Da policy “belle sulla carta” a un controllo interno realmente eseguito
“Trasformiamo il programma di compliance bancaria in evidenze: responsabili, controlli, registri e tracciabilità.”
Consulenza e audit indipendenti in compliance bancaria per enti finanziari, istituti di moneta elettronica (EDE/ECE), fintech e fornitori critici. Verifichiamo governance societaria, controllo interno, AML/KYC, MiFID II, PSD2 e tutela del cliente: individuiamo le lacune, diamo priorità ai rischi e lasciamo un piano di remediation difendibile davanti alla Banca di Spagna, alla CNMV e al SEPBLAC.
“Trasformiamo il programma di compliance bancaria in evidenze: responsabili, controlli, registri e tracciabilità.”
“Verifichiamo informativa precontrattuale, test, conflitti di interesse, incentivi e reclami con l’ottica dell’autorità di vigilanza.”
“Verifichiamo KYC/UBO, profilo di rischio, conservazione e coerenza: ciò che deve reggere a una richiesta di informazioni.”
“Testiamo processi e registri: incidenti, outsourcing, continuità, sicurezza e reporting regolamentare.”
Mappatura normativa e degli obblighi: controllo interno, condotta, pagamenti, esternalizzazioni e antiriciclaggio, con un approccio da autorità di vigilanza.
È il sistema di governance, policy e controlli che garantisce il rispetto della normativa e riduce il rischio sanzionatorio, operativo e reputazionale.
Verifica a campione dei fascicoli: identificazione, UBO/titolare effettivo, profilazione del rischio, conservazione documentale e coerenza con l’operatività.
Test, informativa, conflitti di interesse, incentivi e registri. Allineiamo l’operatività commerciale ai criteri di vigilanza e alla tracciabilità.
Piano annuale per profili: formazione specifica, registro verificabile e rafforzamento della cultura della compliance nelle aree critiche (vendite, KYC, pagamenti).
Rilievi in ordine di priorità + piano con calendario: responsabili, evidenze e controllo di chiusura per dimostrare un miglioramento reale all’autorità di vigilanza.
Nella compliance bancaria l’importante non è “avere documenti”, ma dimostrare governance, controlli eseguiti, evidenze, gestione degli incidenti e chiusura delle azioni. L’autorità di vigilanza guarda coerenza, tracciabilità e tempi di risposta.
Revisione periodica: aggiorna mappa normativa, rischi e controlli quando cambia la normativa o il modello di business.
Governance e reporting: comitati, verbali ed escalation degli incidenti con responsabili ed evidenze.
Piano di remediation: calendario realistico, verificabile e con monitoraggio (niente “azioni aperte all’infinito”).
Conservazione: registri di compliance, KYC, reclami e controlli accessibili in caso di richiesta di informazioni.
Monitoraggio continuo: tieni sotto controllo gli indicatori (KRI/KPI) per individuare gli scostamenti prima di un’ispezione.
Una parte essenziale della compliance bancaria è il pilastro AML/KYC. Se il tuo ente o la tua attività è soggetta a obblighi di antiriciclaggio, è fondamentale allineare policy, operatività ed evidenze per rispondere in modo solido alle richieste di informazioni. In Molina Law Boutique lavoriamo con un approccio orientato all’ispezione: tracciabilità, campionamento e azioni correttive.
Verifichiamo il programma di compliance bancaria dal punto di vista pratico: policy, controlli eseguiti ed evidenze. Controlliamo sia la documentazione sia la tracciabilità operativa e digitale.
Verifichiamo ruoli, comitati, matrice delle responsabilità, policy e procedure. L’obiettivo: che la compliance non sia “di carta”, ma eseguibile e verificabile.
Verifichiamo i controlli chiave: incidenti, outsourcing, continuità, sicurezza e tracciabilità delle decisioni. Convalidiamo registri ed evidenze per rispondere alla vigilanza.
Verifichiamo la formazione per profili e le relative evidenze. Inoltre campioniamo i punti critici: onboarding KYC/UBO, alert e gestione di reclami e lamentele.
Nella compliance bancaria non sempre serve “rifare tutto”: a volte basta una verifica mirata di controlli e azioni. L’importante è che il livello di evidenze resti solido.
| Caratteristica | Programma integrale (standard) | Verifica di follow-up |
|---|---|---|
| Quando conviene? | Avvio del programma, cambiamenti rilevanti, nuove linee di business o rilievi significativi. | Periodi intermedi, per convalidare chiusure, indicatori ed efficacia delle azioni correttive. |
| Ambito | Governance, policy, controlli, evidenze, formazione, terze parti e pilastri critici (AML/KYC e condotta). | Focus su azioni aperte, punti deboli e controlli critici definiti in base al rischio. |
| Obiettivo | Ridurre il rischio regolamentare e lasciare un “sistema dimostrabile” davanti alla vigilanza. | Verificare il miglioramento reale: chiusura verificabile e coerenza operativa. |
| Risultato | Roadmap completa con evidenze e priorità. | Relazione di avanzamento con stato dei controlli, gap residui e prossime tappe. |
*Se la tua attività cambia, il programma deve adattarsi: ciò che “andava bene” l’anno scorso può risultare insufficiente dopo un cambiamento operativo o normativo.
Una metodologia agile per migliorare la conformità senza bloccare l’operatività quotidiana: diagnosi, campionamento, evidenze e piano d’azione.
Raccogliamo processi e documentazione: policy interne, governance, terze parti e registri. Definiamo gli obblighi critici e i rischi per linea di business.
