1.000 € e il 5% del suo patrimonio netto e di un periodo di riflessione di 4 giorni di calendario.
Antiriciclaggio nel settore immobiliare
L’immobiliare è un settore prioritario in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro: promotori e agenzie immobiliari sono soggetti obbligati ai sensi della Legge 10/2010, e le piattaforme e i loro istituti di pagamento verificano l’origine dei fondi dei versamenti. Il nuovo Regolamento europeo AMLR rafforzerà questo quadro includendo tra i soggetti obbligati i fornitori di servizi di crowdfunding a partire dal 2027.
Tokenizzazione: valori mobiliari o MiCA
La tokenizzazione di asset immobiliari non è una categoria regolamentare a sé: se il token incorpora diritti economici, di norma è qualificato come valore mobiliare ai sensi della normativa sul mercato dei valori, mentre altre strutture rientrano nel Regolamento MiCA. Il quadro applicabile è determinato dai diritti che il token attribuisce, non dalla tecnologia impiegata.
Regolamento 2020/1503
PSFP
CNMV
KIIS
Legge 10/2010
SPV
MiCA