Modello 721 criptovalute all’estero: obbligo in Spagna

Ti aiutiamo a preparare e presentare il Modello 721 (dichiarazione informativa sulle valute virtuali situate all’estero) con criterio fiscale e un approccio pratico.

Modello 721 criptovalute all’estero
Soglia di saldo complessivo
50.000 €
Aumento che obbliga a ripresentare
20.000 €
Fine del termine di presentazione
31 marzo
Data dei saldi
31 dicembre

Cos’è il Modello 721?

Chi è obbligato in Spagna a presentare il Modello 721?

Quali informazioni deve contenere il Modello 721 per le criptovalute in Spagna?

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Perché è importante presentare il Modello 721?

Perché il fisco spagnolo (AEAT) incrocia le informazioni e il Modello 721 sulle criptovalute è un obbligo formale che, se ignorato o compilato male, finisce spesso in richieste di informazioni, rettifiche e costi evitabili. Un approccio ordinato (saldi, custodia, valutazione ed evidenze) ti evita problemi.

Richieste di informazioni e ispezioni

Presentazioni incomplete o incoerenti fanno scattare richieste di informazioni: estratti conto, giustificazione dei saldi, identificazione dei fornitori e tracciabilità documentale.

Sanzioni, maggiorazioni e rettifiche

L’inosservanza degli obblighi informativi può avere conseguenze economiche e obbliga a rifare documentazione e calcoli (valutazione al 31 dicembre, valute dichiarate, cancellazioni per perdita della condizione).

Rischio operativo e bancario

Quando si accompagna a prelievi verso la banca, domande sull’origine dei fondi o movimenti rilevanti, una cattiva base documentale può complicare le verifiche di compliance e rendere più difficile dimostrare la provenienza dei fondi a terzi.

Pronto a preparare il Modello 721?

Organizziamo noi il fascicolo, verifichiamo custodia e soglie e prepariamo la presentazione con un approccio difensivo. Tu occupati del tuo business: della parte fiscale cripto ci occupiamo noi.

Il Modello 721 sulle criptovalute, spiegato

Cosa si dichiara esattamente nel Modello 721?

Il Modello 721 fornisce informazioni sulle valute virtuali custodite da fornitori non residenti in Spagna. Si dichiara per ogni tipo di valuta: unità al 31 dicembre e valore in euro, oltre ai dati del custode.

L’aspetto pratico chiave è distinguere ciò che è in custodia di terzi (exchange/wallet custodial) da ciò che è in un wallet non custodial in cui controlli tu la chiave privata.

Quando una criptovaluta si considera all’estero?

Si considera situata all’estero quando il fornitore che custodisce la valuta (o le chiavi) non è residente in Spagna né opera come stabile organizzazione nel territorio spagnolo.

Per individuare i fornitori, di solito aiuta verificare il paese dell’exchange, la sua entità giuridica e i registri ufficiali, quando esistono. Nei casi dubbi si analizza caso per caso.

I cold wallet o i wallet non custodial sono inclusi?

Se mantieni il controllo delle chiavi private (wallet non custodial), di norma non vengono computati ai fini di questo obbligo informativo. L’obbligo riguarda le valute custodite da terzi che prestano servizi di salvaguardia/trasferimento.

La parte complicata è quando ci sono servizi ibridi (custodia parziale, conti condivisi, sottoconti o custodi a più livelli). In questi casi conviene documentare il modello di custodia.

Soglia: 50.000 € e quando bisogna ripresentare

La prima volta, di solito si applica il criterio del saldo complessivo superiore a 50.000 € al 31 dicembre (valutato in euro) per far scattare l’obbligo.

Negli anni successivi, la presentazione è di norma obbligatoria se il saldo complessivo registra un aumento superiore a 20.000 € rispetto al saldo che ha determinato l’ultima dichiarazione, e anche quando viene meno la condizione sulle valute già dichiarate (ad esempio vendita/chiusura/cambio).