Mettiamo alla prova la realtà: fascicoli KYC/UBO, controlli di condotta, incidenti ed evidenze. Verifichiamo la tracciabilità e la coerenza dei registri.
Consegniamo una bozza con le lacune classificate per rischio e un piano d’azione con responsabili, scadenze ed evidenze richieste.
Documento finale pronto per audit o ispezione: evidenze, decisioni tracciabili e metriche. Ti accompagniamo nell’attuazione e nella chiusura.
Nella compliance bancaria la differenza la fa l’evidenza: registri, decisioni tracciabili, controlli eseguiti, monitoraggio e chiusura documentata.
Comitati, ruoli, segregazione dei compiti ed escalation degli incidenti: tutto deve risultare da verbali e registri.
Test, verifiche e risultati: la prova che il sistema funziona nella pratica quotidiana.
Definisci criteri e copertura: clienti, prodotti, canali e periodi. Se ci sono controlli automatizzati, documenta regole e verifiche.
Azioni, responsabili e date. L’autorità di vigilanza guarda alle chiusure verificabili, non alle intenzioni.
KYC/UBO, condotta, incidenti e formazione: pronto da consegnare rapidamente in caso di richiesta di informazioni o audit.
L’obiettivo non è “adempiere per adempiere”, ma ridurre il rischio regolamentare e dimostrare un controllo efficace davanti alla Banca di Spagna, alla CNMV e al SEPBLAC.
Policy generiche che non vengono applicate. Nella compliance bancaria contano l’evidenza e la tracciabilità del controllo interno reale.
Fascicoli incompleti o incoerenti con il rischio. Mancano aggiornamenti, documentazione o una conservazione accessibile in caso di richiesta di informazioni.
Test, informativa al cliente o gestione dei conflitti senza evidenze solide. Un punto critico nelle verifiche MiFID II.
Azioni correttive aperte senza responsabili né date. Viene percepito come mancanza di controllo e aumenta il rischio sanzionatorio e reputazionale.
Oltre ad “avere policy”, in una verifica conta la tracciabilità: governance, controlli, evidenze, incidenti e chiusura delle azioni.
La coerenza tra progettazione ed esecuzione è ciò che “torna” davanti alla vigilanza.
Se non puoi dimostrare “chi ha fatto cosa, quando e con quale risultato”, il controllo viene di solito considerato debole.
Le terze parti non eliminano la responsabilità: si controllano con evidenze.
Una compliance “viva”: si adatta, si mette alla prova e si dimostra.
Se il tuo ente cresce, cambia prodotto o integra nuovi fornitori, aggiorna il programma. La compliance bancaria non regge quando resta “congelata” in una versione superata.
Rischio regolamentare: inadempimenti individuabili in sede di vigilanza (governance, controlli, registri e tracciabilità).
Sanzioni e misure correttive: richieste di informazioni, piani d’azione obbligatori e potenziale impatto economico.
Rischio reputazionale: perdita di fiducia, attriti con partner, investitori e controparti.
Blocchi operativi: onboarding, conti, pagamenti, fornitori critici e audit.
Costo della reazione: correggere in ritardo costa di solito più che implementare e documentare bene per tempo.
Ti aiutiamo a implementare e sottoporre ad audit un programma dimostrabile: governance, controlli, evidenze, rilievi e un piano di remediation pronto per la vigilanza.
La compliance bancaria è l’insieme di governance, policy, controlli ed evidenze che permette a un ente di rispettare la regolamentazione applicabile e di dimostrarlo. Non si limita alla “documentazione”: richiede esecuzione, registri e tracciabilità.
Il suo scopo è ridurre il rischio regolamentare, operativo e reputazionale e rispondere in modo solido ad audit o ispezioni.
Un programma solido si misura da ciò che puoi dimostrare, non da ciò che dichiari.
La revisione deve essere periodica e, inoltre, rafforzata quando ci sono cambiamenti rilevanti (prodotto, canale, fornitore, crescita o nuova normativa).
La coerenza tra rischi, controlli, evidenze e remediation è fondamentale davanti alla vigilanza.
Comprende governance e controllo interno, condotta e tutela del cliente, AML/KYC, gestione delle terze parti, continuità e registri/documentazione richiesta.
L’ambito si adatta al tuo tipo di ente e ai rischi reali della tua operatività.
Valutazione pratica del programma: policy, controlli eseguiti, campionamento dei fascicoli, registri, formazione e remediation.
Riduce il rischio sanzionatorio e reputazionale, migliora il rapporto con le controparti e facilita audit, accesso ai servizi bancari e crescita controllata.
Inoltre standardizza le decisioni ed evita la “dipendenza dalle persone”: il sistema si istituzionalizza.
Policy e procedure, verbali/comitati, mappa dei rischi, fascicoli KYC/UBO, registri degli incidenti, formazione, controlli ed evidenze delle chiusure.
Se tutto è in ordine, la diagnosi è più rapida e il risultato più operativo.
Aumenta il rischio di richieste di informazioni, piani correttivi e sanzioni, oltre ad attriti operativi e perdita di fiducia.
Correggere in ritardo di solito significa più costi, più urgenza e più esposizione.
Dipende da dimensioni, complessità, numero di processi, volume di fascicoli e livello di evidenze disponibili.
Ti diamo un preventivo dopo una breve diagnosi dell’ambito e dei rischi.
Normativa di riferimento, con link al testo ufficiale:
Normativa e link verificati a .