Termine e modalità di presentazione

Il Modello 721 si presenta tra il 1 gennaio e il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono le informazioni.

Si può presentare tramite modulo web nella Sede elettronica dell’AEAT (il portale online) o con invio telematico in formato tecnico (per le integrazioni). In entrambi i casi, a fare la differenza è la qualità dei dati e delle evidenze.

Errori frequenti nel Modello 721 sulle criptovalute
  • Confondere la custodia su un exchange con un wallet personale e calcolare male la soglia.
  • Valutare in euro con una fonte non coerente (o senza lasciare traccia della fonte utilizzata).
  • Duplicare le valute tra piattaforme o mescolare i sottoconti senza ordine.
  • Non segnalare correttamente la perdita della condizione quando ricorre.
  • Non conservare estratti, screenshot ed evidenze a supporto dei saldi.
Differenza tra il Modello 721 e altri modelli

Il Modello 721 è informativo e si concentra sulla detenzione/custodia all’estero. Non sostituisce la dichiarazione di plusvalenze/minusvalenze o redditi quando ci sono fatti imponibili (vendite, permute, staking, ecc.).

Inoltre, detenere fiat su un exchange o avere saldi bancari all’estero può far scattare altri obblighi, distinti. Per questo conviene guardare il quadro completo.

Come seguiamo il tuo caso

Partiamo dalla mappatura: (1) dove si trova la custodia, (2) se si applica la soglia/variazione, (3) quali valute e saldi al 31/12, (4) valutazione e fonte, (5) evidenze. Poi prepariamo la presentazione e un dossier di supporto in caso di richiesta di informazioni.

Modello 721 per le criptovalute in Spagna

Se vuoi chiarezza in 60 secondi: cosa rientra, cosa no e cosa devi avere pronto.

Rientra nel Modello 721

Criptovalute custodite da un terzo (exchange/wallet custodial) non residente in Spagna, con saldi al 31/12 e valutazione in euro.

Non rientra (di norma)

Wallet non custodial in cui controlli tu la chiave privata. L’importante è documentare bene il tipo di custodia se il caso è ibrido.

Cosa ti chiederanno

Estratti, screenshot e report dei saldi; identificazione del custode; fonte di valutazione al 31/12; e coerenza con la tua posizione fiscale (se ci sono state vendite).

Checklist per preparare il Modello 721 sulle criptovalute

Usala come lista di controllo prima di presentare.

  1. Individua i custodi (exchange/wallet custodial) e la loro residenza (Spagna o estero).
  2. Calcola il saldo complessivo al 31 dicembre e verifica le soglie (prima volta 50.000 €; aumenti e cancellazioni quando ricorrono).
  3. Separa per valuta: denominazione e sigla (BTC, ETH, USDT…) e unità.
  4. Valuta in euro al 31/12 e lascia traccia della fonte (piattaforma/sito di quotazioni utilizzato).
  5. Conserva le evidenze: report dell’exchange, screenshot, CSV, email di chiusura/cambio e documentazione sulla custodia.
  6. Verifica le coerenze (se ci sono state vendite/permute, che la tua storia fiscale non contraddica i saldi dichiarati).

Casi frequenti

Ho cripto su un exchange estero e in un wallet personale

Di solito si computa quanto è custodito dall’exchange estero. Ciò che è nel wallet personale (non custodial) di norma non rientra, ma conviene documentare la custodia e conservare le evidenze.

Ho presentato una volta e quest’anno non supero 50.000 €

Negli anni successivi l’obbligo dipende di solito dall’aumento rispetto all’ultima dichiarazione e dal venir meno della condizione sulle valute già dichiarate (vendite/chiusure). Lo si valuta in base ai tuoi saldi e ai tuoi movimenti.

Ho cambiato exchange durante l’anno

Bisogna ricostruire i saldi al 31/12 e l’ente custode a quella data, oltre a conservare la tracciabilità documentale (esportazioni CSV, ricevute, email). L’importante è che il dato finale sia coerente e difendibile.